La maglietta mi andava grande | Quarta parte
Di Sara Loffredi • 23 mar 2012 • nella categoria: scrittori, venerdìEra uno spreco possedere qualcosa del genere e non poterla mettere, a meno di sembrare un pagliaccio.
Forse mia madre avrebbe potuto stringerla? Potevo chiederglielo, tanto non avrebbe riconosciuto la marca, o almeno così speravo. Le avrei detto che era un regalo di compleanno, era passato da un mese ma magari qualcuno se n’era ricordato in ritardo. Le mie compagne mi hanno fatto un regalo tutte insieme, pensai di dirle. Ci avrebbe creduto. Ma temevo facesse la fine di quel portapenne rosso che adoravo e sul quale avevo scritto il mio nome tutto intorno, una lettera per lato, con l’uniposca nero. Avrò avuto nove o dieci anni. Mia madre, trovandolo sulla mia scrivania mentre faceva le pulizie il venerdì pomeriggio, mi aveva detto “possibile che rovini tutte le cose?” senza ombra di rimprovero, solo come una constatazione, e improvvisamente l’avevo visto con i suoi occhi, ed effettivamente era più bello prima, senza le scritte, ma ormai era troppo tardi. Non volevo finisse così anche con la maglietta.



















