Archivio per la categoria ‘fatti d’arte’

Occhi a sogni aperti #8

Di • 20 feb 2012 • nella categoria: fatti d'arte

occhi a sogni aperti

 

PELLEGRINAGGI NELLA MEMORIA: FRA CUORE E TESTA

Provate a raccontare a qualcuno una cosa che vi è successa in passato. Dopo che l’avete fatto, vorrei che per un attimo vi soffermaste sulle parole che avete scelto per il vostro racconto. Chiedetevi: quale verbo ho usato? “Ricordare”, “scordare”, “ricordo” – ci avete mai pensato? – derivano dal latino cor/cordis: cuore. “Rammentare”, “dimenticare” derivano invece da “mens/mentis”: mente. Per gli inglesi “imparare a memoria” è to know by heart, apprendre par coeur per i francesi. Noi invece usiamo la parola “memoria”.
Ma la memoria è cuore o testa? Quali memorie chiamate ricordi? Di quali ricordi non rammentate nulla?



Occhi a sogni aperti #7

Di • 13 feb 2012 • nella categoria: fatti d'arte, rubriche

occhi a sogni aperti

 

SUL NASO COME LIMITE DEL MONDO: LA MAGIA CALATA NEL REALE

Gregorovius pensò che da qualche parte Chestov aveva parlato di vasche per i pesci con un tramezzo mobile che al momento voluto poteva essere tolto senza che il pesce, abituato al proprio settore, si decidesse una sola volta a passare dall’altra parte. Arrivare fino a un punto dell’acqua, girare, tornare indietro, senza sapere che l’ostacolo non esiste più, che basterebbe continuare ad avanzare… [...] Che cosa stupenda esser là ad osservare i pesci nella loro vasca e d’un tratto vederli passare all’aria libera, andarsene via come colombi. Una speranza cretina, certo. Tutti retrocediamo per la paura di andare a sbattere con il naso contro qualcosa di spiacevole. Sul naso come limite del mondo, ecco un tema.
(Julio Cortázar, Rayuela)

Non ho mai amato la fantascienza: il completo sovvertimento della realtà in fantastico, gli alieni, le astronavi, i mostri, i vampiri non mi hanno mai attratta. Sognare per me è immaginare dei piccoli errori nella realtà così come la conosco. Non grandi cose, non fate e unicorni, mondi alternativi, universi rimescolati. Ma solo la mia vita normale con qualche dettaglio fuori posto: mi sveglio, accendo il bollitore e la mia teiera parla. Mi preparo per uscire, inforco gli occhiali da sole e attraverso le lenti capisco se la mia portinaia ha litigato col marito o se la cameriera del bar di Lambrate è felice perché ieri sera si è innamorata. Avete mai letto Molto forte, incredibilmente vicino di Jonathan Safran Foer? Avete presente le cose che immagina Oscar? Se sì, avete capito di cosa parlo. Come inghiottire dei minuscoli microfoni che diffondano i suoni del nostro cuore da dei piccoli altoparlanti che portiamo in tasca. Chiedersi come sarebbe un mondo in cui tutto è come lo conosciamo, solo che ci sono delle piccole cose in cui penetra il magico. La magia calata nel reale. Niente marziani dietro l’angolo, solo torte che sanno di quello che provava la persona che ce le ha preparate o tubi sotto i letti che raccolgono le lacrime versate sui cuscini.



Miticherie #1

Di • 8 feb 2012 • nella categoria: fatti d'arte

Sleipnir: il cavallo più veloce del Valhalla

A Loki capitavano di continuo cose piuttosto buffe. Un giorno, per dire, Loki decise di fare una passeggiata in una landa incenerita da una tempesta di fuoco. Tra gli alberi carbonizzati e i sassi sciolti erano disseminati a casaccio i resti più o meno cucinati di questa o di quella creatura. Il cuore ben arrostito di una gigantessa attirò l’attenzione del dio, che lo raccolse, lo spolverò un po’ dalla fuliggine e se lo mangiò tutto, così com’era. L’indigestione di Loki produsse esiti inaspettati: non ci è dato sapere come, ma dal raffinato pic-nic nacquero le prime streghe della mitologia nordica.



