Archivio per la categoria ‘autori’

Nuovo studio | Seconda parte

Di • 9 mag 2012 • nella categoria: mercoledì, scrittori

Rosella

Ma forse lui ora mi guarda troppo da vicino per vedermi, pensavo. Come se fosse una frase intelligente, una sentenza illuminata. Quel che volevo dire era chiaro, era una questione di distanza: era come se avessimo appena colliso e non riuscissimo a metterci a fuoco, perché eravamo ancora uno addosso all’altra.

In effetti ero inciampata in lui mentre mangiava un panino. Ma adesso ero sveglia nella mia stanza in cui c’era appena un po’ di luce, mentre lui di certo ancora dormiva nella sua stanza buia. Non so perché ne fossi convinta, ma sapevo che ero il tipo di donna che si sveglia prima e prima che si svegli lui ha già fatto tutto quello che va fatto. Non mi stupisco mai per l’anticipo che mi prendo senza rendermene conto. È che sono brava, bado alle cose. Salvo i miei file con calma, sul disco e su una memoria esterna. Non ho paura di dimenticarmi di farlo. Infilo una matita dietro la nuca per tenere fermi i capelli ‒ appena più crespi di come li sognavo da bambina ‒ e sono pronta. Faccio colazione con un’arancia e della pizza, se è il caso; le imperfezioni della mia pelle non le copro mai; forse la linea delle mie sopracciglia è troppo spagnola. Tutto quest’ordine mi viene naturale, come mi è naturale non soffrire il freddo, bere il caffè al mattino, fare pipì.



Di queste vite | Christian

Di • 8 mag 2012 • nella categoria: martedì, scrittori

Christian è un bambino.
È un pesciolino troppo piccolo per la scuola elementare, ancora nuota nella materna.
È pieno di capelli ricci in testa. Boccoli duri che sembrano inamidati, e chili di merendine e caramelle sopra i fianchi.
Ha gli occhi castani, ma di un castano che più bello al mondo non ce n’è.
Certe notti non riesce a dormire. Si mette col gomito sul cuscino e la mascella nella mano, e chiede alla mamma:
“Ma papà è in America?”
“No, amore mio.”
“E dove sta?”
“Qui, in Italia”.
“E perché non viene qua?”
“Papà ha da fare. Un giorno verrà”.

Christian non vuole le lacrime della mamma. Lui vuole sentire la storia che ha già raccontato ai suoi compagni di banco.
Vuole ascoltare mille volte che il suo papà è andato in America per fare l’astronauta, e prima o poi andrà sulla Luna. E lui guarda nel cielo se già si vede qualcosa.
Ma non è tra le stelle che il padre cerca i suoi sogni, perché gli basta una siringa per viaggiare, e viaggiare. Non è stato capace di regalare una favola ad un figlio al quale non ha regalato nemmeno un cognome.



Natural/Supernatural: Missing

Di • 7 mag 2012 • nella categoria: Fotografi, lunedì


C’era una volta oggi, storie di amore malato | Biancaneve

Di • 6 mag 2012 • nella categoria: domenica, scrittori

I nani dissero: “Se vuoi curare la nostra casa, cucinare, fare i letti, lavare, cucire e far la calza, e tener tutto in ordine e ben pulito, puoi rimaner con noi, e non ti mancherà nulla.

“Sì”, disse Biancaneve, “di gran cuore”, e rimase con loro. […]

Di giorno la fanciulla era sola. I nani l’ammonivano affettuosamente, dicendo: “Guardati dalla tua matrigna; farà presto a sapere che sei qui: non lasciar entrare nessuno.”

Quel corpo non le era mai appartenuto: lei disponeva solo di un’anima. Tutti gli uomini che entravano in quella stanza sapevano che avrebbero potuto avere solo il suo corpo e nient’altro.

D’un tratto la porta si apriva e qualcuno entrava, la richiudeva e ci si appoggiava contro. Quel giorno c’era lui. Fissava lei da lontano, lei che era seduta sul letto con addosso solo del pizzo rosso come il fuoco. Lei che lo conosceva bene, e perciò lo osservava cercando di capire dove avrebbe preferito farlo quella volta. Forse sul pavimento o anche sul tavolo o nella doccia. Di sicuro non il letto: quello non lo considerava se non dopo. Intanto lui si avvicinava e la baciava intensamente con forza e passione, poi la prendeva in braccio per portarla in chissà quale luogo. Quel giorno scelse il davanzale della finestra. Certo, lei non c’aveva pensato ma lì, in quel luogo, non erano mai stati. Le gambe nude di lei seduta sul freddo marmo e la schiena contro la tenda scarlatta impolverata e lui in piedi davanti. Lei avrebbe voluto prendergli il viso tra le mani, baciarlo, mordergli l’orecchio, leccargli quella strana vena sul collo, ma non poteva fare niente. Solo lui poteva prenderle il viso tra le mani, baciarla, morderle i seni, leccarle l’ombelico, graffiarle l’interno delle cosce. Un fuoco rosso passava dalla sottoveste di pizzo di lei al corpo di lui che fremeva, ma aspettava fino all’ultimo istante, per farle dispetto. Poi, senza parlare, entrava mentre le gambe di lei scivolavanoverso il basso e la schiena si inarcava sempre più.



Tutte le cose sono colme dell’anima mia – 1

Di • 5 mag 2012 • nella categoria: Illustratori, sabato


Il Sacerdote | Prima parte

Di • 4 mag 2012 • nella categoria: scrittori, venerdì

Bum. Questo è il rumore che fanno le scarpe di Grasso quando cadono sul pavimento. Siamo entrati e lui mi ha offerto un caffè, indicandomi una piccola macchinetta nera che dalla forma sembrava l’ampia e orribile testa di un alieno. Ha detto che faceva un caffè speciale, una roba garantita che non avrei mai assaggiato in nessun’altra parte del mondo. E che io ho cortesemente rifiutato.

A quel punto ha capito e mi ha indicato una sedia. Era una piccola sedia da ufficio, ad altezza regolabile, con il sedile ricoperto da una patina nera e vellutata. Quando l’ho sfiorata con le dita ho avuto la piacevole sensazione di accarezzare il viso di mia madre. Più tardi avrei ricordato quella sensazione con profondo orrore, e con la consapevolezza che non avrei mai più potuto trascorrere una sola notte senza sentirmi in compagnia di un disgustoso morbo che, steso accanto a me, mi ricordasse quella stanza. E quella sedia.

“Il caffè a me non serve”, disse Grasso mentre si piegava verso il cassetto della biancheria, con un inchino terribile e preciso. “L’avevo lasciato per te, a fare, come dire, da antipasto alla portata principale. Perché ti stuzzicasse l’appetito.”



L’attente 1

Di • 3 mag 2012 • nella categoria: Fotografi, giovedì


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