Bianche e piene come una Opel Corsa

- 5 Giugno 2012

A metà della strada in salita vive, in una casa bianca con le controfinestre in alluminio color bronzo, Matilde. Se chiedete di Matilde tra i vicini vi diranno tutti che non la conoscono: Tilde, invece, è impossibile non conoscerla. Matilde l’avranno probabilmente chiamata una volta sua madre, il giorno in cui è nata, e una volta il prete sull’altare, il giorno in cui s’è sposata.

Tilde ride sempre a squarciagola gettando indietro la testa, parla a voce alta perché sia lei che suo marito sono mezzi sordi e chi passa sotto le finestre aperte di casa sua può sentire cosa racconta al telefono. Ogni Natale Tilde fa albero e presepe in giardino, esibisce luci degne di Las Vegas e statuine alte un dito, sproporzionate almeno quanto il volume del Jingle Bells che fa andare tutta la notte. Ogni estate in quello stesso cortile si trasferiscono, per un paio d’ore ogni sera, le signore del muretto: giocano a carte e a ogni primiera mancata si urlano l’un l’altra insulti da far invidia ai portuali di Civitavecchia. Tilde è la regina incontrastata delle estati di quartiere con il suo sedere enorme, le gonnellone colorate a pieghe, la passione per il ballo liscio, per le zucchine ripiene e per le crostate di frutta.

Tilde è l’unica delle signore del muretto a guidare l’auto e ha capacità magiche: riesce a caricare quattro grossi sederi nella sua Opel Corsa bianca del 1995 e a portarli tutti a festeggiare al centro anziani senza schiacciare le cibarie che viaggiano con loro. Nessuno è mai stato capace di fermare la sua Opel in corsa. Quando passa lei tutti fanno largo, è inequivocabilmente il terrore e la padrona incontrastata delle curve e della retromarcia con grattata. Il passo ha dovuto cederlo solo una volta a me, quando sono riuscita a cucinare delle meringhe grandi e bellissime mentre a lei o bruciavano o si liquefacevano. Se mi parla ancora è solo perché ha uno spaccio segreto di cetrioli e pomodori con l’orto di mia madre.

Ingredienti per 8 persone

–  4 albumi d’uovo (150 g)

–  300 g di zucchero

Mettete gli albumi, senza alcuna traccia di tuorlo, in un recipiente dal fondo arrotondato. Gli albumi sono signore diafane che aspettano solo un nido in cui accomodarsi sicure per mostrare tutta la propria vanità e il recipiente dev’essere per loro come vorreste che fossero le mani di un uomo per il vostro sedere. Unendo un terzo della quantità di zucchero indicata, montate con l’aiuto di una frusta elettrica: vedrete gli albumi prima liquefarsi a tanta dolcezza, poi iniziare a gonfiarsi e addensarsi, a quel punto ascoltate il loro chiedervi “Ancora!” e unite la metà dello zucchero rimasto, continuate a far girare loro la testa fino ad otterrete una neve fermissima.

Incorporate quindi tutto lo zucchero rimasto mentre continuate a montare, usate la stessa delicatezza che scegliereste per accarezzare il vostro uomo in un pomeriggio di pioggia. Trasferite il composto in una tasca da pasticciere e premetene dei piccoli mucchietti depositandoli sulla placca rivestita di carta da forno. Donate a questi mucchietti un’aria sbarazzina con un ricciolo qui o una dentellatura là e intanto cantate canzoni d’amore facendo ondeggiare appena appena le braccia e imponendo movimenti sinuosi ai polsi.

Ponete in forno già caldo a 80° o 90°, e lasciate cuocere per circa 2 o 3 ore tenendo lo sportello socchiuso: le signorine bianchissime che ne usciranno vanno fatte asciugare a fuoco lento, come ogni smorfiosa che merita una lezione. Fate raffreddare bene le meringhe prima di staccarle con delicatezza, barate e rompetene una fingendo che sia per caso, poggiatela sulla lingua e schiacciatela appena contro il palato: si sfalderà e sentirete sciogliersi una nuvola leggera e zuccherina sul fondo della gola.

Le meringhe sono il perfetto accompagnamento per le chiacchiere tra amiche davanti a un tè, quando si sa che la femminilità, gli uomini, lo shopping e gli amori saranno i protagonisti.

 

6 commenti su “Bianche e piene come una Opel Corsa

  1. 1

    Quando leggo di te, del mondo che ti gravita attorno e che sai accarezzare mi vengono in mente le donne di Fellini.
    E questa canzone qua. http://youtu.be/zH18_dZIYOE
    Sei incredibile.
    Tam

  2. 2

    Io non so se qualcuno mi abbia mai fatto un complimento così.
    Se anche fosse successo, Tamara, o io non l’ho percepito altrettanto forte o loro non si sono mai tanto avvicinati al mio immaginario. Quella sorprendente sei tu.

  3. 3

    C’è un refuso nel post, per il quale mi scuso.
    Doveva suonare, chiaramente, così “continuate a far girare loro la testa fino ad OTTENERE una neve fermissima”.

  4. tellheryousawme
    4

    I tuorli mica buttarli. Ne viene una crema che chiede tanta panna fresca e anche un po’ di burro. Zucchero pochissimo, perché quando ci tufferai le bianche signore sarà lo zucchero loro il dolce che basta, e che non ammette concorrenti.

  5. 5

    Quella crema di cui dici, tellheryousawme, le bianche signore la vogliono preparata da sapienti mani d’uomo. ;-)

  6. Carlo Pinchi
    6

    Silvia!!!! Sei insuperabile!!! Devi assolutamente pubblicare un romanzo, ormai è ora, non puoi più tirarti indietro, sei troppo brava.