La sindrome di Quenau 2
Di Gaia Tarini • 13 mar 2010 • nella categoria: sabatoAvevo un altro amico, al quale facevo leggere i miei tentativi. Di lui, non avevo capito niente. Ero preso da me stesso, ero tremendamente egocentrico: quando mi parlava delle sue cose, non aspettavo altro che parlargli delle mie. C’è anche da dire che quando mi sottoponeva qualcosa di suo, per il gusto di condividere con me una cosa per lui importante, la sindrome di Queneau mi saltava addosso e mi tornavano in mente tutti i concetti e le informazioni grammaticali che avevo accumulato. Gli parlavo per ore intere di punti, virgole, tempi verbali, costruzioni e strutture sbagliate, ignorando il fatto che a lui tutte queste cose non interessavano.
Gli scrittori, sono fatti tutti così. Difficilmente, ascoltano. Quasi mai fanno il tifo per scrittori che non siano loro stessi. Sono personaggi antipatici, in fondo, perché l’unica storia che ritengono degna di nota è quella che devono raccontare loro.



















