Archivio per la categoria ‘autori’

La parola che ci separa – Sindrome Game Over

Di Nicola Saddi • 9 mar 2010 • nella categoria: martedì

- Ho la sindrome Game Over.

Eravamo sdraiati a letto, schiena contro schiena, fuori era ancora buio, ma quasi ora di alzarsi per tutti e due che io me ne esco con quella frase.

Sentivo che era sveglia, il suo respiro circolare me lo diceva.

- Mi hai sentito? Lo so che sei sveglia, è una cosa seria, ho la sindrome Game Over.

Non è che lo avessi programmato, ma prima o poi il discorso andava affrontato.



La cacca e il tempo I

Di Andrea Meregalli • 8 mar 2010 • nella categoria: lunedì

Casa del tempo

C’è sempre qualcosa da fare se, nella vita, ti chiami Secondi.

Secondi di cognome e Secondi di nome, così: Secondi Secondi.

Che se ti prude l’inguine, improvvisamente e violentemente, non è che puoi ravanarti beatamente fischiettando un motivetto popolare, se ti chiami Secondi.

Secondi è lungo e secco e non si ferma mai: tu pensa alla responsabilità di chiamarsi Secondi.

Secondi lavora e vive in un castello tutto buio e tutto vecchio, in mezzo alle nuvole tutte gonfie e tutte panciute e quando arrivi c’è una scritta: casa del tempo.

Io, al massimo, ero stato alla casa del bagno, ma mai alla casa del tempo. Cioè, lì, alla casa del tempo, si produce il tempo: tu guarda.

Una roba importante in maniera indescrivibile: non il tempo atmosferico, che chissenefotte, in verità, del tempo atmosferico, ma il tempo tempo. Il tempo vero. Il tempo che, per dire, ti scappa la cacca: ci vuole il tempo che genera Secondi per recarsi verso un servizio, slacciarsi la cintura, slacciarsi i pantaloni, calare i pantaloni, calare le mutande, appoggiare il sedere alla tazza, fare la cacca.



Recessione: casa

Di Marco Ceccobelli • 7 mar 2010 • nella categoria: domenica


La sindrome di Quenau 1

Di Gaia Tarini • 6 mar 2010 • nella categoria: sabato

La cosa più brutta che mi capitò fu prestare la mia copia de Il maestro e Margherita ad una persona che conoscevo bene. Non ci vedemmo più, e la mia copia non mi tornò mai indietro. Tutte le volte che andavo in libreria guardavo copie nuove che avrei potuto comprare, ma per qualche strano motivo mi rifiutavo di farlo. La verità è che a quella copia ci ero affezionato, quando compro un libro quel libro rimane mio per sempre, lo marco a fuoco con le mie impronte perché sia un territorio di nessun altro, ci pianto i semi della mia meraviglia. Sono restìo a condividere o a prestare le mie cose: sono geloso di tutto quello che mi appartiene.

Un mio amico, che ha un’opinione troppo alta di me, mi ha chiesto di partecipare al suo corso di scrittura creativa. Dice che sarà una cosa breve, e non ha voluto sentire ragioni riguardo alle mie lamentele. Dice che è troppo tempo che scappo da questa cosa dello scrivere, che tutte quelle che invento sono delle scuse, che è tempo di scoprire un po’ il fianco.



Primavera 1

Di Fran • 5 mar 2010 • nella categoria: venerdì


Ade Dagli Inferi I

Di Giordano Criscuolo • 4 mar 2010 • nella categoria: giovedì

Era l’ultima data del Tour e, seduti alla reception, capivamo che quella sarebbe stata anche l’ultima volta che avremmo suonato insieme. Ma che sarebbe finita proprio così, in questo modo assurdo, nessuno lo avrebbe mai immaginato.

Le cose erano andate più o meno in questo modo.

Ai tempi del Liceo Antonio Eppideis aveva appeso qua e là dei volantini dove diceva di cercare musicisti per futura formazione di metal-band su onda gotica. A me il gothic non era mai piaciuto ma, nonostante questa mia avversione, ero comunque cresciuto a pane e trash e grunge e indie e rock and roll in generale. L’idea mi piacque.

Avevo sentito di questo Eppideis, sapevo che suonava la batteria e quella mattina, dopo aver letto il volantino, mi diressi subito nella sua aula per parlargli. Era seduto in fondo, naturalmente. Mi presentai.



Finisce ma rimane: strascichi

Di Elena Colombo • 3 mar 2010 • nella categoria: mercoledì