Archivio per la categoria ‘contenuti speciali’

Arance rosse

Di • 29 ago 2011 • nella categoria: contenuti speciali

Se dovessi riassumere quest’estate in una frase, suonerebbe pressappoco così: siamo a un concerto dei Mogwai a Favignana, un concerto sugli scogli di Cala Rossa; mentre loro suonano, noi facciamo il bagno mangiando gelato al pistacchio, accarezzando i capelli delle persone e infilando il naso nell’acqua, sulla quale galleggiano nugoli di gelsomini.



Cartoline da Favignana

Di • 19 ago 2011 • nella categoria: contenuti speciali


Biglietti

Di • 16 ago 2011 • nella categoria: contenuti speciali

C’è un film che si chiama Dieci inverni. Io adesso, sotto il mio plaid imbottito di piume di pinguino, con la pioggia che batte sui vetri, faccio finta che il calendario abbia ragione, che sia il 16 agosto, e gioco a “Dieci estati”. Per ispirarmi, apro la scatola dei biglietti, che sono come le madeleine.

Biglietto 2001: U2, Torino

L’entusiasmo che solo a vent’anni, e poi. Poi una stazione affollata, un treno per Torino e uno per Genova, la volta in cui non ci limitammo a cantarla e capirla. La vivemmo, quella canzone. Quelle parole: I can’t believe the news today, I can’t close my eyes and make it go away. How long? How long must we sing this song?

Biglietto 2002: Subsonica, Campobasso

La laurea, la fiducia, la paura, le feste, i traslochi, i ritorni, i treni, le domande, e loro. Già presenti, ma non così presenti come sarebbero diventati in un futuro che non mi sarei mai immaginata.

Flusso, derive, parole. Sugli edifici e sui cieli di noi, sulle stagioni e sui nostri perché, nuvole rapide e un attimo che passerà



Cartoline di un’estate fa

Di • 10 ago 2011 • nella categoria: contenuti speciali


E volevi vivere al mare?

Di • 5 ago 2011 • nella categoria: contenuti speciali

Una qualsiasi sessione estiva degli ultimi dieci anni, intorno al 27 luglio

Aless è seduta in facoltà – in genere in terra in corridoio circondata da fotocopie, libri, evidenziatori e disperazione – in attesa del proprio turno per essere interrogata, insieme a una decina di disperati come lei. Sono a malapena due ore che aspettano, quando il genio di turno se ne esce con “Eh, mi son fatto [numero di minuti a caso, ma comunque non esagerato] di viaggio per fare st’esame, c’ho da fare io”.

Aless scazza e fa “Eh, e figurati io che vengo da Anzio, sto in piedi da stamattina alle 6 e ho preso tre mezzi, tra cui un puzzosissimo treno regionale che ha appena vinto l’ennesimo premio Caronte e devo tornare a casa a lavorare fino a mezzanotte”.

Gente che circonda Aless che impazzisce, e che comincia a ripetere “Anzio, Anzio” come un mantra, nemmeno fosse Los Angeles, o Miami o Salvador de Bahia. Un paio di pazzi comincia a sospirare e a dire “Eh, beata te, il sole, il mare, la spiaggia”.

Aless si guarda le braccia con occhi sgranati e tondi come quelli di un cartone animato giapponese: è bianca, pallida, un po’ giallina, non è esattamente il ritratto della buona salute, non va al mare da almeno quattro anni, non prende il sole da almeno due e la spiaggia è un ricordo lontano. Nondimeno i pazzi che la circondano continuano a ripeterle “Beata te, beata te, il mare a due passi, la spiaggia, i divertimenti, i tuffi, l’abbronzatura, si vede che sei abbronzata”.

Distruggiamo un mito. Ma con picconi e cose così, polverizziamolo: vivere al mare non è vivere in paradiso. Vivere al mare, se vivi in Italia, significa nella maggior parte dei casi vivere in una cittadina di provincia, piccola, carina, a volte pulita, ma per nulla comoda.



Cartoline dalla Cozzeria

Di • 3 ago 2011 • nella categoria: contenuti speciali


Cartoline da via Foggia 28

Di • 27 lug 2011 • nella categoria: contenuti speciali