E così vorresti fare lo scrittore?

- 10 Luglio 2012

C’era una volta una lei, bella, giovane ed invincibile.
Una lei che amava forte e spaventava, ma non sapeva fare altrimenti.
C’era una volta un lui, bello, giovane ed invincibile.
Si portava addosso i colori della sua terra, le strade sterrate delle campagne sarde.
Lei voleva fare la scrittrice.
Lui voleva fare lo scrittore.
Si impastavano le vite: lui con la farina, lei al telefono con gente annoiata.
E la sera dopo l’amore, leggevano.
Bukowski. Hank. Buk.
“E così vorresti fare lo scrittore?”.
Si che lo volevano, cazzo.
Ma cosa scrivere, se c’era già chi parlava per loro?
Charles l’aveva raccontata la vita.
Aveva urlato la sua rabbia in un bicchiere, trascinato la suola delle sue scarpe lontano, cercato voracemente l’amore fra le gambe di molte.
Aveva pianto guardandosi i segni allo specchio, sognato di poter volare senza morire mai, desiderato un altro corpo e un’altra faccia, sentito la paura travolgerlo mentre si massacrava le dita sulla macchina da scrivere.
Aveva rinunciato alle certezze della vita per un tetto di stelle, puntato danaro su cavalli creduti vincenti, consegnato lettere prima che tutti smettessero di scriversi.
Aveva disperatamente cercato di essere diverso per poi scoprirsi uguale a tutti gli altri.
Aveva compreso che la vita è uno scherzo beffardo e che “se non riesci a ridere/ delle avversità insormontabili/ che tutti sopportiamo mentre/ cerchiamo di capire/ e di sapere/ allora/ sicuramente riposerai/ senza pace/ nella/ bara.”
Non si è fermato mai Hank, anche quando la malattia lo divorava e la birra non bastava mai.
Ha dato le risposte, quelle vere, a lei, a lui, a te, a me.
Loro non hanno smesso, né di scrivere, né di farsi domande e tu, non credere a quelli che ti dicono che la poesia è morta, che non vale niente.
Senza Buk sapresti come giocarti questa partita?

“ma quando un uomo sta soffrendo non pensa in modo lucido,/ va in cerca solo di guai/ peggiori./ e/ li trova.”

Charles Bukowski
E così vorresti fare lo scrittore?
Guanda Editore

 

12 commenti su “E così vorresti fare lo scrittore?

  1. 1

    Chi ama tanto spaventa, così come chi vive tanto. Figuriamoci, poi, se tutta questa vitalità d’amore vuole metterla per iscritto: a quel punto è un sognatore, se va bene, o un pazzo, se lo si vuole liquidare in fretta. Un ubriacone o un fattone, se non ci si sa esimere dal dare un giudizio di valore. Buk era tutto questo e fa incazzare perché non ci risparmia nessun pugno nello stomaco o in faccia. È il dovere di ogni buon scrittore.

    Tama’, ma quanto sei bella con tutto questo amore?

  2. 2

    @Silvia: Adesso sai perchè ti ho pensata tanto mentre scrivevo. :*

  3. 3

    È colpa di Setteperuno se ci siamo scoperte e così uguali, Tamara. ;)

  4. 4

    I poeti, le sentinelle del mondo, non si sottraggono alla guerra e all’amore. Che meraviglia, Tamara.

  5. 5

    Perché amare e scrivere sono le due uniche forme di resistenza che vale davvero la pena coltivare. Un’emozione, Tamara.

  6. 6

    @silvia @flo @gigorigo Grazie per i vostri commenti, siete di una puccioseria inaudita :D

  7. Marco tarantino
    7

    sentire la vita e la morte, sentire il dolore e il piacere, sentire, insomma, e riuscite ad estraniarsi scrivendolo. Questo fanno i poeti… bellissimo, Tamara

  8. 8

    Bello quello che ho letto…sarebbe contento pure il vecchio Bukowski credo. La scrittura è [forse] l’unica possibilità che abbiamo per evadere, per sognare o, molto più realisticamente secondo un autore israeliano contemporaneo di cui mi sfugge il nome, l’unico sistema valido per… non uccidere [a volte.]
    “ma quando un uomo sta soffrendo non pensa in modo lucido,/ va in cerca solo di guai/ peggiori./ e/ li trova.”

    Buon Cammino allora…

  9. 9

    guai peggiori, se possibile, sempre… Tam(iamo) :D

  10. Giovanni Ambrosino
    10

    La uagliona è in gamba.

  11. 11

    Vi adoro tutti, selvaggiamente! :D

  12. 12

    “Si impastavano le vite”

    Grazie.