Muffin bicolori

- 8 Maggio 2012

L’ambientazione, prima di tutto: vi invito a pensare a piovose e grigiomarroni distese di campi nell’estremo nordest, levatacce alle sei e mezza della mattina per prendere la corriera delle sette e venticinque per andare a scuola e un paesino sperduto di duemila e pochi abitanti poco lontano da una cittadina che si attraversa a piedi in venti minuti scarsi.

Ora, la situazione: avete vent’anni, che un karma leggermente avverso vi ha fatto trascorrere per la maggior parte in quel paesino. In una domenica pomeriggio più grigiomarrone del solito, il vostro sogno di preparare degli invitanti muffin al miele e mandorle si infrange contro la data di scadenza delle uova in frigo: inesorabilmente, dolorosamente già passata. L’alternativa è la sistematica rilettura degli arretrati di Gente di vostra nonna, che di sicuro non vi faranno passare la fame, e ancor più certamente vi ispireranno un sentimento di sfiducia verso la natura umana che neanche un barattolo da tre chili di Nutella potrà lenire: vi serve, quindi, un Piano B – o, in altre parole, una ricetta che si possa preparare con il poco che c’è in casa.

In sintesi, dunque, ecco qui i motivi per cui questi muffin non vi faranno rimpiangere il non esservi rinfrescati la memoria sulle recenti traversie di Belen Rodriguez e Paola Barale (o chi per loro):

1) Sono facili e veloci da preparare.

2) Sono molto, molto, moltomoltomolto buoni.

3) Sono belli. Dai, guardateli, non sono carini? Non so voi, ma a me dei dolcetti sia belli che buoni non erano mai riusciti prima, e raramente ne ho preparati poi.

4) Sono l’ideale per trasformare il tedio della domenica pomeriggio in una pioggia d’ammmore, abbracci e cuoricini. Vostra madre li adorerà, perché non ha mosso un dito per prepararli, e vostro padre li adorerà perché – diciamocela tutta – non c’è papà al mondo a cui non piaccia riempirsi di dolci, e i vostri amici li adoreranno perché non c’è nulla di più bello al mondo che sedersi a un tavolo e fare quattro chiacchiere davanti a un dolce e a una tazza di tè. E voi li adorerete, un po’ come Gollum adora il suo tessssoro, perché sono la cosina più carina che sia mai uscita dal vostro forno a memoria d’uomo, specie se avete vent’anni e non avete mai preparato nulla di più complesso di una pasta al sugo. (*)

In sintesi ancor più sintetica, eccovi la ricetta:

  • Mescolate 250g di farina, un sacchetto di lievito per dolci e 120g di zucchero in una ciotola, in una seconda terrina, mescolate 30g di olio, 250ml di latte scremato e un aroma a vostra scelta (potete scegliere tra il rum, il rum, e il rum: vi assicuro che vaniglia e scorza di limone non rendono altrettanto bene).
  • Unite i due composti, ed impastate bene. Dividete, poi, l’impasto in due metà, ed aggiungete ad una di queste circa due-tre cucchiai di cacao in polvere (il mio motto, personalmente, è non ce n’è mai abbastanza).
  • Versate l’impasto in uno stampo per muffin imburrato: fate un primo strato con il composto chiaro, e poi versateci sopra quello al cioccolato. Per creare l’effetto marmorizzato che vedete nella foto, amalgamateli con uno stuzzicadenti.
  • Cuocete per circa 20 minuti a 180°, lasciate raffreddare e servite. Ripetete la domenica successiva, se necessario, aggiungendo delle noci all’impasto per aumentare il livello di golosità.

(*) Disclaimer: Non sono davvero così imbranata. So preparare anche l’amatriciana, e la carbonara, e la pasta al forno: son soddisfazioni, eh.

 

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