Archivio per la categoria ‘giovedì’

Sushi per due | Quarta parte

Di • 29 mar 2012 • nella categoria: giovedì, scrittori

Come nelle vecchie storie a bivi, il finale a questo punto lo puoi scegliere tu; oppure puoi scriverlo.

Finale cattivo.

Apro gli occhi e invece della sua faccia vedo una lattuga grande come un pallone da calcio, quasi completamente congelata. Gocce fredde meccanicamente mi cadono sulla guancia, un rivolo d’acqua si è formato sotto la bocca: acqua mista a sangue, a giudicare dal colore. La testa mi sta esplodendo. Madonna che male. Tutti gli uccellini del mondo cinguettano nelle mie orecchie, mentre un coro d’angeli gioca al girotondo sopra la mia calotta cranica. A fatica striscio fuori dal frigo e guardo l’ora.

Le 23. Il sushi è ancora sul tavolo, intonso. Mi tocco la testa e urlo di dolore mentre sento che la crosta si è già formata. Sono rimasto svenuto nel frigo più di un’ora. Mi è andata bene. Il dolore più forte, però, è al cuore. Lei non è mai venuta, non mi sono mai addormentato al suo fianco, non le ho mai tirato via il lenzuolo, scoprendola come uno scultore che pudicamente mostra il suo capolavoro al pubblico. Lei non mi ha mai parlato della sua famiglia, dei suoi veri gusti musicali e di quello che vorrebbe fare. Non ha condiviso sogni e sambuca con me. Non mi ha mai mandato nemmeno quell’sms, anche se è meglio controllare.



Sushi per due | Terza parte

Di • 22 mar 2012 • nella categoria: giovedì, scrittori

Back to the present.

Sorrido compiaciuto, poi mi guardo il bassoventre. I boxer sono girati al contrario. Per una persona normale sarebbe un buon segno, vista la compagnia nel letto; insomma, un’equazione certa. Ma io non sono una persona normale, e quindi i boxer potrebbero essere girati da chissà quando. Scosto col dito l’elastico. Lui è là, sereno. Mi chiedo se sia il riposo del guerriero oppure la vergogna che lo fa giacere così tranquillo. Si sarà comportato bene? Ma soprattutto: sarà successo qualcosa?

La guardo, e immediatamente lui si sveglia. Una piccola e tranquillizzante scossa.

Ricopro la sua schiena, mentre riprendo la mia posizione abituale quando sono mezzo rimbambito, ossia seduto sul bordo del letto. Stavolta cercherò di non cadere di nuovo sul materasso. Ancora una volta metto indietro l’orologio della mia mente.

Ore 22,30.



Sushi per due | Seconda parte

Di • 15 mar 2012 • nella categoria: giovedì, scrittori

Rewind.

Partiamo dal bordo.

Il sushi, sul tavolo. Io che frugo nel frigo e frego l’ultima bottiglietta di birra, strappandola alla massa di ghiaccio che l’ha avvolta manco fosse la mummia di Oetzi. E in quel momento…

Mi tocco la nuca: un bernoccolo mi ricorda il suono di un cellulare, di un messaggio che arriva. Mi alzo di scatto e sbatto la capoccia contro la sommità del frigorifero, urlo dal dolore e comincio a intonare Nella vecchia fattoria abbinando al nome degli animali anche quello di una mezza dozzina di santi (al concorso di bestemmia creativa sono arrivato terzo dopo un veneto e un toscano).

Il messaggio.

Ora ricordo perfettamente: “Perché essere tristi in due? Sono da te tra mezz’ora. Il vino lo porto io :-) ”, con tanto di faccina sorridente alla fine.

Mittente: lei.



Sushi per due | Prima parte

Di • 8 mar 2012 • nella categoria: giovedì, scrittori

Apro gli occhi con quel senso di spaesamento che mi prende tutte le mattine, in particolare quelle che seguono notti spese a fare a gara con me stesso a chi beve di più: dove sono? Ma soprattutto chi sono? E perché? Cerco di capire che giorno sia e di conseguenza cosa devo fare: l’ora è un optional. Le palpebre appiccicate si aprono con un rumore colloso, mentre con l’indice scavo nella narice alla ricerca di una prova geologica della mia esistenza.

