Una folata di ricordi solleva in alto una busta di plastica. Nell’aria intreccia ghirigori di nostalgie, esegue rapidi volteggi e poi plana contro l’asta di un ombrellone aperto per burla.

Mattia cammina nel mare come un fenicottero sgraziato.

Michele è …

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Un cercatore di metalli setaccia la spiaggia. Dalla parte iniziale scende verso il mare. Obbedisce a un disegno preciso, disciplinato come un soldato prussiano. Impugna un palo telescopico con un piatto all’estremità che muove come la spazzola di un tergicristallo. …

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La terrazza del ristorante si affacciava sulla città e sul golfo, poggiata sul blocco tufaceo dalle pareti digradanti giù giù, tra il buio rotto a squarci da giochi di luci artificiali, nella distesa impastata di cemento e umanità. Le colline …

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Laggiù, nel semicerchio accovacciato, un ragazzo con la faccia tubercolotica imbraccia una chitarra come un’arma, tra piccoli dèi morti in attesa di un segnale, recita una preghiera o una formula per farsi forza. Non può mollare adesso. Scrolla le membra …

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L’ho rivista in foto con quella sua espressione che non capivi se sorrideva o cercava di stare seria, e le veniva una smorfia tra il ridicolo e l’impacciato. Aveva i capelli così ben pettinati che non ce n’era uno fuori …

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Lo trovarono riverso sopra ad una panchina, con il sorriso dipinto in faccia. Doveva aver visto tutto, e tutto doveva aver compreso, se sorrideva a quel modo. Era il matto del paese, “il Comandante”. Camminata marziale con portamento gentile. Mozzicone …

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Come altre volte da un anno a questa parte, il signor Giovanni aveva salito le scalette in cemento scorticate della signora Tilde. Aveva chiuso il negozio di alimentari in fondo alla via, all’ora di pranzo, e prima della riapertura si …

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Christian è un bambino. È un pesciolino troppo piccolo per la scuola elementare, ancora nuota nella materna. È pieno di capelli ricci in testa. Boccoli duri che sembrano inamidati, e chili di merendine e caramelle sopra i fianchi. Ha gli …

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Decisi di reagire quando mi resi conto che la paura ossessiva che il cellulare squillasse spazzava via ogni altro pensiero. Allora andai a sporgere denuncia contro ignoti.

Non ero mai stata in una caserma, e non riuscivo a dissipare la …

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Fu proprio in presenza di Francesca, scesa in Abruzzo per presentare un suo libro, che il molestatore passò all’azione, modificando il suo modus operandi.

Eravamo in macchina, in un parcheggio, quando il mio cellulare suonò. È il maniaco, commentai, …

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Le molestie erano iniziate in sordina, come il gioco di un ammiratore timido. Arrivava una chiamata da un anonimo, io rispondevo, silenzio dall’altro capo della linea, riagganciavo. Immediatamente arrivava un secondo squillo, al quale non rispondevo.

L’anonimo si scoraggiava e …

Un fiocco spugnoso attraversò in diagonale il parabrezza della mia auto. Aveva smesso di nevicare da poco, una misera precipitazione scaricata da un cielo di ovatta che non prometteva nulla di buono. Da qualche minuto ero tornata a Villafiorita, ma …

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