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Autore: Taccuino all'idrogeno

Taccuino all'idrogeno è il tavolo d'angolo di un bar dove una serie di individui senza nome si incontra tutte le notti: un bar senza barista, dove ognuno porta la propria bottiglia e nessuno abbandona lo sgabello prima di aver assaggiato tutte altre, fino alla saturazione. È un luogo fisico, fatto di parole e pensieri tangibili, nel quale avventori quantomai diversi cercano di costruire un' estensione cartacea delle proprie realtà attraverso la finzione. Per confrontarsi tra loro, senza creare un fronte comune che non sia quello necessariamente volatile, e a volte contraddittorio, della ricerca. È un opuscolo, un foglio che non aspira ad etichette o autorevolezza, ma più semplicemente ad uno spazio e ad un tempo; un'idea che cerca di provarsi a se stessa, fatta di molte domande e quasi nessuna risposta. Solo parole, utili o meno, scritte e bevute perché trovino un senso nel vissuto. Forse.

Taccuino all'idrogeno è sempre alla ricerca di collaboratori. Scopri come partecipare.

È tutto qui

Ho letto È tutto qui di Matteo Scandolin. E la prima cosa che ho pensato quando ho chiuso il libro è stata che è vero. È vero perché è un libro semplice e veloce, e perché ho pensato che …

La decisione di Brandes

Recensioni SettePerUniche*

La decisione di Brandes. Un titolo che è un attimo. Scordiamoci della critica oggi, qui, perché questo libro non è fatto per la critica e non ha nulla a che veder(vi). Perché questo libro non è fatto …

Tutti i nomi

Recensioni SettePerUniche*

Tutti i nomi. Quelli dei vivi e quelli dei morti. Tutti i nomi. Archiviati nella labirintica e in continua espansione Conservatoria Generale, in cui l’odore di carta vecchia si mischia al profumo “composto metà di rosa e …

Un cerotto

Un attimo, la frazione di un nanosecondo e dentro la mia testa si erano spalancati interi affreschi, chilometri di pellicola cinematografica, tonnellate di pagine. Alle volte capita: un’ondata incredibile di vissuto che si espande nello spazio d’un battito. La sensazione …

Sete

Mi chiedono di provare. Di sforzarmi e visualizzare quella scena.

Ma ho solo sete e sento la nebbia entrare nelle orecchie. Ricordo la mia bambina che correva per il giardino, questo sì.

La sindrome di Korsakoff (dal nome del neuropsichiatra

Io

Ci siamo io e quello nello specchio. Ci fissiamo, occhi negli occhi. Pupille, ciglia, palpebre.

Cerco frammenti da assemblare per costruire qualcosa che possa darmi struttura, e sostanza. Qualcosa su cui appoggiarmi.

Continuiamo a fissarci. Tutto il resto si confonde, …

Darmagi

“Mi ricordo del presente, solo che non serve a niente”

Elio e Le Storie Tese, Effetto memoria [Primavera]

Sono caduto nella neve. Caduto, a faccia in giù.

Anzi, dire che sono caduto non è esatto: ho mollato tutto, insomma, mi …