Call of… death – È solo un gioco | Prima parte
Di Francesco G. Lugli • 6 feb 2012 • nella categoria: lunedì, scrittoriMalgrado i suoi quasi trentotto anni, Luca era ancora un moderato entusiasta. Un brivido lo attraversava tutte le volte che inforcava la cuffietta e posizionava il microfono ad archetto a un centimetro dalla bocca. Per un paio d’ore si sentiva veramente uno di quei nerboruti soldati dei corpi speciali che, mitra alla mano e torso di sigaro tra i denti, affrontano missioni ad alto rischio in qualche giungla sperduta dell’America Latina.
Per lui fortunatamente il rischio era confinato solo all’emicrania e a un marcato arrossamento oculare per un uso prolungato di vista e mente. L’allenamento pluriennale non l’aveva tenuto al riparo da questi effetti collaterali. Colpa dell’età, si rimproverava scherzando, ma non troppo: già dopo un’oretta di attività, il suo fisico da giocatore di bridge ne risentiva. Poco male, ci aveva fatto il callo e la mattina seguente tutto svaniva con un buon caffè.

















