#39 Primo maggio, su coraggio
Di SettePerUno • 1 mag 2012 • nella categoria: uno al meseIl lavoro allontana da noi tre grandi mali: la noia, il vizio e il bisogno.
(Voltaire)
Il lavoro allontana da noi tre grandi mali: la noia, il vizio e il bisogno.
(Voltaire)
C’è quest’aria friccicarella che scompiglia i pensieri e distrae. C’è il basilico da piantare, il cambio stagione da fare, il primo gelato da celebrare in una giornata di sole.
Dalla primavera io mi aspetto sempre una rivoluzione, un po’ come ogni anno, a settembre, mi riprometto di trovare il tempo per essere migliore.
Tre anni fa c’erano queste chiacchiere senza senso che poi sono diventate scarabocchi e poi si sono trasformate in questo posto che per me è una scatola in cui infilare una mano ad occhi chiusi e pescare qualcosa di bello e nuovo ogni giorno. E Andrea che ha sempre fatto l’ingegnere razionale di fronte alle mie idee sconclusionate e quella volta no, ha detto facciamolo.
C’è questa cosa che ce ne stiamo dietro i nostri schermi retroilluminati a digitare frettolosamente parole dopo parole. C’è che quando siamo in giro, magari a cena con altra gente, la mano corre ai nostri telefoni molto intelligenti per controllare se ci hanno scritto-laicato-menzionato-ritwittato-ribloggato-commentato-taggato. È uno scatto che sembra involontario, quello della mano verso la tasca o la borsa, che sembra quasi uno spasmo, uno di quei gesti che fanno gli ossessivi compulsivi quando si sentono costretti a ripetere all’infinito una certa sequenza altrimenti il mondo finirà.
Il 2011 di SettePerUno è stato intenso, divertente, pieno di idee improvvise. Dal secondo compleanno festeggiato a marzo sembra sia passato solo un rapido sbattere d’occhi. Invece.
Come sarà il 2012?
Immaginiamo di essere tutti in una stanza, una stanza grandissima. Ad un certo punto, tracciamo delle linee sul pavimento e dividiamo lo spazio in tre sezioni. Da una parte mettiamo tutti quelli che leggono le recensioni dei libri solo sui quotidiani, da un’altra quelli che comprano solo i titoli da classifica e dall’altra quelli che vivono i libri attraverso blog e social network.
Ce le ho tutte nelle dita, le parole. Un formicolio continuo.
Me le tengo nelle dita e nella testa, le parole. A volte si intravedono quando sorrido da sola. Poi, basta.