Articoli con tag ‘scrittori’

Breve storia dell’universo 4

Di • 23 gen 2012 • nella categoria: lunedì, scrittori

Le accarezzo i fianchi. Sono morbidi, c’è un piccolo neo proprio sopra la linea dei glutei. Glielo bacio.
“Così mi fai venire i brividi”.
Si gira. I capezzoli sono scuri e ancora arrossati intorno. Il seno di destra pende un po’ a sinistra, così che entrambi i seni sembrano affetti da un lieve strabismo. Le morbidezza delle labbra è interrotta da una piccola screpolatura, che accarezzo con la lingua. Mi trattengo, ma la tentazione è quella di levigarla, fino a farla sparire.
“Baci bene”.
Sono ancora sorpreso dal suo chiarore, in contrasto con la macchia scura in mezzo alle gambe.
Lei viene ancora, questa volta senza foga, lasciandosi andare. Non smetto di osservarla.



La puntualità sopra ogni Co… op | Terza parte

Di • 22 gen 2012 • nella categoria: domenica, scrittori

Le 3 e 21.
Non più di dieci minuti per terminare la spesa, uscire dal supermarket, depositare gli acquisti a casae dirigersi verso Piazza Duomo.
Non più di dieci minuti, altrimenti… altrimenti l’appuntamento per le quattro e il mio futuro sentimentale salteranno.

Strappo il biglietto numero 67, il display a led rossi segna il 66, incarnato nella settantenne che viene servita dal macellaio.

“Desidera altro, signora?”
“Ah sì, mi dia la fesa di vitello, tre fettine, mi raccomando tagliate sottili.”

Sul banco di vetro sono allineati quattro pacchetti, il vitello è il quinto della serie: buon auspicio, fra poco sarà il mio turno, trita mia non scappare!



151° | Terza parte

Di • 20 gen 2012 • nella categoria: scrittori, venerdì

Pedro si stupì, ebbe un attimo d’esitazione ma poi guardò di nuovo Aninha. Lei gli fece un semplice cenno del capo e il giovane cuore della testa ricciuta divenne ancora più grande e colmo d’amore. Fu in quell’istante che l’orfano con la pezzetta capì che sarebbe stato schiavo del suo sentimento per sempre. Si rassegnò al proprio destino e non se ne dispiacque.

Decise che avrebbe fatto qualsiasi cosa per la sua amata, anche sfregiare il viso della Dama, anche condannarsi alla dannazione eterna, anche assicurarsi l’esilio perenne. Lui sapeva benissimo che un’azione così non sarebbe mai passata impunita e che le suore avrebbero indagato, annusato, domandato fino a trovare la verità.

Pedro salì sulle spalle di Claudio e allungò la mano armata di carbone con la consapevolezza di segnare così la propria condanna. Del resto era sempre stato un bambino sfortunato, nei suoi lunghi cinque anni di vita aveva collezionato una serie di disgrazie e patimenti che neanche Gesù Cristo in croce. Il piccolo martire sapeva che non sarebbe riuscito a farla franca ma s’immolò comunque felice sull’altare del proprio amore non corrisposto.



Borgo Schizzati | Atto III

Di • 18 gen 2012 • nella categoria: mercoledì, scrittori

Isla, Smacco, Zurlì e Vizio stavano seduti al solito tavolo in fondo a sinistra, sotto un quadretto dedicato alla memoria del Penna: poeta fragile, millantatore di libertà riassorbito dai versi nevrotici di una progenie asfissiata. Il Becco Giallo, locanda cancerogena, era immerso nella fiumana organolettica di un adagio indolente. Gli avventori non si avvidero degli ultimi arrivati, l’oste baffuto li salutò con un cenno del capo; l’ebbrezza rischiarava solerte lo stallo della follia recondita.

Una bottiglia di vino scadente – il più economico della casa – tremava semivuota in mezzo al tavolo; la Rivoluzione era il nutrimento principale di tutti i discorsi, le speranze sfumavano nella malinconia. Smacco consultava un piccolo codice civile, ossessivo nel farsi giudice; Vizio si imbeveva di un rossetto pacchiano, mentre Isla la squadrava, annebbiato, immaginando la turgidezza tenue dei suoi capezzoli libidinosi. Quanto a Zurlì, si limitava a incensare le qualità tanniche della Cagnina. Carlos seguì l’istinto e ordinò una birra media. Titti non s’interessava al fremere etilico, la bettola le dava scosse di lussuria ingrassata.



