Categorie Autori

Autore: Giovanni Ambrosino

Che ha superato l'arco dantesco riuscendo a sfangarla, e non è stata roba da poco. Che una sera, propizia ad un'epifonema, in cui si era fuori al gelo, ha detto, in un nuvola di fiato condensato, “Napoli è il posto più vicino dove fuggire; Napoli è un posto dal quale fuggire”. Che i prodotti culturali di suo gradimento - non è mai sazio - superano i muri, creano squarci, fanno sussultare, scompongono e ricompongono; non distingue tra alto e basso, sacro e profano, ma tra bello e brutto, onesto e disonesto. Che percorre avanti e indietro,macinando chilometri, una linea dritta e nera nell'acqua clorata di una piscina azzurina alla ricerca di epifanie. Che, convinto della necessità di superare le categorie politiche novecentesche e di pensare il mondo in modo nuovo, ne osserva mestamente, tra le macerie, gli epifenomeni. Che si diletta a perdersi nei dizionari; che detesta le ridondanze - meglio le digressioni; che non ha nostalgie o rimpianti se non per quei pomeriggi infiniti e arancioni. Che prima o poi riuscirà ad assaporare,nel croccante prato marzolino, una breve epistassi.

Mattia, Michele, condòmini e falò /d/

Una folata di ricordi solleva in alto una busta di plastica. Nell’aria intreccia ghirigori di nostalgie, esegue rapidi volteggi e poi plana contro l’asta di un ombrellone aperto per burla.

Mattia cammina nel mare come un fenicottero sgraziato.

Michele è …

Mattia, Michele, condòmini e falò /c/

Un cercatore di metalli setaccia la spiaggia. Dalla parte iniziale scende verso il mare. Obbedisce a un disegno preciso, disciplinato come un soldato prussiano. Impugna un palo telescopico con un piatto all’estremità che muove come la spazzola di un tergicristallo. …

Mattia, Michele, condòmini e falò /b/

La terrazza del ristorante si affacciava sulla città e sul golfo, poggiata sul blocco tufaceo dalle pareti digradanti giù giù, tra il buio rotto a squarci da giochi di luci artificiali, nella distesa impastata di cemento e umanità. Le colline …

Mattia, Michele, condòmini e falò /a/

Laggiù, nel semicerchio accovacciato, un ragazzo con la faccia tubercolotica imbraccia una chitarra come un’arma, tra piccoli dèi morti in attesa di un segnale, recita una preghiera o una formula per farsi forza. Non può mollare adesso. Scrolla le membra …