La cacca e il tempo I
Di Andrea Meregalli • 8 mar 2010 • nella categoria: lunedìCasa del tempo
C’è sempre qualcosa da fare se, nella vita, ti chiami Secondi.
Secondi di cognome e Secondi di nome, così: Secondi Secondi.
Che se ti prude l’inguine, improvvisamente e violentemente, non è che puoi ravanarti beatamente fischiettando un motivetto popolare, se ti chiami Secondi.
Secondi è lungo e secco e non si ferma mai: tu pensa alla responsabilità di chiamarsi Secondi.
Secondi lavora e vive in un castello tutto buio e tutto vecchio, in mezzo alle nuvole tutte gonfie e tutte panciute e quando arrivi c’è una scritta: casa del tempo.
Io, al massimo, ero stato alla casa del bagno, ma mai alla casa del tempo. Cioè, lì, alla casa del tempo, si produce il tempo: tu guarda.
Una roba importante in maniera indescrivibile: non il tempo atmosferico, che chissenefotte, in verità, del tempo atmosferico, ma il tempo tempo. Il tempo vero. Il tempo che, per dire, ti scappa la cacca: ci vuole il tempo che genera Secondi per recarsi verso un servizio, slacciarsi la cintura, slacciarsi i pantaloni, calare i pantaloni, calare le mutande, appoggiare il sedere alla tazza, fare la cacca.















