Archivio per la categoria ‘domenica’

Breve storia sull’assenza – parte 1

Di • 5 feb 2012 • nella categoria: domenica, Illustratori


La puntualità sopra ogni Co… op | Quarta parte

Di • 29 gen 2012 • nella categoria: domenica, scrittori

Per i cracker non vi sono attese dovute, li prendo al volo.
È una Coop minuscola, la “mia” Coop, somiglia a un minimarket a conduzione familiare, se non fosse per il nome che richiama una catena a diffusione nazionale.

Tre.
Le casse sono tre.

La prima ha il numero 1 spento, la sedia della cassiera desolatamente vuota.
La seconda ha il numero 2 spento, la sedia della cassiera desolatamente vuota.
La terza ha il numero 3 spento (causa guasto, risalente alla settimana scorsa, non ancora riparato), una giovane cassiera alla consolle fa scorrere con la tipica pigrizia pomeridiana delle confezioni di fusilli Barilla.

Terminata la sfilata della pasta, la ragazza (credo si chiami Giovanna, o Gianna o Anna, o Na, sì, il suo nome è Na, ora ricordo), preme un pulsante che è causa di un immediato sibilo all’interno della cassa e del successivo sputo dalla suddetta (la cassa, non la ragazza) di uno scontrino.



La puntualità sopra ogni Co… op | Terza parte

Di • 22 gen 2012 • nella categoria: domenica, scrittori

Le 3 e 21.
Non più di dieci minuti per terminare la spesa, uscire dal supermarket, depositare gli acquisti a casae dirigersi verso Piazza Duomo.
Non più di dieci minuti, altrimenti… altrimenti l’appuntamento per le quattro e il mio futuro sentimentale salteranno.

Strappo il biglietto numero 67, il display a led rossi segna il 66, incarnato nella settantenne che viene servita dal macellaio.

“Desidera altro, signora?”
“Ah sì, mi dia la fesa di vitello, tre fettine, mi raccomando tagliate sottili.”

Sul banco di vetro sono allineati quattro pacchetti, il vitello è il quinto della serie: buon auspicio, fra poco sarà il mio turno, trita mia non scappare!



La puntualità sopra ogni Co… op | Seconda parte

Di • 15 gen 2012 • nella categoria: domenica, scrittori

Giusto quattro passi, mi basta superare la zona dolci di Natale, circumnavigare la minivecchietta bionda permanentata che ostruisce in parte il passaggio nel corridoio, svoltare a destra e il macellaio…

“Scusi, giovanotto, scusi!”
“Dice a me?”
“Certo a lei” sguardo compassionevole della piccola sciura che mi osserva con due occhi grigio topo.
“La ringrazio, sa, ma giovanotto non me lo ha mai detto nessuno, neppure quando giovane lo ero davvero, parliamo di venti e passa anni fa.”
“Se non è giovane lei pensi me” risposta al limite del singhiozzante della mia interlocutrice, una coppia di orecchini argentati oscillano come palle natalizie su un albero rinsecchito.

Le sorrido, quasi a rinfrancarla.
“La prego, non mi potrebbe aiutare? Sa, sono bassa e quel Pandoro lì” fa segno verso una confezione Baluani posta in cima allo scaffale “proprio non riesco a prenderlo.”
“Si figuri, ci penso io.”



La puntualità sopra ogni Co… op | Prima parte

Di • 8 gen 2012 • nella categoria: domenica, scrittori

Breve sosta alla Coop, un paio di finocchi, due etti e mezzo di carne trita per il ragù della mamma, cracker di riso, latte parzialmente scremato HD.

Le tre e un quarto.

Il tempo della spesa, dieci minuti, poi il ritorno a casa, si molla il sacchetto e via, la metropolitana mi attende, linea rossa, direzione Sesto, fermata Duomo, ore 16, puntualissimo, come vuole Manuela, la mia unica, adorata, insostituibile, inimitabile, precisa, rigorosa Manuela, due occhi blu che mi aspettano impazienti, il nostro primo appuntamento, due occhi blu che scrutano l’orologio digitale, mi raccomando, alle quattro in punto, non farmi aspettare, non lo perdonerei, MAI!

 * * *



All’asciutto 4

Di • 25 dic 2011 • nella categoria: domenica, scrittori

La scialuppa si fermò con un tonfo. Dora guardò indietro; riusciva ancora a vedere, piccoli piccoli per la distanza, quelli che assistevano allo sbarco dai parapetti della Amundsen. Qualcuno mosse un braccio in un saluto, e la ragazzina ricambiò.

I sacchetti si erano rivelati solo la cintura esterna dell’isola; più vicino alla costa galleggiavano oggetti più grandi e diversi, spesso incastrati in grossi ammassi che sbattevano contro lo scafo della nave. La Amundsen si era fermata quando le isolette galleggianti avevano cominciato a farsi troppo grandi e troppo fitte, e aveva calato in acqua la scialuppa, che si era fatta strada fino a lì.

Dora sapeva com’era fatta una spiaggia, i libri di storia erano pieni di figure. Ma quella non assomigliava a nessuna delle spiagge che aveva visto in fotografia. Non c’era terra secca e fina, non c’erano i grumi di terra durissima. Sabbia e rocce, li chiamava il Professore, ma lì non ce n’era traccia: la spiaggia era formata da un intrico di oggetti lisi dal mare e dal tempo. Dora ne sapeva riconoscere soltanto qualcuno. C’erano molti tubi, e dappertutto spuntavano brandelli di quei sacchetti di plastica che avevano visto sin dall’alba.



All’asciutto 3

Di • 18 dic 2011 • nella categoria: domenica, scrittori

«Ghiaccio!»
La parola serpeggiava tra la piccola folla che si accalcava contro i parapetti. Dora sbadigliò. Era la stessa parola con cui Julia l’aveva svegliata, poco prima. Il cielo si rischiarava, preparandosi ad accogliere il sole, e il mare ancora nero tutto attorno alla Amundsen era punteggiato di frammenti più chiari, che sembravano di un color azzurro cupo in quella scarsa luce.
«Permesso, permesso.»

Dora riconobbe la voce del Professore. Una pertica svettava sopra le teste degli uomini radunati sul ponte, e avanzava ondeggiando verso il parapetto. Dora si fece strada tra gli altri, lasciando Julia dov’era, e raggiunse la base della pertica. A reggerla era proprio il Professore, che le rivolse un sorriso affaticato da sotto i suoi folti baffi bianchi.
«Ah, Dora. Falli spostare, da brava.»
Qualche spinta e qualche invettiva bastarono per aprire un pertugio, che si richiuse subito dietro di loro. Dora si ritrovò schiacciata contro il parapetto assieme al vecchio Professore.
«Parlami del ghiaccio.» le disse lui, abbassando la pertica verso l’acqua. Dora era abituata a quelle interrogazioni, e rispose senza batter ciglio.
«È lo stato solido dell’acqua. È più leggero, quindi galleggia.»
«E?» insistette il vecchio.
«E non ce n’è più, neanche ai poli.» rispose Dora.
«Per l’appunto.»