Lettera aperta al maschio 2.0

- 3 Luglio 2012

Il maschio 2.0 passa più tempo con lo smartphone in mano o dietro lo schermo del suo computer che con la femmina. Dubito che Darwin intendesse questo per evoluzione della specie.

Caro maschio 2.0,
anni fa si pensava di te che fossi un post-adolescente sfigato, disadattato sociale, con grossi problemi relazionali con l’altro sesso. Ora spiegami perché, col passare del tempo, hanno preso le tue sembianze anche dei trenta-quarantenni carini, propositivi, dai quali le donne sono affascinate. Tu queste donne le dai per scontate, ti scrivo per presentarti la femmina. La femmina è fatta di carne, cuore e parola. La femmina richiede attenzione e cura, parole certo, ma anche mani e baci. La femmina è un essere morbido, altero solo fin quando non la conquisti. La femmina indossa tacchi altissimi o scarpe flat, in ogni caso cammina in una nuvola rosa fatta di dettagli studiati. La femmina non ti prepara gli abiti che indosserai il giorno dopo e non riappaia calzini per te che li lasci in giro. La femmina non morde, ma abbraccia benissimo, è una vera maestra dell’abbraccio, ti gira proprio tutto intorno e ti fa venir voglia di perderti e non tornare più in te. La femmina trattala come fosse pasta frolla, impastala scoprendo quanti segreti ha il burro, quanto si possa sciogliere la croccantezza al contatto con il calore.

Prova, caro maschio 2.0, e lasciati guardare dalla tua donna mentre provi.

Ingredienti per 8 persone

  • 200 gr di farina
  • 100 gr di burro
  • 100 gr di zucchero
  • 1 uovo intero
  • la scorza grattugiata di 1 limone
  • 1 pizzico di sale fino

Setaccia la farina sul piano di lavoro e accostarla con le mani formando un mucchietto a cono come se dovessi seguire la linea di un seno della tua donna, usa precisione e delicatezza e ogni tanto dai un colpetto più avvolgente e deciso. Forma una cavità sulla cima del cono, ruotando le dita unite di una mano: puoi perderci un po’ di tempo a fantasticare, e se la femmina ti siede di fronte guardala negli occhi mentre ruoti le dita.

Rompi l’uovo nella cavità, riempila. Unisci il sale e lo zucchero, aggiungendolo a cucchiaiate, poi anche la scorza del limone, ben lavata e grattugiata.
Sbatti l’uovo con una forchetta e incorporarlo alla farina, insieme agli altri ingredienti: aggiungi la farina piano piano, muovendola dai lati della cavità con una forchetta, fai girare bene il polso come se si trattasse di accarezzare l’interno di una coscia femminile.

Dividi il burro a pezzetti, fallo con le dita, sporcale, impara il potere del calore corporeo, odora forte la liceità. Amalgama i fiocchetti di burro alla farina lavorando con la punta delle dita e velocemente, per non scaldare la pasta, che altrimenti diventa dura e difficile da stendere: la pasta è una femmina che non conosci ancora bene e che hai desiderato a lungo, la tocchi appena per non sciuparla subito, ma ci metti la frenesia dell’attesa lunga con cui ti sei preparato. Modella l’impasto con le mani, non coccolarlo troppo a lungo, ma tienilo saldo tra i palmi aperti e forma una palla, avvolgila nella pellicola trasparente e ponila in frigo per almeno un’ora. Più lascerai riposare questa pasta femmina, più saprà ricompensarti.

Stendi la pasta sul piano di lavoro infarinato, a seconda della forma che vuoi creare usa un mattarello infarinato, le mani o i tagliapasta della forma che preferisci: nello scegliere che forma dare alla pasta, che stenderai spessa 3-4 mm, pensa agli occhi della tua donna puntanti su di te, pensa alla forma del corpo che ha lei e mettila sotto le tue mani, decoralo con tutti i vezzeggiativi di marmellata, cioccolato, granelle che vorresti vederti piovere addosso come baci. Rendi il tuo dolce la tua femmina da venerare, quindi poni in forno preriscaldato a 180° per circa 25 minuti.

 

6 commenti su “Lettera aperta al maschio 2.0

  1. 1

    “Impara il potere del calore corporeo”…
    Quante cose andrebbero meglio se tutti/e lo imparassero… :)
    Meravigliosa, come al solito!

    ps. nell’immagine c’è un particolare che farebbe assai piacere a Pantera Rozza :D

    Tam

  2. 2

    Tamara, non avevo pensato al particolare per Pantera Rozza… hai un occhio micidiale! Glielo diremo. :)
    Quanto al calore corporeo e al potere del corpo in generale ritengo che molto vada recuperato: uno sgaurdo non passerà mai attraverso un computer o uno smartphone, per quanto si possa intuirlo. Sai di cosa parlo, vero?

    P.S. Mi scuso per il refuso presente subito all’inizio della ricetta “Setaccia la farina sul piano di lavoro e accostarla” ha una r di troppo.

  3. 3

    Certo che lo so: ecco perchè non vedo l’ora di conoscerti ed abbracciarti! :)
    *io sono troppo obnubilata dall’ammmòre per accorgermi dei tuoi refusi :D

  4. 4

    Molto bello, e meritorio l’obiettivo di proporre istruzioni pratiche (di questo tenore, poi) ai maschi 2.0.
    Allora, io ci riprovo, riguardo alla connessione che mi è subito venuta in mente. Cara Silvia, il link è questo: http://www.youtube.com/watch?v=GNeFrdwBUIM
    Oltre al titolo della canzone della Vanoni, si intravede Servillo perché Rossetto e cioccolato dovrebbe essere nella colonna sonora del film, Le conseguenze dell’amore.

  5. 5

    Luna, io trovo la Vanoni una femmina geniale. Nulla di più azzeccato di questa scelta come accostamento. :)
    Grazie.

  6. 6

    me fischiaveno le recchie, donzelle. e mò capisco perché!! ;-) meno male, posso buttà il Mediflox antibiotico in gocce auricolari..