Quando il sabato pomeriggio cammino sul piazzale della chiesa tutti si tolgono il cappello dalla testa e mi salutano. E sapete perché? Perché il prete è la persona più importante del paese. Più del sindaco, più del farmacista, più del …

continua... Commenti disabilitati su Janas | Quarta parte

Una folata di ricordi solleva in alto una busta di plastica. Nell’aria intreccia ghirigori di nostalgie, esegue rapidi volteggi e poi plana contro l’asta di un ombrellone aperto per burla.

Mattia cammina nel mare come un fenicottero sgraziato.

Michele è …

continua... Commenti disabilitati su Mattia, Michele, condòmini e falò /d/

A questo punto, sua madre ha detto qualcosa, ma stavolta senza chinarsi. È rimasta dritta, con gli occhi puntati su di me. Sguardo non ricambiato. ‒ C’è qualcosa che devi dirmi? Da quante voci avevo sentito pronunciare questa frase? Ho …

continua... Commenti disabilitati su Leone | Quarta parte

Quanti bouquet di crisantemi, garofani, tulipani, ortensie, papaveri e ceri rossi, tanti da illuminare un aeroporto. Fiori che sfioriranno in una settimana quando tutto tornerà alla consueta fragilità che ben mi ricorda questo cimitero dove dorme mia madre. Con il …

continua... Commenti disabilitati su Janas | Terza parte

Un cercatore di metalli setaccia la spiaggia. Dalla parte iniziale scende verso il mare. Obbedisce a un disegno preciso, disciplinato come un soldato prussiano. Impugna un palo telescopico con un piatto all’estremità che muove come la spazzola di un tergicristallo. …

continua... Commenti disabilitati su Mattia, Michele, condòmini e falò /c/

Un mese fa, io e Roberta ci siamo lasciati. È stato inevitabile e doloroso, ma ci siamo lasciati. Quando una donna se ne va dalla tua vita, lascia una scia di oggetti – una tazza, una bottiglia di shampoo, degli …

continua... Commenti disabilitati su Leone | Terza parte

Quando alla fine mia suocera è morta di vecchiaia mi sono trovato a pensare meglio tardi che mai. Evidentemente mi stavo rassegnando al fatto che prima o poi mi avrebbe seppellito lei. E invece no. L’ho seppellita io. Che …

continua... Commenti disabilitati su Janas | Seconda parte

La terrazza del ristorante si affacciava sulla città e sul golfo, poggiata sul blocco tufaceo dalle pareti digradanti giù giù, tra il buio rotto a squarci da giochi di luci artificiali, nella distesa impastata di cemento e umanità. Le colline …

continua... Commenti disabilitati su Mattia, Michele, condòmini e falò /b/

Mi sedetti di nuovo sul divano. Cercai di concentrarmi sulla partita, ma con la coda dell’occhio vedevo che lo sconosciuto era ancora lì. Sorrideva soddisfatto e ogni tanto si chinava verso Matteo, dicendogli qualcosa all’orecchio. Non sentivo cosa dicesse e …

continua... Commenti disabilitati su Leone | Seconda parte

Mia nonna quando ero bambino mi cantava una filastrocca che aveva il dono prodigioso di farmi addormentare all’istante: Custu est su porcu, custu dd’ha mottu, custu d’adi abruschiau, custu si dd’at papau, e  custu a nau

continua... Commenti disabilitati su Janas | Prima parte

Laggiù, nel semicerchio accovacciato, un ragazzo con la faccia tubercolotica imbraccia una chitarra come un’arma, tra piccoli dèi morti in attesa di un segnale, recita una preghiera o una formula per farsi forza. Non può mollare adesso. Scrolla le membra …

continua... Commenti disabilitati su Mattia, Michele, condòmini e falò /a/

La prima volta che ne vidi uno, non ci feci nemmeno caso. Ero a una festa, troppo ubriaco e troppo triste (le due cose erano collegate, ma non voglio divagare) per accorgermi che c’era qualcosa che non andava. La seconda …

L’ho rivista in foto con quella sua espressione che non capivi se sorrideva o cercava di stare seria, e le veniva una smorfia tra il ridicolo e l’impacciato. Aveva i capelli così ben pettinati che non ce n’era uno fuori …

continua... Commenti disabilitati su Di queste vite | Mia nonna

“…Andò a sedersi in un angolo tra due case […]; teneva le gambette rannicchiate, ma sentiva ancor più freddo, e a casa non osava tornare perché non aveva venduto neppure un fiammifero, non aveva guadagnato un soldo, suo padre l’avrebbe

La mia pancia si stava gonfiando e la diarrea mescolava all’interno delle viscere le cotolette e il salame che avevo mangiato la sera precedente, pestando e tritando e rendendo il cibo una poltiglia di frattaglie densa e scura. Era il …

continua... Commenti disabilitati su Il Sacerdote | Quarta parte

Rosella

La mia gonna nera fasciante, il maglione e i collant erano sulla sedia imbottita della mia camera da letto e io li guardavo nell’ombra di quella sera. Tra poco sarei stata la regina dei sughi pronti e delle insalate …

continua... Commenti disabilitati su Nuovo studio | Quarta parte

Lo trovarono riverso sopra ad una panchina, con il sorriso dipinto in faccia. Doveva aver visto tutto, e tutto doveva aver compreso, se sorrideva a quel modo. Era il matto del paese, “il Comandante”. Camminata marziale con portamento gentile. Mozzicone …

continua... Commenti disabilitati su Di queste vite | Il Comandante

“…Poi chiuse gli occhi e morì. La fanciulla andava ogni giorno sulla tomba […], piangeva ed era sempre docile e buona. Quando venne l’inverno, la neve coprì la tomba di un suo bianco drappo…”

Il letto era il cuore pulsante …

-In quella casa ogni porta che si apre serve solo ad aprire un’altra porta- 
Era parte dell’addestramento. Semplice no? Ci ho impiegato ottocentoventiquattro ore per capirlo.

Ma Grasso si era fermato e aveva cominciato a ridere, mentre il Sacerdote si …

continua... Commenti disabilitati su Il Sacerdote | Terza parte

Antonio

Il nostro nuovo studio era perfetto, ma mancava qualcosa. Così il capo mi fece chiamare Giuseppe perché mi accompagnasse a recuperare dei quadri dalla galleria d’arte di una sua amica. Io non capivo se in quello studio stessi facendo …

continua... Commenti disabilitati su Nuovo studio | Terza parte
Top