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Autore: Mattia Boscolo

ha preso posizione ventitré anni fa a Chioggia, da dove sempre più spesso parte per la tangente verso Bologna, e un sacco di altri posti. Suona la batteria nei Blake/e/e/e, studia per fregiarsi di una fantomatica laurea in scienze della comunicazione, scrive parecchio sulla tastiera, e poco, troppo poco, con la penna.

Ha un po' di solide certezze, a volte ne costruisce altre, a volte ne demolisce. Poi di quelle appena costruite ne butta giù un po' come si fa con un castello di carte. Perché prova a non darlo a vedere, ma è esagerato. E non sembra ma è pure autoironico. E non è semplice, che ci vuole coraggio. Anche per scrutare da lontano. Per avere pazienza. Dategli tempo.

La nuova disposizione delle cose lascia molti spazi vuoti 4

Ore undici e cinquantuno, antimeridiane. Direzioni Diverse del Teatro degli Orrori dalle casse invisibili e senza bassi e senza senso del mac, un attimo prima di mandarlo in sleep.

Sì, ha smesso di nevicare, ma basta guardare fuori per …

La nuova disposizione delle cose lascia molti spazi vuoti 3

Ore dieci e quarantaquattro, antimeridiane. Amie di Damien Rice dalle casse invisibili e senza bassi del mac.

Poi mi viene in mente che solitamente negli armadi delle persone normali ci stanno i vestiti. E io non mi sono ancora trovato …

La nuova disposizione delle cose lascia molti spazi vuoti 2

Ore nove e ventinove, antimeridiane. Lina dei Bachi da Pietra, dalle casse invisibili del mac.

Tra le cose da sintetizzare c’è anche il giradischi rotto. Non è una questione di polvere o di ascolti esasperati, è una questione di …

La nuova disposizione delle cose lascia molti spazi vuoti 1

Ore nove e dodici, antimeridiane. Silenzio.

Nell’armadio sembra essere scoppiata una bomba a mano. Un po’ come nella mia testa. Per questo sono tornato a casa, dopo mesi a macinare chilometri e camerini e mal di schiena, qui a quattro …