Dovremo lasciare casa nostra. E dovremo farlo presto.

“Il prezzo che pagate non è competitivo”, ha detto quella cagna impomatata e profumata della padrona di casa, mentre quadruplicava senza legge un affitto che, sapeva, non avremmo più potuto permetterci. “C’è …

La casa in cui vivo dal giorno della mia fatale nascita è esposta a Est-Ovest. Sono stanze bianche, benevole e piene di luce. C’è una cornacchia che gracchia ogni mattina, mi sveglia insieme con il rumore dei tram che passano, …

L’ascensore è un anziano signore. È una gabbia antica di settantaquattro anni, che sogno spesso. In ferro battuto, con le doppie porte di vetro, pieno di polvere; sul legno morbido della cabina ho sbucciato con le chiavi le iniziali dei …

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La casa in cui vivo dal giorno della mia fatale nascita è una dimora impregnata di me al secondo piano di una palazzina dei primi del ’900, dalla facciata ormai marrone e vinta.

Dopo il portone di legno e ferro, …

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