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Autore: Roberta

Nasce nel lontano 1987 e cresce con la voglia continua di cambiare, viaggiare, andare. Dove, non l’ha mai saputo e forse non lo saprà mai. Mentre ci pensa, si diletta a crearsi un’esistenza il più possibile colorata, fatta di biglietti aerei, rullini non sviluppati e libri sottolineati. Da grande farà la ex studentessa di una facoltà ormai inesistente, ma continuerà ad infiltrarsi alle lezioni universitarie altrui a causa di una strana dipendenza dallo studio che la condurrà presto alla follia. Nel tempo libero, fa la valigia e cambia casa, città, capelli. Le piace: fotografare le finestre e immaginare quello che c’è dietro le tende chiuse, salire in macchina d’estate per inseguire il tramonto, cucinare piatti a base di frutta che nessuno mangerà. Non le piace: andare a letto presto e perdersi il silenzio assoluto della notte, parlare mentre guarda un film, camminare con una meta ben precisa in una città sconosciuta. In ordine sparso, ovviamente.

Dalla confusione, partire | Quarta parte

Uscii sotto la pioggia, senza ombrello, sola con i miei pensieri. Non misi neanche le cuffie nelle orecchie: volevo sentire il mondo che sotto quelle gocce pesanti si faceva silenzioso, fermandosi ad ascoltare per un po’. Camminai per più di …

Dallo stato confusionale, partire | Terza parte

Appuntamento alle tre davanti alla “nostra” libreria. Ero ansiosa. Volevo capire cosa c’era che non andava, perché sentivo un bisogno di vederla che andava ben oltre la voglia di parlare con qualcuno che capisse davvero quello che sentivo. Non mi …

Dallo stato confusionale, partire | Seconda parte

Il giorno dopo mi svegliai nel mio letto illuminato dai raggi di un sole invernale. La sera prima avevo seguito il consiglio di quello stravagante signore col cappello. Non davo mai retta a nessuno, ma il fatto che quella frase …

Dallo stato confusionale, partire | Prima parte

Un aereo prese la rincorsa lentamente, poi sempre più veloce, fino a staccarsi dal suolo bagnato di pioggia ed affrontare quelle gocce che sempre più fitte sferzavano il suo corpo pesante. Lo guardai, in piedi dietro una grande vetrata. C’era …