Archivio per la categoria ‘venerdì’
La nuova disposizione delle cose lascia molti spazi vuoti 4
Di Mattia Boscolo • 26 feb 2010 • nella categoria: venerdìOre undici e cinquantuno, antimeridiane. Direzioni Diverse del Teatro degli Orrori dalle casse invisibili e senza bassi e senza senso del mac, un attimo prima di mandarlo in sleep.
Sì, ha smesso di nevicare, ma basta guardare fuori per percepire il freddo che c’è. Lasciate ogni speranza voi che uscite. Ma l’armadio è sistemato e i vestiti sono più o meno piegati sul letto, e prendiamo coraggio e ci armiamo e armiamo l’ipod e le converse e quando ci lasciamo alle spalle il portone del condominio è troppo tardi per ogni ripensamento. Che la neve non attacca e le strade sono gonfie d’acqua e le converse pesano già il doppio. Ma sono anche quella puntina rotta da secoli, sono quel foglietto stropicciato dentro al portafogli con scritto marantz tt42, che poi sarebbe il mio giradischi.
La nuova disposizione delle cose lascia molti spazi vuoti 3
Di Mattia Boscolo • 19 feb 2010 • nella categoria: venerdìOre dieci e quarantaquattro, antimeridiane. Amie di Damien Rice dalle casse invisibili e senza bassi del mac.
Poi mi viene in mente che solitamente negli armadi delle persone normali ci stanno i vestiti. E io non mi sono ancora trovato ma ti scrivo intanto ho raso al suolo l’armadio tra un po’ comincio con me. bonne déjeuner et bonne recherche. Che poi ci penso e déjeuner forse vuol dire pranzo e io intendevo la colazione.
La nuova disposizione delle cose lascia molti spazi vuoti 2
Di Mattia Boscolo • 12 feb 2010 • nella categoria: venerdìOre nove e ventinove, antimeridiane. Lina dei Bachi da Pietra, dalle casse invisibili del mac.
Tra le cose da sintetizzare c’è anche il giradischi rotto. Non è una questione di polvere o di ascolti esasperati, è una questione di puntina. Da cambiare.
E l’armadio è molto più anarchico di quello che pensavo. Come mischiare i miei diciassett’anni ai miei ventidue senza alcun rispetto. Come quando fuori nevica e non sai dove trovare un ombrello nel raggio di isolati. E adesso nevica molto più di prima.
La nuova disposizione delle cose lascia molti spazi vuoti 1
Di Mattia Boscolo • 5 feb 2010 • nella categoria: venerdìOre nove e dodici, antimeridiane. Silenzio.
Nell’armadio sembra essere scoppiata una bomba a mano. Un po’ come nella mia testa. Per questo sono tornato a casa, dopo mesi a macinare chilometri e camerini e mal di schiena, qui a quattro passi dal mare. Non per l’armadio ma per ricucirmi i polsi, per capire cosa sono e che tempo fa, nella mia testa almeno. Che me lo chiedo praticamente ogni volta che mi guardo allo specchio, ogni volta che riesco ad andare oltre alla mia faccia spigolosa e sfocata da fototessera sbiadita. Ogni volta che ascolto un disco, che mi cerco nel disordine delle scrivanie tutte uguali degli alberghi senza stelle, tra scontrini di pasticcerie moleskine distrutte libri segnati pieni di annotazioni e frasi sottolineate in viola. In tutti i fogli che ho riempito di cose inutili, di disegni sbilenchi. Nelle nostre foto appiccicate al muro. Per sintetizzare tutte le sensazioni le cose le persone che ho raccolto e che non ho avuto il tempo di catalogare.
Modeli e modele 4
Di Mafalda • 29 gen 2010 • nella categoria: venerdìModeli e modele on Facebook
E così anche Vera Modela di Serbia si è iscritta a Facebook e, come ci si può aspettare, ha duemilaottocento contatti e si vede subito che sono bei contatti, quasi tutti modeli e modele (tipo Jan da New York, Paloma da Paris e Sevetlana da Milano) ma anche altra gente che si vede che non sono modeli ma la cosa non li preoccupa per niente perchè tanto c’hanno i soldi a palate. Solitamente hanno, i non-modeli, due cognomi, tipo Barozzi Cagozzi e dei nomi che si capisce che son destinati a vivere abbronzati, perchè se ti chiami Fulco (Barozzi-Cagozzi) non so perchè ma faccio fatica a immaginarti con la tuta da operaio.
Modeli e modele 3
Di Mafalda • 22 gen 2010 • nella categoria: venerdìIl grande passo
Un giorno Vera Modela di Serbia ha deciso di fare il grande passo: con sguardo solenne fissava un punto imprecisato all’orizzonte mentre la luce dell’eterna saggezza la illuminava dall’alto e ha annunciato: ho deciso, mi rifacio le tete.
Dopo due giorni di ospedale e altri due di convalescenza si è rialzata con una nuova consapevolezza. E con due seni enormi.
















