Articoli con tag ‘scrittori’

Ade Dagli Inferi II

Di Giordano Criscuolo • 11 mar 2010 • nella categoria: giovedì

Iniziammo le prove la sera stessa di quel maledettissimo lunedì. Da quel momento la nostra beata innocenza cominciava la scalata verso i meandri dell’inferno. Ma a volte il Rock è proprio così e indietro non ci si può tirare.

Dopo qualche mese di prove, testi e musiche gettate lì per lì arrivò la sera del nostro primo concerto in un locale della capitale. Non so perché eravamo lì e, se devo dirla tutta, non ricordo nemmeno come ci arrivammo. Quella sera la ricordo come se fosse un sogno: ora sono qui e tra un istante in compagnia di Paperoga e Roger Rabbit. Mah.

Poco prima che iniziasse il concerto Eppideis ci confessò di aver trovato della roba assurda che gli avevano regalato. Noi? Noi che avevamo fumato sì e no qualche canna? Roba assurda? Va be’, proviamola, dai, siamo rockettari, o no?



La parola che ci separa – Sindrome Game Over

Di Nicola Saddi • 9 mar 2010 • nella categoria: martedì

- Ho la sindrome Game Over.

Eravamo sdraiati a letto, schiena contro schiena, fuori era ancora buio, ma quasi ora di alzarsi per tutti e due che io me ne esco con quella frase.

Sentivo che era sveglia, il suo respiro circolare me lo diceva.

- Mi hai sentito? Lo so che sei sveglia, è una cosa seria, ho la sindrome Game Over.

Non è che lo avessi programmato, ma prima o poi il discorso andava affrontato.



La cacca e il tempo I

Di Andrea Meregalli • 8 mar 2010 • nella categoria: lunedì

Casa del tempo

C’è sempre qualcosa da fare se, nella vita, ti chiami Secondi.

Secondi di cognome e Secondi di nome, così: Secondi Secondi.

Che se ti prude l’inguine, improvvisamente e violentemente, non è che puoi ravanarti beatamente fischiettando un motivetto popolare, se ti chiami Secondi.

Secondi è lungo e secco e non si ferma mai: tu pensa alla responsabilità di chiamarsi Secondi.

Secondi lavora e vive in un castello tutto buio e tutto vecchio, in mezzo alle nuvole tutte gonfie e tutte panciute e quando arrivi c’è una scritta: casa del tempo.

Io, al massimo, ero stato alla casa del bagno, ma mai alla casa del tempo. Cioè, lì, alla casa del tempo, si produce il tempo: tu guarda.

Una roba importante in maniera indescrivibile: non il tempo atmosferico, che chissenefotte, in verità, del tempo atmosferico, ma il tempo tempo. Il tempo vero. Il tempo che, per dire, ti scappa la cacca: ci vuole il tempo che genera Secondi per recarsi verso un servizio, slacciarsi la cintura, slacciarsi i pantaloni, calare i pantaloni, calare le mutande, appoggiare il sedere alla tazza, fare la cacca.



La sindrome di Quenau 1

Di Gaia Tarini • 6 mar 2010 • nella categoria: sabato

La cosa più brutta che mi capitò fu prestare la mia copia de Il maestro e Margherita ad una persona che conoscevo bene. Non ci vedemmo più, e la mia copia non mi tornò mai indietro. Tutte le volte che andavo in libreria guardavo copie nuove che avrei potuto comprare, ma per qualche strano motivo mi rifiutavo di farlo. La verità è che a quella copia ci ero affezionato, quando compro un libro quel libro rimane mio per sempre, lo marco a fuoco con le mie impronte perché sia un territorio di nessun altro, ci pianto i semi della mia meraviglia. Sono restìo a condividere o a prestare le mie cose: sono geloso di tutto quello che mi appartiene.

Un mio amico, che ha un’opinione troppo alta di me, mi ha chiesto di partecipare al suo corso di scrittura creativa. Dice che sarà una cosa breve, e non ha voluto sentire ragioni riguardo alle mie lamentele. Dice che è troppo tempo che scappo da questa cosa dello scrivere, che tutte quelle che invento sono delle scuse, che è tempo di scoprire un po’ il fianco.



Ade Dagli Inferi I

Di Giordano Criscuolo • 4 mar 2010 • nella categoria: giovedì

Era l’ultima data del Tour e, seduti alla reception, capivamo che quella sarebbe stata anche l’ultima volta che avremmo suonato insieme. Ma che sarebbe finita proprio così, in questo modo assurdo, nessuno lo avrebbe mai immaginato.

Le cose erano andate più o meno in questo modo.

Ai tempi del Liceo Antonio Eppideis aveva appeso qua e là dei volantini dove diceva di cercare musicisti per futura formazione di metal-band su onda gotica. A me il gothic non era mai piaciuto ma, nonostante questa mia avversione, ero comunque cresciuto a pane e trash e grunge e indie e rock and roll in generale. L’idea mi piacque.

Avevo sentito di questo Eppideis, sapevo che suonava la batteria e quella mattina, dopo aver letto il volantino, mi diressi subito nella sua aula per parlargli. Era seduto in fondo, naturalmente. Mi presentai.



La parola che ci separa – Distanze

Di Nicola Saddi • 2 mar 2010 • nella categoria: martedì

Ha a che fare con le distanze, tutta la vita ha a che fare con le distanze, le distanze tra le persone, la distanza tra te e la felicità, distanze da percorrere tutti i giorni, avanti e indietro, distanza tra quello che dici e quello che avresti voluto dire, tra quello che fai e quello che avresti voluto fare, distanze di spazio e tempo che non si possono annullare, distanze che non percorro mai.

Pensavo a queste cose mentre la macchina della risonanza magnetica ronzava e martellava attorno alla mia testa e il campo elettromagnetico prodotto mi attraversava il cervello alla ricerca di una causa per i miei sempre più frequenti mal di testa.

Il giorno seguente il medico mi riceve nel suo studio per comunicarmi il risultato delle analisi.

Mi aspetta seduto dietro la scrivania col referto aperto in mano e la faccia scura.



Il mondo salverà la bellezza IV

Di Eleonora Lombardo • 28 feb 2010 • nella categoria: domenica

EPILOGO

La vita è una complicazione dell’esistenza. Si può esistere o si può vivere. Complicarsi, piegarsi, su sé stessi e sul mondo. Raccogliere e raccogliersi. La frase del principe Miskin è un’anastrofe. L’inversione dell’oggetto con il soggetto rivela la sua profonda verità: il mondo salverà la bellezza. Il punto di interesse è il mondo. E se c’è qualcosa che ha bisogno di essere salvato, è la bellezza. Se a un certo punto della storia la bellezza, la bellezza perfetta che allude alla pace e alla perfezione e alla filosofia e alla linguistica si è persa e si è confusa in un tanga, quando l’ideale della Madonna viene confuso con quello di Sodoma, sarà il mondo con il suo essere immondo e spietato che salverà tutto. Sarà la confusione, sarà il caos, sarà il male. Sarà la libertà.