Archivio per la categoria ‘martedì’

La neve scricchiola 4

Di • 27 mar 2012 • nella categoria: martedì, scrittori

Decisi di reagire quando mi resi conto che la paura ossessiva che il cellulare squillasse spazzava via ogni altro pensiero. Allora andai a sporgere denuncia contro ignoti.

Non ero mai stata in una caserma, e non riuscivo a dissipare la sensazione di essere io la colpevole, ma mi costrinsi ad andare fino in fondo anche quando, seduta davanti a un maresciallo, mi accorsi di arrossire come una sgualdrina. Ero certa che avrebbe fatto delle allusioni, il carabiniere: che mi avrebbe chiesto se avessi un amante, se fossi in una posizione sordida che suscitasse il comprensibile disappunto di qualcuno. Ma lui, un meridionale pacato di mezza età, indulgente e scaltro, non lo fece. Sentivo che era dalla mia parte, e fu una cosa che mi meravigliò piacevolmente.

Sbarrai il portone e salii le scale. Quando rientrai nella mia mansarda, illuminata dai lampioni del viale, scorsi di nuovo, contro i vetri delle finestre, le sagome degli alberi striate di un bianco lunare. Senza accendere la luce posai la sacca con le mie copie sul tavolo della sala, e cautamente tirai fuori i dieci tascabili. Li impilai e pensai a quanto mi fosse costato farmi scrittrice. Cavai il cellulare spento dalla tasca, lo sbirciai incerta e mi dissi che lo avrei acceso più tardi, sicura che sarei stata inondata di avvisi di chiamate anonime.



La neve scricchiola 3

Di • 20 mar 2012 • nella categoria: martedì, scrittori

Fu proprio in presenza di Francesca, scesa in Abruzzo per presentare un suo libro, che il molestatore passò all’azione, modificando il suo modus operandi.

Eravamo in macchina, in un parcheggio, quando il mio cellulare suonò. È il maniaco, commentai, leggendo sul display la scritta ANONIMO. Risposi, preparata a interpretare mio malgrado il copione che mi era stato imposto – chiedere chi fosse, non avere risposta, riagganciare – ma quello sussurrò qualcosa. Interruppi la comunicazione e mi lasciai cadere in grembo il cellulare. Ha parlato, spiegai a Francesca, che mi guardava allarmata. E che ha detto? Non lo so. Ha mormorato qualcosa, non ho capito. Ma era un uomo o una donna? Non lo so, sembrava un uomo. Immancabilmente arrivò il secondo squillo. La mia amica agguantò il cellulare e con perentorietà veneta rispose: Pronto!  Ciao!. Il tormentatore non se l’aspettava, riagganciò, e per un po’ non chiamò più.



La neve scricchiola 2

Di • 13 mar 2012 • nella categoria: martedì, scrittori

Le molestie erano iniziate in sordina, come il gioco di un ammiratore timido. Arrivava una chiamata da un anonimo, io rispondevo, silenzio dall’altro capo della linea, riagganciavo. Immediatamente arrivava un secondo squillo, al quale non rispondevo.

L’anonimo si scoraggiava e la piantava lì. Questo ogni quattro, cinque giorni, sempre nel primo pomeriggio: le due e venti, tre e venti, cinque e venti.

Il ricorrere del venti e la modalità rituale dei due squilli mi facevano pensare a una personalità ossessiva, sicuramente un tipo disturbato. Lavoravo ancora nel carcere minorile, quotidianamente alle prese con ragazzi affettivamente disastrati, ed era possibile che qualcuno dei detenuti in semilibertà fosse l’autore delle chiamate. Alle mie colleghe capitava di continuo, e non c’era da preoccuparsi troppo. Tuttavia altre persone potevano aver maturato verso di me un odio o un affetto molesti: i miei ex, i pretendenti respinti, ammiratori che ignoravo, rivali, lettori esaltati…



La neve scricchiola 1

Di • 6 mar 2012 • nella categoria: martedì, scrittori

Un fiocco spugnoso attraversò in diagonale il parabrezza della mia auto. Aveva smesso di nevicare da poco, una misera precipitazione scaricata da un cielo di ovatta che non prometteva nulla di buono. Da qualche minuto ero tornata a Villafiorita, ma avevo ancora negli occhi gli scorci di una Bologna glassata, sommersa, incapsulata in una distesa di neve scricchiolante.

Il capannone della Fiera della Piccola Editoria, in periferia, scintillava come un fuoco fatuo nel biancore che aveva ingoiato tutti gli altri colori. Dentro, una sparuta fauna di aspiranti scrittori, scrittori autentici, editori, lettori, e gente alternativa. I volti sbigottiti, persino soddisfatti, per il sabotaggio in grande stile del gelo alla città, si aggiravano da uno stand all’altro, in una replica di se stessi alle altre fiere, sfogliando libri, acquistandone qualcuno. Niente di nuovo, o di esaltante, ma io ero molto contenta di aver pubblicato il romanzo. Il mio libro era impilato in tre colonne e nel giro di quattro ore avevo venduto tre copie. A me non importava delle vendite, e le recensioni favorevoli mi rallegravano relativamente. Quello che mi inorgogliva era sapere di essere riuscita ad arrivare all’ultima cartella di una storia, veramente ben scritta, mentre colluttavo con un’invadente depressione.



ventricolo sinistro

Di • 28 feb 2012 • nella categoria: Fotografi, martedì


atrio sinistro

Di • 21 feb 2012 • nella categoria: Fotografi, martedì


ventricolo destro

Di • 14 feb 2012 • nella categoria: Fotografi, martedì


Web Statistics