La neve scricchiola 4
Di Caterina Falconi • 27 mar 2012 • nella categoria: martedì, scrittoriDecisi di reagire quando mi resi conto che la paura ossessiva che il cellulare squillasse spazzava via ogni altro pensiero. Allora andai a sporgere denuncia contro ignoti.
Non ero mai stata in una caserma, e non riuscivo a dissipare la sensazione di essere io la colpevole, ma mi costrinsi ad andare fino in fondo anche quando, seduta davanti a un maresciallo, mi accorsi di arrossire come una sgualdrina. Ero certa che avrebbe fatto delle allusioni, il carabiniere: che mi avrebbe chiesto se avessi un amante, se fossi in una posizione sordida che suscitasse il comprensibile disappunto di qualcuno. Ma lui, un meridionale pacato di mezza età, indulgente e scaltro, non lo fece. Sentivo che era dalla mia parte, e fu una cosa che mi meravigliò piacevolmente.
Sbarrai il portone e salii le scale. Quando rientrai nella mia mansarda, illuminata dai lampioni del viale, scorsi di nuovo, contro i vetri delle finestre, le sagome degli alberi striate di un bianco lunare. Senza accendere la luce posai la sacca con le mie copie sul tavolo della sala, e cautamente tirai fuori i dieci tascabili. Li impilai e pensai a quanto mi fosse costato farmi scrittrice. Cavai il cellulare spento dalla tasca, lo sbirciai incerta e mi dissi che lo avrei acceso più tardi, sicura che sarei stata inondata di avvisi di chiamate anonime.



















