Sebastiano si rigirava lo scontrino tra le mani. Ricordava quel gelato, che aveva mangiato seduto su uno scoglio, da solo, mentre Chiara era intenta a ripiegare l’aquilone, incurante della sua coppetta al cioccolato sempre più sciolta. Erano passati molti anni, …

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Sebastiano scese lungo gli scogli, fin sulla battigia, e le si avvicinò, salutandola. Lei rispose con un sorriso che mal celava la fatica dovuta al tentativo di governare quell’aquilone impazzito, in preda com’era al vento forte di una giornata limpida …

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Il primo scontrino che lo colpì risaliva ad alcuni anni prima. Era quello di un chiosco in riva al mare, in prossimità della diga che, con la sua sorella di fronte, delimita una delle bocche di porto che danno accesso …

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Il grande tavolo di pino, reso di un bel color ambra da vent’anni di silenzioso invecchiamento, era totalmente ingombro di cartacce di ogni specie. Su di un angolo stava un piccolo cumulo di sottili foglietti bianchi. Alcuni di essi portavano …

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Picche, due. Come noi. A puntarci addosso le nostre lance illuminate, il giorno subito dopo esserci sposati.

Rabbiose le tue parole si accavallavano nell’ultima lettera scritta al computer e mai firmata. Avrei voluto per lo meno vedere come sarebbe stata …

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Fiori, ovunque. A volte, inspiegabilmente, eri una Mrs.Dalloway colorata che andava a comprarli a Bond Street o in una di quelle vie dove non ci siamo mai incontrati, neanche per caso. Uscivi da dipinti di qualche epoca fa, quelli che …

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Quadri appoggiati per terra ai muri dell’appartamento preso in affitto. Accatastati, che si vede solo il primo, e bisogna accovacciarsi per guardarlo in faccia, o sedersi a gambe incrociate come gli indiani sul pavimento. Provvisori, come se avessi appena traslocato …

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Cuori appesi ai rami degli alberi anoressici quando veniva l’inverno. Come gli ultimi arrampicati aquiloni incastrati, strappati da un vento ingeneroso e poi lasciati a riposare.

Nelle nostre case, vicino ai camini, nei posti dove continuiamo invano ad aspettare chi …

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Vomito cento

Non mi hanno presa. Dopo l’audizione mi ha chiamato il professore, con molto tatto mi ha spiegato che cercavano un suono differente. Una scusa, in realtà ho sbagliato accordi semplici. Il fatto è che non riesco più a …

Vomito 7

Mi ha chiamato Natalia da Praga. Mi ha invitato lì. Eppure era lei quella che predicava il distacco, la costruzione di personalità distinte.

Non l’ho mai presa sul serio.

Ha detto che alle prove il maestro l’ha ripresa …

Vomito 4

Mio padre ha trovato il cucchiaio in bagno. Lo avevo nascosto tra gli elementi del termosifone. Tragedia, il comandante della nave che affonda ha convocato i figli. I maschi scalpitavano, la mia presenza era un accessorio: sono troppo …

Vomito 1

Mia sorella Natalia è convolata a giuste nozze.

Più che sorelle. Gemelle! Rispondiamo a chi ci chiede della nostra somiglianza.

È entrata in chiesa. Sullo strascico ci stavano comodi ottanta maharajah in libera uscita di volo, il marito …

In sala operatoria ci andò la prima volta per assistere a un intervento di riduzione di una frattura ossea. Un ragazzo era caduto dal motorino e si era rotto il gomito in cinque parti diverse. Aveva pezzi di omero, radio …

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A scuola avevano questo modellino anatomico del corpo umano, a grandezza naturale. A prima vista sembrava solo un semplice uomo nudo, dalla pelle plastificata, in realtà era una specie di scatola. Il coperchio, la parte frontale sulla quale erano disegnati …

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Fino a circa nove anni aveva fantasticato su quale materiale poteva comporlo. All’inizio aveva pensato di essere fatto di pongo, ma poi non riusciva a spiegarsi come mai, se fosse stato fatto davvero di pongo, non potesse cambiare di forma, …

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Aveva deciso di iscriversi a medicina perché un giorno, da bambino, mentre si trovava nel bosco, aveva sentito: crack! Un rumore netto, deciso, rapido, iniziato e finito quasi nello stesso momento.

Si era guardato attorno, per scoprire cosa avesse provocato …

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