A questo punto, sua madre ha detto qualcosa, ma stavolta senza chinarsi. È rimasta dritta, con gli occhi puntati su di me. Sguardo non ricambiato. ‒ C’è qualcosa che devi dirmi? Da quante voci avevo sentito pronunciare questa frase? Ho …

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Un mese fa, io e Roberta ci siamo lasciati. È stato inevitabile e doloroso, ma ci siamo lasciati. Quando una donna se ne va dalla tua vita, lascia una scia di oggetti – una tazza, una bottiglia di shampoo, degli …

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Mi sedetti di nuovo sul divano. Cercai di concentrarmi sulla partita, ma con la coda dell’occhio vedevo che lo sconosciuto era ancora lì. Sorrideva soddisfatto e ogni tanto si chinava verso Matteo, dicendogli qualcosa all’orecchio. Non sentivo cosa dicesse e …

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La prima volta che ne vidi uno, non ci feci nemmeno caso. Ero a una festa, troppo ubriaco e troppo triste (le due cose erano collegate, ma non voglio divagare) per accorgermi che c’era qualcosa che non andava. La seconda …

“…Andò a sedersi in un angolo tra due case […]; teneva le gambette rannicchiate, ma sentiva ancor più freddo, e a casa non osava tornare perché non aveva venduto neppure un fiammifero, non aveva guadagnato un soldo, suo padre l’avrebbe

“…Poi chiuse gli occhi e morì. La fanciulla andava ogni giorno sulla tomba […], piangeva ed era sempre docile e buona. Quando venne l’inverno, la neve coprì la tomba di un suo bianco drappo…”

Il letto era il cuore pulsante …

“Un giorno sua madre le disse: “Vieni, Cappuccetto Rosso, eccoti un pezzo di focaccia e una bottiglia di vino, portali alla nonna; è debole e malata e si ristorerà. Mettiti in via prima che faccia troppo caldo, e quando sei

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I nani dissero: “Se vuoi curare la nostra casa, cucinare, fare i letti, lavare, cucire e far la calza, e tener tutto in ordine e ben pulito, puoi rimaner con noi, e non ti mancherà nulla.

“Sì”, disse Biancaneve, “di

Seguono altre notti di parole oscene, visioni notturne e batticuore. Laura va dal medico che le diagnostica una sindrome da stress. Parola incomprensibile per lei. Eppure qualcosa di quella diagnosi la agita tanto da convincere il medico a prescriverle un …

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Un mattino, dopo aver accompagnato la figlia a scuola, incamminandosi verso casa Laura nota una scritta enorme sul muro della scuola: ‘Lucrezia dove vai se pompini non ne fai?’

Osserva la scritta assorta, con la consueta disinvoltura scrolla la frangetta …

“Pulisciti la bocca.”

Lucrezia alza gli occhi al cielo, prende una salvietta e si tampona le labbra.

“Non si butta la carta nel posacenere. Mai!”

“E dove me la metto?”

“Mettila in borsa, poi la butti via.”

Apre svogliata lo …

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Laura e Lucrezia somigliano alle scimmie Rhesus di certi esperimenti di Harlow. Sceglierebbero senza esitare la madre di panno soffice che offre conforto, a quella in fil di ferro che fornisce nutrimento. Si attaccherebbero decise al pupazzo accudente che non …

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Cinque mesi volano e quella calda mattina di agosto Milano pareva solitaria, silenziosa, quasi a rincuorare Bea, travolta da mille e uno dubbi. «Amore, ti ho messo le lenzuola nella valigia, ora mancano solo gli asciugamani e poi hai finito …

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Carlotta arriva in aula dieci minuti prima dell’inizio della lezione, si mette gli occhiali e osserva il professore che parla con una studentessa sull’uscio della porta. «Smettila di guardarlo così, diventi cieca». Compare da dietro Eleonora. «Ma che dici?» «Buongiorno …

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Eleonora

“Non so mai cosa mettere, eppure ho un armadio che potrebbe vestire tutto l’entourage di Moira Orfei” bisbiglia tra sé e sé Eleonora. La mattina si alza sempre un’ora prima del previsto perché uscire di casa per lei ha …

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Beatrice

«Beaaaaaa, sono le 7.30, è ora che ti alzi» urla sua madre dal bagno. «Le 7.30? Cosa? Sono in ritardassimo!» risponde disperata lanciandosi fuori dal caldo piumone senza nemmeno capire dove si trovi. In fretta e furia si veste …

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