Archivio per la categoria ‘venerdì’

La maglietta mi andava grande | Quarta parte

Di • 23 mar 2012 • nella categoria: scrittori, venerdì

Era uno spreco possedere qualcosa del genere e non poterla mettere, a meno di sembrare un pagliaccio.

Forse mia madre avrebbe potuto stringerla? Potevo chiederglielo, tanto non avrebbe riconosciuto la marca, o almeno così speravo. Le avrei detto che era un regalo di compleanno, era passato da un mese ma magari qualcuno se n’era ricordato in ritardo. Le mie compagne mi hanno fatto un regalo tutte insieme, pensai di dirle. Ci avrebbe creduto. Ma temevo facesse la fine di quel portapenne rosso che adoravo e sul quale avevo scritto il mio nome tutto intorno, una lettera per lato, con l’uniposca nero. Avrò avuto nove o dieci anni. Mia madre, trovandolo sulla mia scrivania mentre faceva le pulizie il venerdì pomeriggio, mi aveva detto “possibile che rovini tutte le cose?” senza ombra di rimprovero, solo come una constatazione, e improvvisamente l’avevo visto con i suoi occhi, ed effettivamente era più bello prima, senza le scritte, ma ormai era troppo tardi. Non volevo finisse così anche con la maglietta.



La maglietta mi andava grande | Terza parte

Di • 16 mar 2012 • nella categoria: scrittori, venerdì

Tre giorni dopo la consegna dei compiti, Erika mi fermò prima di entrare in classe, dicendomi solo “ci vediamo all’intervallo, davanti al tubo, ti devo dare una cosa”. Lo sputò fuori veloce, senza darmi tempo di dire niente. Non ci vado, pensai, che mi frega di quello che deve darmi. Rimasi tutte e due le prime ore a pensare a cosa fare. Certo ero curiosa, e forse in fondo mi piaceva l’idea che le sue amiche scintillanti la vedessero con me. Quando la campanella suonò, Erika uscì con le altre, tutte con i loro giubbini imbottiti in mano, quelli gonfi come pettinature cotonate ma corti da rimboccare sopra i jeans, che a me andavano piccoli. Salutò Stefania, come sempre, e corse via.

Avrebbe fumato, prima? O mi avrebbe aspettato subito là? Non volevo fare la figura della stupida, così rimasi in classe, appoggiata alle finestre con Anna e Antonella, per cinque minuti buoni. Mi parlavano del film che avevano visto la sera prima alla tele, c’era Richard Gere spettacolare con l’uniforme bianca.

Mangiai i cracker e poi presi il cartoncino di succo di pesca e lo finii in tre sorsi, fino a sentire il risucchio del vuoto. “Ci vieni alla festa di Manuela, sabato?” mi chiesero loro. Annuii. “Torno subito”, dissi poi.



La maglietta mi andava grande | seconda parte

Di • 9 mar 2012 • nella categoria: scrittori, venerdì

La maglietta era un regalo. Quando Erika me la diede erano passati tre giorni dalla consegna dei compiti in classe di matematica, in cui sia io che lei avevamo preso otto. La professoressa quell’anno era una alicetta alta e rossa di capelli, che aveva la strana mania di roteare gli occhi, aprendoli più del normale: la faceva sembrare un camaleonte. Spesso, durante le interrogazioni, il tic partiva osservando gli esercizi che stavamo svolgendo alla lavagna, e noi sapevamo di non dover ridere, perché era molto permalosa. Lo fece anche il giorno della consegna, posandoci sul banco quel benedetto compito, che io e Erika avevamo svolto nello stesso identico modo, senza un solo segno di correzione, solo quel numero che svettava, rosso, in alto a destra.

L’aveva preso da terra, il mio foglio di brutta. La professoressa l’aveva messa poco distante da me perché sapeva che io non le avrei mai passato niente. Ci mancava pure che dovessi rischiare. Per cosa, poi? Lei aveva i ragazzi che la portavano al cinema, io avevo i miei libri e un mucchio di rabbia nello stomaco. Però quel giorno il foglio mi era scivolato per terra ed Erika aveva fatto cadere la biro come scusa per chinarsi e aveva raccolto tutto in un solo gesto. Io mi ero ritrovata a dover rifare tutto da capo. Ci misi tutte le due ore, ma ce la feci, fui l’ultima a consegnare mentre di solito ero tra le prime, non per vera volontà ma perché alle elementari avevo avuto una maestra che dava dei premi ai più veloci.



La maglietta mi andava grande | prima parte

Di • 2 mar 2012 • nella categoria: scrittori, venerdì

La maglietta mi andava grande. Aveva il coccodrillo bene in vista sul petto e il colletto rigido, che se lo alzavi rimaneva dritto, diverso da quello delle imitazioni che indossavo di solito. Erika me la diede nell’intervallo: mi aspettava in fondo al corridoio, appoggiata all’ingresso del tunnel di vetro che portava ai laboratori di chimica. Le sue amiche erano in giro, vedevano sempre tutto e non c’era possibilità che qualcosa sfuggisse; lei lo sapeva bene ma non se ne preoccupava, forte del credito che possedeva presso di loro. Quanto sarebbe durato esattamente non sapeva, ma per tutta la seconda superiore ragionevolmente sì.

Erika mi diede quella maglietta per ringraziarmi anche se io non avevo mai voluto davvero aiutarla. Odiavo le sue gambe magre fasciate dai fuseaux e i maglioni larghi che le scivolavano dalla spalla, mostrando distratti la spallina dal reggiseno. Mi chiedevo sempre come fosse possibile che li indossasse senza niente sotto: a ginnastica la osservavo sfilarsi quelle maglie leggere, blu notte o color oro e vedevo spuntare la sua pelle ambrata coperta solo dal reggiseno abbinato alle mutandine. Io, in quelle aule altissime, avevo sempre freddo. Portavo canottiere colorate e biancheria di cotone, dato che quella sintetica mi dava fastidio, e la camicia con il maglione a V, oppure un dolcevita con il cardigan abbottonato, lungo fin sotto il sedere. Compravo i jeans al mercato del sabato mattina in piazza ed erano sempre blu con la gamba dritta, mentre Erika indossava quei 501 azzurro chiaro che parevano cuciti addosso. Tra i capelli le luccicavano orecchini a cerchio, sottili e grandi, e aveva la frangia gonfia di lacca, immobile, che lisciava ogni mattina prima di venire a scuola. Io portavo i capelli corti.



Vi ho sentiti respirare 4

Di • 24 feb 2012 • nella categoria: Fotografi, venerdì


Vi ho sentiti respirare 3

Di • 17 feb 2012 • nella categoria: Fotografi, venerdì


Vi ho sentiti respirare 2

Di • 10 feb 2012 • nella categoria: Fotografi, venerdì


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