On the Rozz #3 Dublino | #departure

- 8 Luglio 2012

A 28 anni devo avere avuto una patologia emotiva che tendeva all’eversione autodistruttiva. Non è (ancora) stata riconosciuta dalla comunità scientifica internazionale, questa malattia all’anima de li mejo mia, ma so che esiste visto che per due estati – 2003 e 2005 – l’ho provata sulla mia pellaccia.

E questa materia (ancora) oscura, soprattutto per te, caro lettore dotato di cromosoma XY, ha un effetto collaterale che non devi sottovalutare: cioè, finirai per trovarti a fare un viaggio con la ragazza che fino a qualche tempo prima era la tua ragazza mentre poi è diventata, senza capire come o perché, ma solo da quando, semplicemente la ex.

E come ogni ex, anche la mia ex anno solare 2003 (miss 2005, invece, verrà in viaggio con me tra Los Angeles e San Francisco nella mia seconda e personalissima esperienza emotivamente patologica) ha continuato ad avere tutte le cose belle che sapevo, e che mi mancavano, ma anche i difetti che non volevo, e che mi stroncavano.

Il fatto è che quei difetti se li porta dietro, la tua ex, come la mia, e te ne regala sempre qualcuno nella sua nuova veste. Anche se in quanto ex dovrebbe decadere la caratteristica principale per cui tu saresti tenuto a sopportarli, questi difetti.

Ma sarai costretto a farlo, tranquillo.

Non si sfugge.

Siamo tutti l’ex di qualcuno, e so che ci siamo capiti.

Ad ogni modo, eccoci qua: arriva l’estate del 2003 e, in quella spirale labirintica con Minotauro che era diventata la storia tra me e la mia ex, trascinata da un paio di anni, fra amore e veleno, decidiamo di fare una cosa compromettente: tutto agosto a Dublino.

Con corso di inglese.

Io, nella speranza di provare ancora a… sì, ovvio, limonare di gusto per tornare insieme.

Lei, ecco, in effetti non saprei spiegarmi/vi neanche oggi il motivo della sua proposta. E proprio il fatto di non essermelo saputo spiegare mi ha fatto dire, un pomeriggio di maggio, sì… partiamo.

E da partiamo a dove dormiamo? è stato un attimo.

Siamo a Dublino, e dormiamo in un appartamento con sei camere senza vista ma con bagno: tre camere a destra e tre a sinistra di un lungo corridoio alla fine del quale – a forma di T – la casa ha da una parte la zona soggiorno con tv, divano e balcone, dall’altra la cucina dove se ne sta immobile al centro un tavolo rettangolare, lungo, di betulla, stile Ikea, sul quale condividere le colazioni e qualche cena come fossimo in un episodio di Friends.

Entrando nell’appartamento, il Ross di turno avrebbe trovato: nella prima stanza a destra, la qui presente Pantera Rozza; nella seconda a destra, un ragazzo spagnolo; nella terza a destra, la ex. Nella prima a sinistra, un 26enne di Milano; nella seconda a sinistra, un altro ragazzo spagnolo; infine, nella terza camera a sinistra, Isabel: bionda e tedesca.

Isabel, dirimpettaia di stanza della mia ex.

Isabel, che m’ha fatto avere quei sorrisi che la mia ex non mi riusciva a dare in quel momento.

Non perché non volesse, la ex.

Non perché non ci volessimo bene, io e la mia ex.

Semplicemente perché alla fine, se siamo diventati ex, un motivo ci sarà stato.

E però, da quando avevo messo piede a Dublino, non mi interessava più saperlo.

Ero a Dublin City, era scritto su tutti i muri.

 

3 commenti su “On the Rozz #3 Dublino | #departure

  1. 1

    Bene, i pianeti si sono allineati, ho 28 anni, ma nessun ex con il quale volerci riprovare.
    Dichi che ci posso andare lo stesso a Dublino?
    Non vedo l’ora di leggere il resto ;)

    Tam

  2. 2

    Dublino è perfetta per i cuspidi e gli ascendenti Acquario, Leone, Rana e Segatura. Porta dei chiodi di garofano e una doppia spina per l’iPod. Negli astri leggo che c’è chi saprebbe farti da guida spiritual-amoral-innamorato. E intanto il resto arriverà. :D

    F.

  3. 3

    (ps. mò me appare pure il cognome, non farci caso. è il login, non una mania di grandezza: giuro!)