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Autore: Marco Cavaliere

Marco mio cuggino è nato nel 1984 nella città di Piazza Cavuur (senza accento sulla U, ma con eleganza), che per convenzione chiameremo Foggia. Nonostante l’anno di nascita, nel suo destino sembrava non esserci niente di orwelliano lì per lì, a parte una strana attitudine a giocare con le bombole del gas e ad atteggiarsi a restavilemaschiodovesei con cappelli da cowboy sulle spiagge di Sardegna. Tralasciando il mistero del suo gemello malvagio scomparso e la passione per Ivan Drago, fortunatamente questa ondata di machismo passa e dopo anni difficili di collezione dei personaggi del wrestling incompleta, scopre la sua vena artistica su un libro di anatomia. Si affaccia ai suoi diciott’anni lanciando acini d’uva dal balcone, i capelli si scuriscono e decide di adottare un taglio da spacciatore di Quarto Oggiaro, ma nonostante le parvenze lo spingessero nel mondo dei panini, decide di iscriversi a una scuola di artisti danarosi modalità buonasera a tutte 'ste signore 'ncravattate e a chesta cummitiva accussi allera d'uommene pittati e femmene scicche, ma neanche troppo. Dorme tre ore a notte come mao tze tung, perché ossessionato dalla paura per la pasta Fissan e disegna unicorni e non solo, riuscendo persino a sbattere suo cuggino nella nobile arte del disegno equestre. Si migliora e crea il suo marchio di fabbrica, uno stile che è un misto di letture del suo compaesano Pazienza (nodicocompaesanogiustoperchéilprossimochedicecheèbolognesemarchigianoopescareselofulmino), Robert Crumb, donnine di Botero, visioni alla Moebius, psichedelico iperrealismo e Joe d’Amato. Illustra a prescindere, effettua diverse mostre nella capitale e se si ha buon occhio è facile riconoscere i suoi disegni dalla Prenestina a San Lorenzo, all’EURno perché non è zona sua, oltre ad aver decorato spunti improbabili di una città improbabile, dove già è difficile trovare degli spunti figurarsi degli spuntoni. Ha inoltre pubblicato diverse cose tramite lo IED e realizzato fumetti, flyers e materiale promozionale. Carmelina, 87 anni, che ha trovato delle fragole in offerta ai magazzini Mas di Piazza Vittorio e che ho intervistato mentre imprecava contro il 14 che ancora non passava, ci giura di aver visto le scritte (èluiquellodellescritte!) del suddetto sul treno che usa per andare a trovare la sorella a Fara Sabina… Il sottoscritto tra l’altro sottoscrive. Da sempre innamorato delle gang latinoamericane, Marco si rasa e decide di diventare tatuattore, nel senso che lui stesso è protagonista dei suoi tatuaggi. Si tatua da solo, sfrutta la predisposizione al caviismo del fratello minore, che non citeremo perché è tutta pubblicità e perché costui soffre di una grave forma di umidità intermittente, e con tanto sudore, soprattutto nella zona inguinale, fa di questa passione il suo lavoro. Da più di tre anni, Marco, detto Flucs per la sua capacità di accendere la luce con l’interruttore, si dedica al mestiere più antico del mondo: iniettare pigmento nella pelle della gente facendola sanguinare. Non fa la zanzara ma, di fatto, lo fa molto bene. Vive nella cittàcheperconvenzionechiamiamoFoggia e lavora come tatuatore, il suo studio è arredato con gusto, colori vivaci, mobili Ikea, Marco mette sempre il deodorante in stick la mattina, ama le giornate invernali col sole (va bene così?) ed è solito girare in maglietta anche d’inverno perché ha i tatuaggi… Avendo i tatuaggi è bravo anche negli sport e nel lancio della spillatrice. Colleziona scarpe ciotte e da due giorni gli è cresciuta la barba che cura in maniera assolutamente biologica. Beve liquori e si vanta.