Nuovo studio | Seconda parte
Di Sandro Guerreschi • 9 mag 2012 • nella categoria: mercoledì, scrittoriRosella
Ma forse lui ora mi guarda troppo da vicino per vedermi, pensavo. Come se fosse una frase intelligente, una sentenza illuminata. Quel che volevo dire era chiaro, era una questione di distanza: era come se avessimo appena colliso e non riuscissimo a metterci a fuoco, perché eravamo ancora uno addosso all’altra.
In effetti ero inciampata in lui mentre mangiava un panino. Ma adesso ero sveglia nella mia stanza in cui c’era appena un po’ di luce, mentre lui di certo ancora dormiva nella sua stanza buia. Non so perché ne fossi convinta, ma sapevo che ero il tipo di donna che si sveglia prima e prima che si svegli lui ha già fatto tutto quello che va fatto. Non mi stupisco mai per l’anticipo che mi prendo senza rendermene conto. È che sono brava, bado alle cose. Salvo i miei file con calma, sul disco e su una memoria esterna. Non ho paura di dimenticarmi di farlo. Infilo una matita dietro la nuca per tenere fermi i capelli ‒ appena più crespi di come li sognavo da bambina ‒ e sono pronta. Faccio colazione con un’arancia e della pizza, se è il caso; le imperfezioni della mia pelle non le copro mai; forse la linea delle mie sopracciglia è troppo spagnola. Tutto quest’ordine mi viene naturale, come mi è naturale non soffrire il freddo, bere il caffè al mattino, fare pipì.



















