“Un giorno sua madre le disse: “Vieni, Cappuccetto Rosso, eccoti un pezzo di focaccia e una bottiglia di vino, portali alla nonna; è debole e malata e si ristorerà. Mettiti in via prima che faccia troppo caldo, e quando sei

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Ottocentoventiquattro ore per ritrovarmi con un gatto che mi strappava la carne dai piedi e lui che mi passava la lingua sul collo, con un movimento erotico e circolare. Urlai. Grasso si contrasse in preda a un’eccitazione estrema. Si ritirò …

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Rosella

Ma forse lui ora mi guarda troppo da vicino per vedermi, pensavo. Come se fosse una frase intelligente, una sentenza illuminata. Quel che volevo dire era chiaro, era una questione di distanza: era come se avessimo appena colliso e …

Christian è un bambino. È un pesciolino troppo piccolo per la scuola elementare, ancora nuota nella materna. È pieno di capelli ricci in testa. Boccoli duri che sembrano inamidati, e chili di merendine e caramelle sopra i fianchi. Ha gli …

I nani dissero: “Se vuoi curare la nostra casa, cucinare, fare i letti, lavare, cucire e far la calza, e tener tutto in ordine e ben pulito, puoi rimaner con noi, e non ti mancherà nulla.

“Sì”, disse Biancaneve, “di

Bum. Questo è il rumore che fanno le scarpe di Grasso quando cadono sul pavimento. Siamo entrati e lui mi ha offerto un caffè, indicandomi una piccola macchinetta nera che dalla forma sembrava l’ampia e orribile testa di un alieno. …

 Antonio

Seguivo le crepe delle piastrelle del pianerottolo, rosse e spaccate, fino alla fessura  irregolare tra il pavimento e il legno vecchio della porta. Ma visto che non ero solo, tentai di tornare alla realtà: tenevo una libreria per i …

Seguono altre notti di parole oscene, visioni notturne e batticuore. Laura va dal medico che le diagnostica una sindrome da stress. Parola incomprensibile per lei. Eppure qualcosa di quella diagnosi la agita tanto da convincere il medico a prescriverle un …

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Uscii sotto la pioggia, senza ombrello, sola con i miei pensieri. Non misi neanche le cuffie nelle orecchie: volevo sentire il mondo che sotto quelle gocce pesanti si faceva silenzioso, fermandosi ad ascoltare per un po’. Camminai per più di …

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Faccio un respiro lungo che risucchia tutto il rumore intorno, lo spolpa e me lo restituisce filtrato, puro.

Non posso smettere di pensare.

Lancio uno sguardo in direzione di Zaira. È alla giostra dei cavalli, quella con gli specchietti, gli …

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Il giorno dopo il gol sono andato a trovarlo, mi sono seduto sulla sua tomba bianca e gli ho raccontato la partita per filo e per segno; gli ho detto anche che l’allenatore mi aveva messo in panchina, e avevo …

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Un mattino, dopo aver accompagnato la figlia a scuola, incamminandosi verso casa Laura nota una scritta enorme sul muro della scuola: ‘Lucrezia dove vai se pompini non ne fai?’

Osserva la scritta assorta, con la consueta disinvoltura scrolla la frangetta …

Appuntamento alle tre davanti alla “nostra” libreria. Ero ansiosa. Volevo capire cosa c’era che non andava, perché sentivo un bisogno di vederla che andava ben oltre la voglia di parlare con qualcuno che capisse davvero quello che sentivo. Non mi …

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Torno alla mia posizione a passi lenti e ondeggianti e mi metto vicino ai motori. Il braccio meccanico spinge su e giù il disco rotante della mia giostra; lo inclina prima a destra, poi caposotto, poi di nuovo a sinistra …

Quando andammo all’ospedale lo scooter di Giacomino lo guidavo io, che non ho nemmeno la patente, ma mica potevo far guidare Lucio: quello tremava di paura.

L’ambulanza aveva la sirena accesa e andava a tutta ma io non la mollavo, …

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“Pulisciti la bocca.”

Lucrezia alza gli occhi al cielo, prende una salvietta e si tampona le labbra.

“Non si butta la carta nel posacenere. Mai!”

“E dove me la metto?”

“Mettila in borsa, poi la butti via.”

Apre svogliata lo …

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Il giorno dopo mi svegliai nel mio letto illuminato dai raggi di un sole invernale. La sera prima avevo seguito il consiglio di quello stravagante signore col cappello. Non davo mai retta a nessuno, ma il fatto che quella frase …

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È la nostra vita,il nostro mestiere. Niente feste comandate, niente giorni di chiusura, al massimo qualche giorno di magra. Arrivi nel cuore della notte, manovre millimetriche per le diciotto ruote del rimorchio. Scarichi il camion, costruisci l’attrazione – e pronti, …

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Perché io e Giacomino ci si capiva al volo, e anche quel giorno maledetto bastò guardare fuori e poi guardarci in faccia per decidere che era una giornata da mare: cosa ci stiamo a fare in paese con un sole …

Laura e Lucrezia somigliano alle scimmie Rhesus di certi esperimenti di Harlow. Sceglierebbero senza esitare la madre di panno soffice che offre conforto, a quella in fil di ferro che fornisce nutrimento. Si attaccherebbero decise al pupazzo accudente che non …

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