Archivio per la categoria ‘mercoledì’

Le radici di Viola | Prima parte

Di • 4 apr 2012 • nella categoria: mercoledì, scrittori

Ho messo le scarpe al sole, per strappare un sorriso a questo inverno rosicchiato e tornare a faticare con i piedi tiepidi.

Tiro fuori una cartina stropicciata e le briciole di tabacco sparpagliate nella tasca infeltrita, arrotolo la mia pausa senza filtro così la sentirò bruciacchiare di più lungo la gola.

Scrocchio le dita, una mano per volta, ci sento i nodi dentro.

Giocherello con la rotella dell’accendino prima di allungare la fiamma sotto il naso e far entrare il sapore dolciastro del tabacco ad accarezzare la lingua, e poi giù di corsa, una capriola nello sterno, e di nuovo fuori più lento, in un respiro di fumo. Dalle quattro di stamattina, quando siamo arrivati a Genova, questo è il primo momento di tregua che mi concedo.

Penso a quello che mi ha detto Zaira stanotte, ai suoi occhi neri, grandi nel buio, che si divoravano il freddo sotto la tela cerata. Il ronzio delle sue parole è guerra dentro la mia testa.



Vite di stanze quotidiane #4

Di • 28 mar 2012 • nella categoria: Fotografi, mercoledì


Vite di stanze quotidiane #3

Di • 21 mar 2012 • nella categoria: Fotografi, mercoledì


Vite di stanze quotidiane #2

Di • 14 mar 2012 • nella categoria: Fotografi, mercoledì


Vite di stanze quotidiane #1

Di • 7 mar 2012 • nella categoria: Fotografi, mercoledì


Un’idea invasiva 4

Di • 29 feb 2012 • nella categoria: mercoledì, scrittori

Marco aveva la passione per l’informatica. Non si era laureato, e non aveva neanche provato a studiarla; aveva semplicemente cominciato a utilizzare i computer da piccolo, e la cosa gli era piaciuta. Lavorava come freelance, in pratica era un precario. Non aveva mai firmato un contratto che lo legasse a un’azienda per più di un mese, ma sempre piccoli progetti che lo impegnavano in giro per la Calabria, ad insegnare a utilizzare il computer agli ultimi: stranieri, pazzi, carcerati.

Da venti giorni ondeggiava tra il marocchino, il bulgaro, il russo: lingue, odori, sensibilità e culture in cui navigare toccando ogni riva e la sua opposta. Dopo ogni lezione tornava a casa consapevole di aver ricevuto più di quanto donava. Quella mattina, quando mise piede nel portone della cooperativa per cui lavorava, gli odori gli ricordarono che quello era l’ultimo giorno del corso. Rimase sulla soglia dell’aula investito dallo spettro luminoso dei vestiti delle donne arabe e dal canto di festa di una giovane africana. Dimenticò tutto e si tuffò nel mondo.

Due ore dopo, camminando per strada, forse perché fra qualche giorno sarebbe finito l’anno, la sua mente decise che era il momento di avviare il bilancio dei precedenti trecentosessantasei giorni.



Un’idea invasiva 3

Di • 22 feb 2012 • nella categoria: mercoledì, scrittori

Marco non aveva molta voglia di uscire quella sera, ma gli amici lo avevano costretto, era da tanto che non si riunivano tutti insieme. Con il tempo il senso di solitudine che Marco aveva sempre provato si era accresciuto e ogni pretesto era buono per starsene da solo.

Totò e Mara erano stati suoi compagni di scuola, si conoscevano ormai da quasi trent’anni. Avevano condiviso le gioie e le disavventure adolescenziali, ed ora i problemi esistenziali di una generazione precaria. S’incontravano ogni fine settimana; come in una seduta psicanalitica di gruppo, ognuno sviscerava la sua frustrazione. L’appuntamento era sempre al bar di “Amedeo” per l’aperitivo, ma una settimana prima qualcuno aveva aperto un pub sul lungomare, e Mara aveva proposto di trascorrervi una serata in tranquillità mangiando un buon panino. Marco però era entrato per errore nel locale cento metri più avanti, che proponeva musica rock live, piombando nella vita di Giulia per caso.



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