Primo passo: sedersi sul letto.

Trascino le gambe fino a quando i piedi non si appoggiano al tappetino, una volta bianco, ora annerito dall’uso, dalla polvere, dal maledetto smog che penetra anche attraverso le fessure delle finestre. Mi dondolo per alzarmi, ma l’inerzia mi spinge nuovamente sdraiato e come una tartaruga mi ritrovo steso sul guscio, a pancia in su.

Mentre guardo il soffitto, leggermente fuori fuoco a causa delle lacrime che ancora appannano gli occhi, sento come un flebile fiato di vento provenire dalla mia sinistra.

Sicuro di aver chiuso la porta, mi volto lentamente.



Gli enneatipi 2 e 6 | Quarta parte

Di • 23 feb 2012 • nella categoria: giovedì, scrittori

«Sai che continua a sfuggirmi perché rimare con “cuore” è un problema? E se “cuore” fosse inteso come “muscolo cardiaco” che non ha niente a che vedere con l’amore?», mi fa Carla riportandomi alla colazione più lunga della mia vita.
«Diciamo che, se scrivessimo una canzone su un intervento chirurgico, la parola “cuore” potrebbe entrarci.»
«Ah. Però, vedi? Sei il primo a essere schiavo dei cliché…»

Le sorrido. Quando mi contraddice e tende a somigliare più all’estroso enneatipo 4, l’artista, che al 2, lo stucchevolissimo altruista in cerca di conferme, guadagna fascino. E poi ci sono i ritmi.
Quelli s’incastrano come una spina alla presa. Colazione alla stessa ora: lei mi prepara il caffè e le fette biscottate. Al bagno non si trattiene quaranta minuti come spesso le donne fanno, ma si dà una finta spazzolata e via. La sua sciatteria annienta ogni formalismo, e io mi concedo di ciabattare col pigiama di Mazinga. Cose così, da coppia rodata.



Gli enneatipi 2 e 6 | Terza parte

Di • 16 feb 2012 • nella categoria: giovedì, scrittori

Visto a posteriori, fu più un modo per zittirla che altro. Al telefono me la figuravo più attraente: senza tic, senza ricrescita di dieci centimetri, senza l’orrida borsa a tracolla che decise di buttare due anni dopo (e solo perché c’era un buco da cui aveva perso un burro di cacao e una penna a cui, pare, tenesse molto). Però, per qualche ragione che ancora fatico a indovinare, col tempo volevo guadagnarmi la sua stima.

«Quante persone hanno visto la stanza prima di me?», mi chiese scettica.
«Due: un ragazzo e una ragazza.»
«Ah…»

Tentennò due secondi prima di farmi quella domanda, decidendo, evidentemente, che poi farmela sarebbe stato difficile.

«E a te non sono piaciuti o a loro non piaceva la stanza?»
«Sembravano bravi ragazzi, ma sento che con te andrei più d’accordo.»



Gli enneatipi 2 e 6 | Seconda parte

Di • 9 feb 2012 • nella categoria: giovedì, scrittori

«Ieri non avevi detto che volevi dormire a lungo stamattina?», chiede Carla grattandosi una tempia con quelle unghie quasi inesistenti.
«Già, l’ho detto.»

L’avevo detto. E mi ero anche premurato di controllare che il cellulare non avesse la sveglia attivata. Controllo che ho ripetuto per stare tranquillo. In tutto, quattro controlli maniaco-compulsivi. Non ho pensato di chiederle anche: «Potresti tenere La Cavalcata delle Valchirie più bassa domattina?». Perché Carla si sveglia così: con Wagner a palla. Forse per questo ha quell’espressione vincente sul volto quando prepara il caffè.

«Mmm… siamo un po’ girati, vedo. Com’è andata ieri coi tuoi amici?»
«Mah… così.»

Carla mi rivolge un sorrisetto empatico che aggiunge alla mia insoddisfazione una molle tristezza.
Contraccambio con un sorrisetto riconoscente di polistirolo. Non ho voglia di parlare di ieri.



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