Nuovo studio | Seconda parte

- 9 Maggio 2012

Rosella

Ma forse lui ora mi guarda troppo da vicino per vedermi, pensavo. Come se fosse una frase intelligente, una sentenza illuminata. Quel che volevo dire era chiaro, era una questione di distanza: era come se avessimo appena colliso e non riuscissimo a metterci a fuoco, perché eravamo ancora uno addosso all’altra.

In effetti ero inciampata in lui mentre mangiava un panino. Ma adesso ero sveglia nella mia stanza in cui c’era appena un po’ di luce, mentre lui di certo ancora dormiva nella sua stanza buia. Non so perché ne fossi convinta, ma sapevo che ero il tipo di donna che si sveglia prima e prima che si svegli lui ha già fatto tutto quello che va fatto. Non mi stupisco mai per l’anticipo che mi prendo senza rendermene conto. È che sono brava, bado alle cose. Salvo i miei file con calma, sul disco e su una memoria esterna. Non ho paura di dimenticarmi di farlo. Infilo una matita dietro la nuca per tenere fermi i capelli ‒ appena più crespi di come li sognavo da bambina ‒ e sono pronta. Faccio colazione con un’arancia e della pizza, se è il caso; le imperfezioni della mia pelle non le copro mai; forse la linea delle mie sopracciglia è troppo spagnola. Tutto quest’ordine mi viene naturale, come mi è naturale non soffrire il freddo, bere il caffè al mattino, fare pipì.

Ero praticamente vestita che ancora non erano le sette. Avevo già messo il portatile bianco nella borsa di tela. Lui sicuramente stava ancora dormendo e gli facevano male le braccia. Avevo voglia di accendere la radio, immaginare di svegliarlo e fingere di non averlo fatto apposta. In realtà volevo solo riempire un po’ il silenzio della casa, ma al tempo stesso non volevo che i miei pensieri scappassero, si dileguassero lungo un disordine come quello che si genera cercando di ricordare il titolo di una canzone o il nome della giornalista che conduce quel dato programma per poi finire a farsi ossessionare dal jingle delle pubblicità; io avevo un ordine di pensieri che dovevo ribadire, conoscere a memoria, non dovevo avere dubbi.

C’era un buon profumo in casa: erano le arance, i vestiti lavati, le spezie ben conservate che attraversavano strati di legno come un fascio di protoni attraversa altra materia. Misi la gonna, provai diversi maglioni. Mi guardai allo specchio e non dissi ok i miei vestiti, no, dissi ok i miei pensieri, sono certa di loro, sono ciò che sento realmente, li prefiguro nella mia testa, li ripeto fedelmente. E poi la mia vita, pensai, e dovetti guardare dalla finestra come se comprenderla fosse legato alla constatazione di milioni di particolari reali, viventi, fuori di lì: due uccellini che si staccano in volo dalla ringhiera di un balcone, le cime delle piante mosse dal vento, il rumore di un autobus, un riflesso di sole su una guarnizione di alluminio.

I miei pensieri, le cose del mondo, io che faccio parte di qualcosa di reale. Lui mi guarderà, forse un po’ troppo da vicino, pensai, quando tra due ore ci sarà il rito del caffè, nel bar accanto allo studio, e il mio capo e il suo si sfideranno a offrire la colazione a tutti. E chissà se lui avrà la camicia o una salopette da pittore.

 

Un comment su “Nuovo studio | Seconda parte

  1. 1

    Bibi, l\’ho gie0 detto ad altri che hanno il tuo stesso atmaggietento e lo dico anche a te. Non credo che abbia senso venire qui a polemizzare in modo fine a se stesso. Non ha alcun senso se non perdere tempo. Altro non ne ha. A meno che tu non ti diverta in questo modo ma noi abbiamo altro di cui occuparci. Come ad esempio costruire un Movimento al quale tu non aderirai mai dal momento che ci disprezzi, al punto tale da considerare un complimento il fatto che io ti dica che appunto non ne farai mai parte.Ma allora, mi domando: cosa vieni fare qui? Ci sono altri siti per perdere tempo, vai da Galatea, da Lameduck, da Chiara di Notte, da Giosby ecc. ecc.Quelle sono contente, poi gli dici pure che siamo una massa di stronzi sfigati e loro sono ancora pif9 contente Punto. Come te lo devo dire? E\’ abbastanza chiaro come messaggio, mi pare. Vuoi insistere? Non ce ne facciamo nulla di maschietti come te che vengono qui per il puro e semplice gusto di sfrucugliare o di provocare.Vai da Galatea, vai, o da chi per lei, e parla male di noi (o del sottoscritto), mi raccomando