Quando il sabato pomeriggio cammino sul piazzale della chiesa tutti si tolgono il cappello dalla testa e mi salutano. E sapete perché? Perché il prete è la persona più importante del paese. Più del sindaco, più del farmacista, più del …

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Quanti bouquet di crisantemi, garofani, tulipani, ortensie, papaveri e ceri rossi, tanti da illuminare un aeroporto. Fiori che sfioriranno in una settimana quando tutto tornerà alla consueta fragilità che ben mi ricorda questo cimitero dove dorme mia madre. Con il …

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Quando alla fine mia suocera è morta di vecchiaia mi sono trovato a pensare meglio tardi che mai. Evidentemente mi stavo rassegnando al fatto che prima o poi mi avrebbe seppellito lei. E invece no. L’ho seppellita io. Che …

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Mia nonna quando ero bambino mi cantava una filastrocca che aveva il dono prodigioso di farmi addormentare all’istante: Custu est su porcu, custu dd’ha mottu, custu d’adi abruschiau, custu si dd’at papau, e  custu a nau

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Come nelle vecchie storie a bivi, il finale a questo punto lo puoi scegliere tu; oppure puoi scriverlo.

Finale cattivo.

Apro gli occhi e invece della sua faccia vedo una lattuga grande come un pallone da calcio, quasi completamente …

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Back to the present.

Sorrido compiaciuto, poi mi guardo il bassoventre. I boxer sono girati al contrario. Per una persona normale sarebbe un buon segno, vista la compagnia nel letto; insomma, un’equazione certa. Ma io non sono una persona …

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Rewind.

Partiamo dal bordo.

Il sushi, sul tavolo. Io che frugo nel frigo e frego l’ultima bottiglietta di birra, strappandola alla massa di ghiaccio che l’ha avvolta manco fosse la mummia di Oetzi. E in quel momento…

Mi tocco …

Apro gli occhi con quel senso di spaesamento che mi prende tutte le mattine, in particolare quelle che seguono notti spese a fare a gara con me stesso a chi beve di più: dove sono? Ma soprattutto chi sono? E …

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«Sai che continua a sfuggirmi perché rimare con “cuore” è un problema? E se “cuore” fosse inteso come “muscolo cardiaco” che non ha niente a che vedere con l’amore?», mi fa Carla riportandomi alla colazione più lunga della mia vita. …

Visto a posteriori, fu più un modo per zittirla che altro. Al telefono me la figuravo più attraente: senza tic, senza ricrescita di dieci centimetri, senza l’orrida borsa a tracolla che decise di buttare due anni dopo (e solo perché …

«Ieri non avevi detto che volevi dormire a lungo stamattina?», chiede Carla grattandosi una tempia con quelle unghie quasi inesistenti. «Già, l’ho detto.»

L’avevo detto. E mi ero anche premurato di controllare che il cellulare non avesse la sveglia attivata. …

La consapevolezza che sua madre fosse una stronza a Carla venne prima che ad altri. «Senti un po’… la vuoi sapere una cosa?» «Cosa, mamma?» «Babbo Natale è tuo padre…» «Davvero? Papà? Porta lui i regali anche a Margherita e …

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