Archivio per la categoria ‘autori’

Nuovo studio | Terza parte

Di • 16 mag 2012 • nella categoria: mercoledì, scrittori

Antonio

Il nostro nuovo studio era perfetto, ma mancava qualcosa. Così il capo mi fece chiamare Giuseppe perché mi accompagnasse a recuperare dei quadri dalla galleria d’arte di una sua amica. Io non capivo se in quello studio stessi facendo il praticante o il fattorino. Chiamai Giuseppe al numero che ci aveva lasciato e non sapevo se fosse quello di casa sua o magari del bar che frequentava, come un Marlowe o un Fonzie. Mi rispose una donna che stava fumando e il dubbio mi rimase e me lo volli tenere. Erano le nove meno qualcosa e stavo per saltare il rito del caffè con quelli degli altri uffici, tutti riuniti al bar accanto al palazzo del nostro nuovo studio. Non dovevo nemmeno accendere il computer o temperare matite, dovevo già uscire. Chissà perché mi veniva così naturale lasciarmi impiegare in lavori di fatica, o per lo meno manuali, che non fossero delle fotocopie o delle code alla posta per spedire raccomandate. Io venivo coinvolto nel trasporto e montaggio mobili. Io venivo coinvolto nel trasporto di opere d’arte.



Di queste vite | Da grande mi voglio sposare

Di • 15 mag 2012 • nella categoria: martedì, scrittori

Come altre volte da un anno a questa parte, il signor Giovanni aveva salito le scalette in cemento scorticate della signora Tilde. Aveva chiuso il negozio di alimentari in fondo alla via, all’ora di pranzo, e prima della riapertura si era recato nella casa costituita da un grande salone in penombra, comunicante con la cucina luminosissima, dove Tilde solitamente preparava il caffè per tutti e due.

“Nellina! È arrivato Giovanni. Sbrigati!”
La ragazzina si avvicinò alla sedia accanto al tavolo da pranzo, mettendosi composta e buona, con le mani poggiate sulle ginocchia, la fronte spostata indietro e il mento in avanti.
“Tu sei brava, a mamma. No?”
Giovanni, dopo aver attaccato il giaccone dietro la porta d’ingresso, si sdraiò sull’unica poltroncina della casa, lisciandosi i baffi e gettando uno sguardo fuori dal vetro della cucina, a controllare il tempo in cielo.



Natural/Supernatural: The heavy trace

Di • 14 mag 2012 • nella categoria: Fotografi, lunedì


C’era una volta oggi, storie di amore malato | Cappuccetto Rosso

Di • 13 mag 2012 • nella categoria: domenica, scrittori

“Un giorno sua madre le disse: “Vieni, Cappuccetto Rosso, eccoti un pezzo di focaccia e una bottiglia di vino, portali alla nonna; è debole e malata e si ristorerà. Mettiti in via prima che faccia troppo caldo, e quando sei fuori va’, da brava, senza uscir di strada; se no, cadi e rompi la bottiglia, e la nonna resta a mani vuote.”

Era lì in bilico su quell’asfalto consumato da suole di mille scarpe e sembrava fissarmi pur non avendo occhi. Era la quarta o quinta bottiglietta di birra che mi ero scolata, ma il numero era davvero impreciso. Se ne stava lì, con quel suo verde e quella sua etichetta colorata, senza ormai neanche più un goccio dentro. Altro che portare la bottiglia di vino alla nonna: quella me l’ero assorbita per antipasto, con il misero pezzo di focaccia a fare da leggera toppa allo stomaco vuoto in attesa della sua dose alcolica.

Avevo rapidamente imboccato la direzione del pub senza avvisare nessuno. La nonna c’era abituata ormai, sapeva che la sua bottiglia di vino rosso sarebbe potuta arrivare chissà quando oppure mai. Cominciava sempre così, prosciugare a turno quel rosso, poi un giro di più e più birre al pub fino a stramazzare al suolo all’ombra delle colonne. Era il rito del sabato sera. Era vivere. Era essere parte di questo mondo



Tutte le cose sono colme dell’anima mia – 2

Di • 12 mag 2012 • nella categoria: Illustratori, sabato


Il Sacerdote | Seconda parte

Di • 11 mag 2012 • nella categoria: scrittori, venerdì

Ottocentoventiquattro ore per ritrovarmi con un gatto che mi strappava la carne dai piedi e lui che mi passava la lingua sul collo, con un movimento erotico e circolare. Urlai. Grasso si contrasse in preda a un’eccitazione estrema. Si ritirò all’indietro, buttandosi a sedere sul pavimento come un bambino. Il gatto cominciò a miagolare con un acuto e insopportabile lamento che ricordava un neonato abbandonato in un forno acceso a centottanta gradi. Invece ottocentoventiquattro sono le ore.

Al Grasso sarebbero bastati quaranta secondi per andare in cucina, afferrare il suo coltello in ceramica bianca, tornare nella stanza e cominciare a farmi pressione sulla pelle del collo, in corrispondenza della trachea.

Grasso si rimise in piedi. Il fagotto esalò un piccolo singhiozzo. Impossibile, perché quella cosa non aveva una bocca, non aveva una… non l’aveva?

“Il Sacerdote è felice. Lo senti miserabile stronzo? Il Sacerdote ti sbrana, lo sai piccola merda? Adesso vengo a prenderti”



L’attente 2

Di • 10 mag 2012 • nella categoria: Fotografi, giovedì


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