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Sento una fitta al fegato. Sono una persona suggestionabile, un ipocondriaco. E il fegato per me è prezioso, mi serve per bere, è tutto ciò che mi rimane. L’epatite no, meglio l’AIDS, ma l’epatite no. Prego che almeno questo sia …

continua... Commenti disabilitati su L’arrocco | Quarta parte

È calato il silenzio. Da cinque minuti stiamo entrambi immobili, non ci guardiamo e condividiamo l’imbarazzo, l’odio e la mancanza di senso di tutto ciò. Forse è il momento di andare. L’aereo è alle sei e la valigia è pronta, …

continua... Commenti disabilitati su L’arrocco | Terza parte

La maschera sociale di Carlo si frantuma. Lascia spazio a connotati nuovi, spaventosi, impresentabili. C’è finalmente del vero nel rossore dei suoi bulbi, nell’orizzonte delle labbra, nella postura.

«E me lo dici il giorno prima di partire?» «Non c’ho dormito, …

continua... Commenti disabilitati su L’arrocco | Seconda parte

In quasi dieci anni non avevo mai visto Carlo in pigiama. Ha un completo blu, la maglia con un motivo di bicchieri di martini, il resto tinta unita. È mortificato. Ci tiene a dare l’idea di uno che si sveglia …

Il brecciolino crepita come pane croccante sotto i nostri piedi, mentre lui si avvicina al cancello e io sono ferma diffidente accanto alla sua macchina.

Arrivato sulla soglia si gira per farmi l’occhiolino che dovrebbe convincermi una volta fatto trenta …

continua... Commenti disabilitati su Il ragazzo del basilico | Ancora gennaio

Approfitto del fatto che non ci sia nessuno al bar per infagottarmi nel giubbino, prendere una sedia e mettermi fuori al sole, nell’aria gelida e secca. Quando arriva gennaio inizio il conto alla rovescia per la primavera e non sto …

continua... Commenti disabilitati su Il ragazzo del basilico | Gennaio

Quando si è piccoli si pensa che essere adulti significhi riuscire ad arrivare ai pensili più alti. Poi arrivi a trent’anni con le scarpe che ancora ti si slacciano e serve il doppio nodo, sei alta un metro e cinquanta …

continua... Commenti disabilitati su Il ragazzo del basilico | Dicembre

Ecco. Sto qui che devo farcire questa torta con uno strato alto così di Nutella, e all’improvviso ci aggiungo un ingrediente nuovo: le lacrime. Ma quanto sono stupida?

Se n’è andato, m’ha lasciata che è un mese, se n’è andato …

continua... Commenti disabilitati su Il ragazzo del basilico | Novembre

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Filomena aprì il sacchetto con terrore. Clelia colse la sua incertezza e ne rise, appoggiata alla cornice della porta. Poi si avvicinò e con le mani bianche ossute da cadavere sciolse il nodo di plastica e ne rovesciò il contenuto …

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Clelia continuava a portare a casa animali morti: prima l’agnello, poi altri pesci presi da qualche bagnarola fuori Mergellina. Venivano tutti consegnati a Filomena in modo che vedesse cosa succedeva alle carni tenere una volta avvicinatesi troppo, che l’agnello non …

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Filomena stendeva i panni, ritirava i panni, puliva le scale, faceva la spesa, lavava i vetri arrampicata su una sedia, toglieva le tende per pulirle. Metteva tanto ordine che quando uno abbassava gli occhi dal soffitto alto finemente stuccato ritrovava …

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La casa di Clelia era una tipica casa napoletana: soffitti altissimi, cornici di stucco e finestre alte, secche e fonde che stendere i panni era sempre un tentato suicidio. La signora che veniva a fare le pulizie si chiamava Filomena …

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