Archivio per la categoria ‘sabato’

La sindrome di Quenau 1

Di Gaia Tarini • 6 mar 2010 • nella categoria: sabato

La cosa più brutta che mi capitò fu prestare la mia copia de Il maestro e Margherita ad una persona che conoscevo bene. Non ci vedemmo più, e la mia copia non mi tornò mai indietro. Tutte le volte che andavo in libreria guardavo copie nuove che avrei potuto comprare, ma per qualche strano motivo mi rifiutavo di farlo. La verità è che a quella copia ci ero affezionato, quando compro un libro quel libro rimane mio per sempre, lo marco a fuoco con le mie impronte perché sia un territorio di nessun altro, ci pianto i semi della mia meraviglia. Sono restìo a condividere o a prestare le mie cose: sono geloso di tutto quello che mi appartiene.

Un mio amico, che ha un’opinione troppo alta di me, mi ha chiesto di partecipare al suo corso di scrittura creativa. Dice che sarà una cosa breve, e non ha voluto sentire ragioni riguardo alle mie lamentele. Dice che è troppo tempo che scappo da questa cosa dello scrivere, che tutte quelle che invento sono delle scuse, che è tempo di scoprire un po’ il fianco.



Eternal sunshine 4

Di Alessandro Longobardi • 27 feb 2010 • nella categoria: sabato


Eternal sunshine 3

Di Alessandro Longobardi • 20 feb 2010 • nella categoria: sabato


Eternal sunshine 2

Di Alessandro Longobardi • 13 feb 2010 • nella categoria: sabato


Eternal sunshine 1

Di Alessandro Longobardi • 6 feb 2010 • nella categoria: sabato


Untitled 6:38 (”Vaka”) 4

Di simone rossi • 23 gen 2010 • nella categoria: sabato

Conosco pochi modi di piacere alla gente. Anzi, credo di conoscerne uno solo: quello che è piaciuto a te. Da quando sei partita mi ripeto, consolido il repertorio per un concerto che non arriva mai, faccio le cover di cugino Lubitch e spero che non se ne accorga nessuno. Non se ne accorge nessuno, in effetti. Ecco cosa sei: sei quella che si accorge quando smetto di essere e inizio a fare, a fare per gli altri invece di fare per me, a usare frasi fatte come se le avessi fatte io, e invece è solo pigrizia travestita da minimalismo. Minimalismo di ‘stocazzo, credo che l’unico modo di piacere alla gente sia deporre la volontà, e la vergogna. Ma poi, tra parentesi, piacere alla gente: perché?



Untitled 6:38 (”Vaka”) 3

Di simone rossi • 16 gen 2010 • nella categoria: sabato

Sembriamo due parentesi tonde con uno spazio in mezzo, la tensione che ci tiene lontani è la stessa che fa sfiorare i nostri limiti: le nostre mani si cercano i nostri piedi si cercano le nostre pance si sfuggono, sfioriscono, chissà che cosa c’è nella mia pancia, Lubitch, forse tuo figlio, nostro figlio, forse io e te siamo come due calamite, uguali e neri e ci respingiamo, e Marta è il ferro, maledetta, Marta è il sangue e il coltello.