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Autore: Kalou Deux Skop

Luca C. ha un cristiano d’obbligo perché la mamma si infatuò di una mamma torinese che chiamava suo figlio sulla spiaggia. Nonostante tale nobile nome nacque a Foggia, nell’anno in cui Reagan fu eletto presidente. Passò i primi anni di reaganismo imperante a camminare su corso Giannone, stando ben attento a toccare sempre una mattonella sì e una no. Con gli anni la sua vocazione alla vita con lentezza crebbe, e di certo in questo non lo aiutarono le sue varie patrie adottive e putative. Cresciuto linguisticamente e spiritualmente all’ombra del Vesuvio e dei suoi vent’anni, irlandese per caso, per i prati verdi e per la birra, romano per necessità di domeniche pomeriggio al Pigneto, e africano di adozione, perché non ha mai accettato l’idea di dover arrivare puntuale a un appuntamento, giunge quasi a intravedere la soglia dei trent’anni, ma se ne guarda bene dal raggiungerli. Si definisce laureato in scienze improbabili e si batte contro la velocità e i percorsi stabiliti. Nel tempo libero si arrampica su pareti con le formine colorate attaccate, disegna formine colorate, scrive di formine colorate e viaggia cercando formine colorate.

L’uomo che sussurrava ai kebab parte quarta

Ma poi si arriva malgrado i rimbalzi dell’aereo sulle lucette. L’amore altrui si scioglie in mille lingue pendolari e io mi sento un anziano con le mani dietro la schiena Pisa stazione di Pisa, quant’ha fatto la Fiorentina? Non lo

L’uomo che sussurrava ai kebab parte terza

Arrivo lì col primo scirocco dell’apremidì. Il tipo che si spalma sulla fila destra aveva il cecchino alle sei e mezza e l’autista si sente così in dovere di ardire manovre, stemperare semafori rossi che sembra Sandra Bullock …

L’uomo che sussurrava ai kebab parte seconda

Viene da una famiglia di veterinari è cresciuto tra gli animali, ha vocazione crocerossina per cui si iscrive a scienze internazionali e diplomatiche, impara di grande Serbia e questione d’Oriente, esce dal suo guscio, si diplomatizza e si acquieta. Si …

L’uomo che sussurrava ai kebab parte prima

L’estate sorrideva, le donne in sala travaglio urlavano quando un ominide dalla testa tonda nacque nello stesso giorno e nella stessa città di Renzo Arbore. Era l’aprémidì e lo Scorpione compariva con i suoi influssi per garantire a questo