Breve storia dell’universo 3

Di • 16 gen 2012 • nella categoria: lunedì, scrittori

“Mi spiace… ma c’è qualcosa”. Queste erano state le prime parole del professore, quando mi accolse nel suo accogliente e vetusto studio, che sapeva di vetusto sapere, a partire dai quadri naturalisti alle pareti.
“Tuttavia è un semplice meningioma”. Il sorriso del professore mascherava la delusione racchiusa in quel “semplice”.
“Si tratta di un tumore benigno, a lento accrescimento, che tuttavia dovremo togliere con una certa urgenza”.
“Altrimenti?”
“La compressione aumenterebbe con l’aumentare della massa. Le alterazioni neurologiche a quel punto potrebbero essere irreversibili, fino all’esplosione metastatica”.
Alla fine di questo si trattava. Una leggera ma implacabile compressione sull’amigdala, nocciolo degli istinti primordiali, era la causa del mio repentino cambio di personalità.
Inutile dire che le prospettive mi lasciarono alquanto turbato. Mi ero appena abituato al mio nuovo abito, e già dovevo rinunciarci. Certo, il vantaggio era quello di tornare nell’alveo delle mie insicurezze, ma avrei dovuto rinunciare al completo che stavo scoprendo più confortevole di quanto pensassi.



La puntualità sopra ogni Co… op | Seconda parte

Di • 15 gen 2012 • nella categoria: domenica, scrittori

Giusto quattro passi, mi basta superare la zona dolci di Natale, circumnavigare la minivecchietta bionda permanentata che ostruisce in parte il passaggio nel corridoio, svoltare a destra e il macellaio…

“Scusi, giovanotto, scusi!”
“Dice a me?”
“Certo a lei” sguardo compassionevole della piccola sciura che mi osserva con due occhi grigio topo.
“La ringrazio, sa, ma giovanotto non me lo ha mai detto nessuno, neppure quando giovane lo ero davvero, parliamo di venti e passa anni fa.”
“Se non è giovane lei pensi me” risposta al limite del singhiozzante della mia interlocutrice, una coppia di orecchini argentati oscillano come palle natalizie su un albero rinsecchito.

Le sorrido, quasi a rinfrancarla.
“La prego, non mi potrebbe aiutare? Sa, sono bassa e quel Pandoro lì” fa segno verso una confezione Baluani posta in cima allo scaffale “proprio non riesco a prenderlo.”
“Si figuri, ci penso io.”



151° | Seconda parte

Di • 13 gen 2012 • nella categoria: scrittori, venerdì

Una notte senza luna Aninha e i suoi compagni scivolarono furtivi fuori dai propri letti, attraversarono silenziosi i corridoi dai soffitti alti e i finestroni immensi, e raggiunsero il quadro della grande Dama. Una tela che a loro pareva enorme e terribile. Il ritratto della moglie del Senhor Pablo Soldon che un secolo prima, all’inizio del ’700, aveva speso parte del proprio immenso patrimonio per fondare l’Istituto, per dare una casa e una scuola ai piccoli orfani e ai figli delle famiglie più semplici e povere della città. In questo modo aveva regalato speranza e futuro a tanti, e soprattutto aveva dato una casa a tutti i bastardelli che egli stesso aveva seminato in giro. Aveva così cercato di pagarsi con moneta sonante il perdono dei propri peccati e un posto in Paradiso.

La Dama guardava severa dall’alto, ornata di gioielli e belletto, con il naso lungo lungo e le sopracciglia folte e nere come ali di corvo. Tutti i bambini della casa erano terrorizzati dal suo sguardo severo e passavano di corsa sotto il quadro senza neanche avere il coraggio di alzare la testa. Le suore invece si fermavano sempre a fare un inchino, il segno della croce e pregare come davanti a una santa.

Aninha aveva progettato a lungo l’impresa. Lo sfregio. La liberazione dal giogo della tiranna che con i suoi occhi maligni regnava incontrastata su tutti loro e sui loro incubi.