Occhi a sogni aperti #6

Di • 6 feb 2012 • nella categoria: fatti d'arte, rubriche

In un racconto di Aimee Bender intitolato Testa di ferro una coppia con la testa a forma di zucca si sposa e mette al mondo due figlie con la testa a forma di zucca. Al settimo anno di matrimonio la moglie scopre di essere di nuovo incinta, questa volta però dà alla luce un bambino con la testa di ferro da stiro. A scuola, il bambino con la testa a forma di ferro da stiro non si fa amici perché tutti si aspettano che sia un duro, per via di quella punta di metallo affilato, mentre lui non è per niente un duro e preferisce giocare nella sabbia che sull’erba del campo sportivo. Un pomeriggio, stanco di essere preso in giro da una marea di bambini con la testa umana e dalle sorelle con la testa a forma di zucca, se ne va tutto solo a fare una passeggiata



Occhi a sogni aperti #5

Di • 30 gen 2012 • nella categoria: fatti d'arte, rubriche

occhi a sogni aperti

 

PORNO È BELLO

Mi sono sempre chiesta come mai non si potesse fare del porno bello. Insomma, è come se il bello (da un punto di vista fotografico, cinematografico, puramente estetico) potesse arrivare dal cinema per bambini fino all’erotico, poi basta. Il vedo-non vedo può ancora avere una luce decente, una fotografia studiata, una recitazione curata, una sceneggiatura che stia in piedi, ma oltre quello non si può andare. Se si sfocia nel porno si abbandona qualsiasi canone estetico per rifugiarsi in uno squallore fatto di tette rifatte, tacchi di vernice nera, assenza di recitazione, trama a dir poco ridicola. Un giorno mi sono detta: ma la nostra vita sessuale è porno? Sì. Vista dall’esterno sarebbe percepita davvero così squallida e meccanica? Non credo. Se un film ben fatto è in grado di mettere in piedi una finzione credibile, tanto che possiamo arrivare a immedesimarci e piangere e ridere con i protagonisti, perché non possiamo guardare due attori che sanno fare l’amore come se fosse vero? L’amore dovrebbe essere bello da guardare. Senza considerare il fatto che il porno sembra sempre fatto per gli uomini.



Occhi a sogni aperti #4

Di • 23 gen 2012 • nella categoria: fatti d'arte

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MA TU, CI CREDI NELL’AMORE A PRIMA VISTA?

Un po’ di anni fa vivevo a Londra. Una mattina, prendendo la metropolitana, mi sono ritrovata fra le mani uno di quei giornaletti di free press che qui a Milano neanche sfioro: si chiamava “The London Paper”. Ho aperto a caso sulla rubrica “Love Struck”.
In fila, una sotto l’altra, dichiarazioni di amore a prima vista nei mezzi. Ho immaginato quelle persone che scrivevano tutti i giorni al giornale i loro messaggi nella bottiglia, ho pensato a quanti di loro sarebbero riusciti a ritrovare il loro colpo di fulmine, a quanta speranza c’è nel caso, a quanti credono nell’amore a prima vista e nel tram si guardano attorno cercando la persona con cui condivideranno il resto della loro vita. Da quel giorno, ogni volta che sono salita in metropolitana a Londra, ho letto quella rubrica e ho sperato di riconoscermi in una di quelle descrizioni.



Occhi a sogni aperti #3

Di • 16 gen 2012 • nella categoria: fatti d'arte

occhi a sogni aperti

DIPINGERE LA REALTÀ (I COLORI DOVE NON TI ASPETTI)

Ci sono dei momenti della vita in cui le cose si colorano da sé, non hai bisogno di cercare niente al di là della realtà e l’immaginazione ha poco spazio, perché è tutto già accesso così, saturo. Poi invece ci sono dei periodi in cui i colori non riesci proprio a vederli: io normalmente in quei momenti scatto in bianco e nero, così se non riesco a vedere le cose colorate almeno posso cercare di ricondurle a una dicotomia semplice. Bianco o nero, 1 o 0, on o off. Come vederne lo scheletro, andare al succo. Però c’è anche un periodo intermedio. Come il passaggio dalle fotografie in bianco e nero a quelle colorate dal fotografo. Avete presente quelle stampe su carta spessa, le donne con le guance rosate e i mazzi di fiori? Una via di mezzo fra la fotografia e il quadro. Ecco, caliamoci in una di quelle cartoline anni ’20: proviamo ad aggiungere i colori lì dove non ce li aspettiamo.



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