Un’idea invasiva 1
Di Carlo Spada • 8 feb 2012 • nella categoria: mercoledì, scrittoriLa sveglia era suonata già da cinque minuti; Giulia la maledì, aveva dimenticato di disattivarla. Oggi non aveva nessun appuntamento: lavorava per un’agenzia immobiliare, ma, dalla scorsa settimana, le avevano comunicato che avrebbero filtrato gli appuntamenti con più cura. Significava per lei lavorare e guadagnare meno.
Guardò la finestra, un pallido sole illuminava i collant e il vestitino sulla sedia. Addosso aveva solo la maglietta nera di Marco. Allungò la mano dall’altro lato del letto; c’era solo il cuscino.
“Marco già sveglio?”, si chiese, non era possibile. La storia era iniziata tre anni fa e ancora non si era trasformata in convivenza. Giulia era poco incline a vivere sotto lo stesso tetto con un tipo con cui non aveva nulla in comune, anche se aveva già avuto relazioni con uomini troppo uguali a lei: tutte finite male.
Si alzò con gli occhi ancora gonfi dal sonno e accennò a chiamarlo; nulla, nessun suono veniva dalle altre stanze. In cucina era tutto in ordine. Aprì la porta del bagno, vide che non c’era più lo spazzolino di Marco, tornò in cucina, prese una sedia e si sedette. Il cellulare era rimasto sul tavolo. Lo aprì: nessun messaggio.

















