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Autore: Domenico Gullia

potenziale scrittore vagamente pop, cerca (e saltuariamente trova) ispirazione contemplando gli enormi cartelloni pubblicitari dispersi meticolosamente per Torino, città in cui studia e che ama per la sorprendente simmetria e linearità proprie delle piazze, delle strade, delle rotte dei mezzi di trasporto e delle traiettorie tracciate delle persone lungo le strade, contro le superfici delle piazze, dentro i mezzi di trasporto (specialmente la metropolitana automatica leggera). Tra le cose che adora senza moderazione si annoverano David Foster Wallace, l'alce, David Lynch, l'asparago, Cormac McCarthy, la frittata con le zucchine, Iggy Pop, l'odore della carta, Werner Herzog, il Big Mac privato dei cetriolini, la metropolitana automatica leggera e tante altre cose che renderebbero oltremodo vertiginosa/insostenibile questa lista. Attualmente è disimpegnato.

Radiografia compatta di due fragili scheletri 4

L’oscurità, di getto, si placa allo sfrecciare di ghirigori colorati, luci sgargianti, tremori abbaglianti; mentre evaporiamo senza più nulla nel petto che non sia stupore, mentre dimentichiamo progressivamente cosa sia accaduto in tutti questi anni, mentre torniamo ad essere gracili …

Radiografia compatta di due fragili scheletri 3

Un bambino mi saluta mentre passeggiamo; com’è che si dice in questi casi? “Potrei essere io qualche anno fa”; ma le cose non stanno così e negli occhi di quel bambino se ne legge tutta la desolante consapevolezza.

Un albero

Radiografia compatta di due fragili scheletri 2

Ne abbiamo discusso ieri sera, di tornare alle nostre radici, rivivere per un po’ il posto in cui siamo nati e cresciuti, quel tetro quartiere ai margini del decadimento metropolitano.

Ci siamo messi in viaggio, dopo aver lasciato il bar, …

Radiografia compatta di due fragili scheletri 1

Il sole è rabbioso e l’enorme vetrina del bar non riesce a contenerla del tutto, la rabbia. C’è qualcosa nell’aria, fumo si direbbe, eppure in questo locale non si può più fumare: deve trattarsi dell’odore che la gente si porta …