On the Rozz #2 Karpathos | #comeback

- 24 Giugno 2012

Non sono allergico alle punture di ape.

Ecco perché, quella settimana, abbiamo potuto continuare a girare l’isola sul Booster MBK 100. Il serbatoio pieno, gli occhiali da sole, pashmina al collo contro voli radenti di api, le infradito. Soprattutto il serbatoio pieno. Sull’isola ci sono solo tre distributori ma, tranquilli, tra un giro e l’altro, su quelle quattro, cinque strade che vanno alle spiagge su cui arrostirsi, ci si passa davanti molto più spesso di quanto si possa pensare.

Sulla costa est, le spiagge più conosciute – e segnate sulle mappe – sono Kyra Panagia (che poi è quella della chiesa con la cupola rossa scolorita), Achàta e Apella. E sì, potrei scrivervene. Ma sul web ne trovate di cose. Cosa che non accade per i due spicchi di isola che mi son rimasti dentro: Damatria e Diakoftis.

Tutt’e due vicino all’aeroporto, tutt’e due da raggiungere con pazienza. Soprattutto Diakoftis, dopo uno sterrato che segue proprio la rete di recinzione dell’aeroporto.

Mai più di dieci, quindici persone.
Acqua calda, trasparente.
Damatria è più protetta dal vento, Diakoftis ha bisogno di quattro sassi sull’asciugamano.

Solo quattro sassi, e potrete: farvi morire il sale sulle labbra, aspettare il tramonto, rimontare in sella per tornare verso Amopii.

A Karpathos, dopo un po’, ogni strada diventa familiare e il blu tutto intorno – fra cielo e mare – uno stato d’animo.

E a Karpathos, una cena dopo una giornata con la pelle accartocciata dal sole fatela da Rina. È sulla strada che va dall’aeroporto verso Amopii. Senza dubbio, prendete i Makarounes. Anche se non amate la cipolla. Bevete Ouzo e brindate all’Egeo. Poi, di nuovo in sella. Tornate in camera, storditi. E fate l’amore con la finestra aperta sulla baia.

Le stelle continueranno a morire, ma felici.

 

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