Laura e Lucrezia somigliano alle scimmie Rhesus di certi esperimenti di Harlow. Sceglierebbero senza esitare la madre di panno soffice che offre conforto, a quella in fil di ferro che fornisce nutrimento. Si attaccherebbero decise al pupazzo accudente che non …

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Un aereo prese la rincorsa lentamente, poi sempre più veloce, fino a staccarsi dal suolo bagnato di pioggia ed affrontare quelle gocce che sempre più fitte sferzavano il suo corpo pesante. Lo guardai, in piedi dietro una grande vetrata. C’era …

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Ho messo le scarpe al sole, per strappare un sorriso a questo inverno rosicchiato e tornare a faticare con i piedi tiepidi.

Tiro fuori una cartina stropicciata e le briciole di tabacco sparpagliate nella tasca infeltrita, arrotolo la mia pausa …

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L’emozione più grande, ma più grande più grande, che in confronto anche il primo bacio sarà una robuccia da tirar su le spalle, l’ho provata quando ho visto che la palla, contro ogni legge della fisica e contro ogni decisione …

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Come nelle vecchie storie a bivi, il finale a questo punto lo puoi scegliere tu; oppure puoi scriverlo.

Finale cattivo.

Apro gli occhi e invece della sua faccia vedo una lattuga grande come un pallone da calcio, quasi completamente …

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Decisi di reagire quando mi resi conto che la paura ossessiva che il cellulare squillasse spazzava via ogni altro pensiero. Allora andai a sporgere denuncia contro ignoti.

Non ero mai stata in una caserma, e non riuscivo a dissipare la …

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Cinque mesi volano e quella calda mattina di agosto Milano pareva solitaria, silenziosa, quasi a rincuorare Bea, travolta da mille e uno dubbi. «Amore, ti ho messo le lenzuola nella valigia, ora mancano solo gli asciugamani e poi hai finito …

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Era uno spreco possedere qualcosa del genere e non poterla mettere, a meno di sembrare un pagliaccio.

Forse mia madre avrebbe potuto stringerla? Potevo chiederglielo, tanto non avrebbe riconosciuto la marca, o almeno così speravo. Le avrei detto che era …

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Back to the present.

Sorrido compiaciuto, poi mi guardo il bassoventre. I boxer sono girati al contrario. Per una persona normale sarebbe un buon segno, vista la compagnia nel letto; insomma, un’equazione certa. Ma io non sono una persona …

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Fu proprio in presenza di Francesca, scesa in Abruzzo per presentare un suo libro, che il molestatore passò all’azione, modificando il suo modus operandi.

Eravamo in macchina, in un parcheggio, quando il mio cellulare suonò. È il maniaco, commentai, …

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Carlotta arriva in aula dieci minuti prima dell’inizio della lezione, si mette gli occhiali e osserva il professore che parla con una studentessa sull’uscio della porta. «Smettila di guardarlo così, diventi cieca». Compare da dietro Eleonora. «Ma che dici?» «Buongiorno …

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Tre giorni dopo la consegna dei compiti, Erika mi fermò prima di entrare in classe, dicendomi solo “ci vediamo all’intervallo, davanti al tubo, ti devo dare una cosa”. Lo sputò fuori veloce, senza darmi tempo di dire niente. Non ci

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Rewind.

Partiamo dal bordo.

Il sushi, sul tavolo. Io che frugo nel frigo e frego l’ultima bottiglietta di birra, strappandola alla massa di ghiaccio che l’ha avvolta manco fosse la mummia di Oetzi. E in quel momento…

Mi tocco …

Le molestie erano iniziate in sordina, come il gioco di un ammiratore timido. Arrivava una chiamata da un anonimo, io rispondevo, silenzio dall’altro capo della linea, riagganciavo. Immediatamente arrivava un secondo squillo, al quale non rispondevo.

L’anonimo si scoraggiava e …

Eleonora

“Non so mai cosa mettere, eppure ho un armadio che potrebbe vestire tutto l’entourage di Moira Orfei” bisbiglia tra sé e sé Eleonora. La mattina si alza sempre un’ora prima del previsto perché uscire di casa per lei ha …

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La maglietta era un regalo. Quando Erika me la diede erano passati tre giorni dalla consegna dei compiti in classe di matematica, in cui sia io che lei avevamo preso otto. La professoressa quell’anno era una alicetta alta e rossa …

Apro gli occhi con quel senso di spaesamento che mi prende tutte le mattine, in particolare quelle che seguono notti spese a fare a gara con me stesso a chi beve di più: dove sono? Ma soprattutto chi sono? E …

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Un fiocco spugnoso attraversò in diagonale il parabrezza della mia auto. Aveva smesso di nevicare da poco, una misera precipitazione scaricata da un cielo di ovatta che non prometteva nulla di buono. Da qualche minuto ero tornata a Villafiorita, ma …

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Beatrice

«Beaaaaaa, sono le 7.30, è ora che ti alzi» urla sua madre dal bagno. «Le 7.30? Cosa? Sono in ritardassimo!» risponde disperata lanciandosi fuori dal caldo piumone senza nemmeno capire dove si trovi. In fretta e furia si veste …

La maglietta mi andava grande. Aveva il coccodrillo bene in vista sul petto e il colletto rigido, che se lo alzavi rimaneva dritto, diverso da quello delle imitazioni che indossavo di solito. Erika me la diede nell’intervallo: mi aspettava in …

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