Archivio per la categoria ‘mercoledì’

Un’idea invasiva 1

Di • 8 feb 2012 • nella categoria: mercoledì, scrittori

La sveglia era suonata già da cinque minuti; Giulia la maledì, aveva dimenticato di disattivarla. Oggi non aveva nessun appuntamento: lavorava per un’agenzia immobiliare, ma, dalla scorsa settimana, le avevano comunicato che avrebbero filtrato gli appuntamenti con più cura. Significava per lei lavorare e guadagnare meno.

Guardò la finestra, un pallido sole illuminava i collant e il vestitino sulla sedia. Addosso aveva solo la maglietta nera di Marco. Allungò la mano dall’altro lato del letto; c’era solo il cuscino.

“Marco già sveglio?”, si chiese, non era possibile. La storia era iniziata tre anni fa e ancora non si era trasformata in convivenza. Giulia era poco incline a vivere sotto lo stesso tetto con un tipo con cui non aveva nulla in comune, anche se aveva già avuto relazioni con uomini troppo uguali a lei: tutte finite male.

Si alzò con gli occhi ancora gonfi dal sonno e accennò a chiamarlo; nulla, nessun suono veniva dalle altre stanze. In cucina era tutto in ordine. Aprì la porta del bagno, vide che non c’era più lo spazzolino di Marco, tornò in cucina, prese una sedia e si sedette. Il cellulare era rimasto sul tavolo. Lo aprì: nessun messaggio.



Borgo Schizzati | Atto IV

Di • 25 gen 2012 • nella categoria: mercoledì, scrittori

Sono passati quattro anni. I supplizi invecchiano in una botte di castagno, l’accidia si irrobustisce, il Becco ingiallisce davanti alla piorrea infiacchita dei suoi fidi habitué.
Vizio, Isla e Zurlì sono seduti al solito tavolo; al quadretto del Penna si è aggiunto quello dello Smacco, rapito dal fascino sessuale degli sciamani, mentre il suo calice piangente si specchia nel vuoto, ricoperto d’impronte calcaree. La vita è un cimelio, la memoria un brutto scherzo, Bacco un falso lenitivo. Carlos si siede, ordina un cappuccino, l’inquisizione gli piomba addosso; l’aria è viziata, i volti focolai di annientamento. Lo giudicano, conoscono ogni angolo recondito del suo corpo glabro, dal prepuzio arringante allo sfintere aggrinzito, conoscono la sua durata e le sue perversioni nascoste. O, almeno, così credono.

La Titti − schiuma dei giorni, nausea perenne, rene infetto, regina romanzesca, Picaro erotico, spoliazione mistica − è ormai lontana, fuggita con una figlia d’Eva. Sì, con una Eva, a girovagare insieme a saltimbanchi e ermafroditi per i circhi vacui dell’America Latina. La sua scomparsa odora di tramonto, il crepuscolo dei deliri paradigmatici di una mente sconcia.



Borgo Schizzati | Atto III

Di • 18 gen 2012 • nella categoria: mercoledì, scrittori

Isla, Smacco, Zurlì e Vizio stavano seduti al solito tavolo in fondo a sinistra, sotto un quadretto dedicato alla memoria del Penna: poeta fragile, millantatore di libertà riassorbito dai versi nevrotici di una progenie asfissiata. Il Becco Giallo, locanda cancerogena, era immerso nella fiumana organolettica di un adagio indolente. Gli avventori non si avvidero degli ultimi arrivati, l’oste baffuto li salutò con un cenno del capo; l’ebbrezza rischiarava solerte lo stallo della follia recondita.

Una bottiglia di vino scadente – il più economico della casa – tremava semivuota in mezzo al tavolo; la Rivoluzione era il nutrimento principale di tutti i discorsi, le speranze sfumavano nella malinconia. Smacco consultava un piccolo codice civile, ossessivo nel farsi giudice; Vizio si imbeveva di un rossetto pacchiano, mentre Isla la squadrava, annebbiato, immaginando la turgidezza tenue dei suoi capezzoli libidinosi. Quanto a Zurlì, si limitava a incensare le qualità tanniche della Cagnina. Carlos seguì l’istinto e ordinò una birra media. Titti non s’interessava al fremere etilico, la bettola le dava scosse di lussuria ingrassata.



Borgo Schizzati | Atto II

Di • 11 gen 2012 • nella categoria: mercoledì, scrittori

Carlos si sciolse la coda di cavallo; alcuni ciuffi dilaniati dall’aggressività di uno shampoo antiforfora rimasero impigliati nell’elastico. Poi sottovoce, dietro un rossore commovente, chiese a Titti quello per cui l’aveva voluta là, in mezzo a quella nebbia collettiva: Prendimelo in bocca.
Aveva bisogno di ispirazione per il suo romanzo erotico, aveva bisogno di testare la sua durata effettiva: Da oggi non si scherza più.
Titti rivide i miasmi dei loro pomeriggi sodomiti, la loro Gomorra straziata, le lenzuola madide di liquidi e la sfioritura veniale di ogni sentimento. Novantacinque volte su cento la donna scopando si annoia; non Lei, non in quei lunghi crepuscoli di depravazione carnale.

Uscirono in quel catino grondante chiamato città. Il retro della mensa somigliava all’uscita secondaria di un cinema porno: la paura si mischiava all’eccitazione di essere scoperti.
Titti si appoggiò al muro, prese la mano di Carlos e se la infilò dentro i pantaloni. Le sue dita sentirono umidità, umidità e calore; rantoli di piacere arso riempirono le sue orecchie sorde, il sangue confluì sobillante nel nerbo turgido. Titti s’inginocchiò devotamente, aprì la cerniera con estrema facilità e si lanciò felina sull’asta trionfante. Carlos le spingeva la testa avanti e indietro, nitriva come un cavallo drogato, la bocca la sua chetamina. Andò avanti a oltranza, imbizzarrito e smarrito nel piacere sublime della porpora delle sue labbra. Titti emanava sospiri di approvazione, con le mani tastava terreni a lei conosciuti. Fellatio, bocchino, pompino, stantuffo orale, futurismo, catarsi, schizzo a lunga gittata.



Borgo Schizzati | Atto I

Di • 4 gen 2012 • nella categoria: mercoledì, scrittori

Mangiava bacche di chichingero, per alterazione popolare. Davanti allo specchio procedeva con una grottesca autoaffermazione fallica, rimembrando la lunga serie di ingoi della sera prima.

Le occhiaie solcavano il volto già smunto, la materia cerebrale galleggiava nella pozzanghera insalubre della sua sregolatezza. La scritta La Moda è femmina campeggiava sullo schermo del computer portatile, una delle solite pubblicità invadenti. Carlos si guardò riflesso nei cristalli liquidi; quella strana deformazione digitale non sembrava poi così irreale. Improvvisamente si sentì vivo, come se una colata di lava gelida lo avesse risvegliato da un letargo siderale. Fischiettando un’allegra melodia di Thelonious Monk digitò a memoria il numero della Titti, assioma sensuale dal ventre piatto, dea greca dalle labbra umide di passione, eroina di edipica memoria. Afrodite rispose inappagata dall’atrio dei suoi orgasmi roboanti, mentre un fallo incolpevole si contorceva placidamente intirizzito dal distacco inatteso, co(g)itando mestamente sul divano di pelle nera, cimitero seminale per eccellenza.



Montmartre 4

Di • 28 dic 2011 • nella categoria: Fotografi, mercoledì


Montmartre 3

Di • 21 dic 2011 • nella categoria: Fotografi, mercoledì