Le ragazze del mur(ett)o

- 1 Maggio 2012

Tersilia è una donna robusta, tinge i capelli, corti e arricciati con i bigodini, di un colore castagno per sminuire i suoi settanta (e qualcosa?) anni, ma le rughe sul viso e le mani tozze e ruvide la tradiscono. Così come tradiscono una vita spesa a lavorare con le mani: Tersilia ha sempre fatto la cuoca nelle mense aziendali, straordinari compresi. Terza di tre figli porta la sua posizione nel nome, ma deve aver ascoltato in televisione che Tersilia deriva dal latino allora si vanta raccontando che avevano scelto apposta per lei un nome nobile, apposta per la luminosa bellezza evidente fin dalla culla. Ovviamente Tersilia non sa riferire quella storia che il nome deriva dal latino, accorcia un po’ i riferimenti culturali e ricama attorno ai dettagli della sua nascita regale: oltre che cucinando, Tersilia ha speso la vita raccontando i fatti di tutto il quartiere e negli anni ha affinato la propria arte dell’invenzione.

Nelle sere d’estate si radunano, a sedere lungo il muro sulla strada sotto casa sua, le anziane che abitano nella via, portando ciascuna la propria sedia. La strada è leggermente in salita e la casa di Tersilia è quella posta nel punto più in alto, il punto di osservazione ottimale per tenere d’occhio chi entra e chi esce dalle case, le macchine che passano, i baci che i giovani rubano alle fidanzate riaccompagnandole a casa. Le signore schierate in formazione compatta lungo il muro, coi piedi distesi in avanti e sovrapposti, sono donne posate nei modi, ma fanno andar la lingua e perdono le staffe solo quando c’è da fare a gara su chi è la più brava a stirare, a fare la spesa o a cucinare.

Tersilia l’ha avuta vinta su tutte una volta per tutte anni fa, quando è riuscita a spacciare una propria ricetta di una semplicissima torta margherita come ricetta mantovana che lontane parenti preparavano per allietare i tè serviti in casa loro. La provenienza dal Nord fece il resto e ammantò tutto di borghesia e servizi d’argento perfettamente lucidati. Tutte le donne della via, anche le più giovani, hanno provato a realizzare almeno una volta la Torta Mantovana di Tersilia con tutte le maiuscole al posto giusto.

Ingredienti per una torta del diametro di 22 cm

  • 4 uova (di cui 2 intere e 2 solo albumi)
  • 175 grammi di zucchero
  • 175 grammi di farina
  • 120 grammi di burro
  • 100 grammi di mandorle sgusciate
  • ½ bustina di vanillina
  • ½ bustina di lievito per dolci
  • zucchero a velo per spolverare

Il guscio liscio e fragile delle uova romperlo con cura e separare i tuorli dagli albumi facendoli danzare tra le mani come se l’amore, in quel momento, stesse pizzicando i vostri fianchi con la punta delle dita.

Gonfiare i quattro tuorli d’uovo con lo zucchero con la stessa disinvoltura con cui Marilyn Monroe lascia che la sua gonna si gonfi al soffio d’aria in Quando la moglie è in vacanza, quindi dare un’ampia gonna a pieghe anche a due albumi montandoli a neve.

Lasciare che il burro perda la sua fredda rigidità a bagnomaria lentamente, che mollemente sprigioni l’odore che avevano le cucine delle nonne sature, in estate, di pelle esposta al sole. Quando il suo bollore si sarà spento, unirlo ai tuorli voluminosi, di un giallo intenso alternandolo con la farina arricchita del lievito e della vanillina e sorridere al naso che si sporca di polvere bianca, agitare in aria le mani, tornare bambini. Dar tregua ai ricordi e al composto incorporando la delicatezza spumosa degli albumi e versare il composto, morbido e odoroso, in una teglia dai bordi alti: incantarsi a guardare le onde che fa posandosi sul fondo per poi dilagare a occupare tutto lo spazio a disposizione, pensare che fareste volentieri anche voi lo stesso con quella persona che vi piace tanto e avete conosciuto poco tempo fa. Abbondare sulla superficie della torta con le mandorle sgusciate, evitare di resistere e portarne qualcuna alle labbra, farla scivolare, liscia e chiara, fino alla lingua senza morderla subito, avvolgerla per poi affondare i denti e sentirla deflagrare.

Il forno, raggiunti i 180°, attende di far sua tanta dolcezza per una trentina di minuti: la farà crescere fino a renderla croccante fuori e soffice dentro, la preparerà per incipriarsi con una vezzosa spolverata di zucchero a velo.

 

9 commenti su “Le ragazze del mur(ett)o

  1. 1

    Le tue ricette sono esperienze di vita, storia, segreti bisbigliati in un angolo.
    Grazie! :*
    Tam

  2. tellheryousawme
    2

    Va a finire che mi do ai dolci ;-)

  3. 3

    @Tamara, troppa amore ma non per nulla. E reciproco.
    @tellheryousawme, io poi a cosa mi darei?

  4. 4

    Le tue parole rimandano ai profumi dell’estate, al fresco refrigerio dato dall’ombra delle piante che in quell’angolo, vicino a quel muretto, ascoltano da anni racconti, commenti, discussioni, ricette, leggende di fidanzamenti impossibili e dolci ricordi di persone che non ci sono più.
    Grandissima Silvia, mi sono commosso!
    Ciao!

  5. 5

    @Carlo, tu sai che tutto questo, in qualche forma, esiste.
    Quante fidanzate hai avuto tu secondo Tersilia&Co?
    E io? Almeno un mazzo per volta, uomini come tulipani. :)

  6. 6

    Cara Silvia, mi sembra proprio di vederla Tersilia… tanto l’hai dipinta bene! E che dire dei pizzichi ai “rotoli” sui fianchi? Ora che ci ripenso mi metto a ridere e mi prende la voglia di stringerli fra le dita!

  7. 7

    @Marco, un consiglio: non stringerli mai troppo forte, pizzicali leggermente o ti sfuggiranno presto sotto le dita. Trattali come faresti col burro da ridurre in fiocchi per preparare una frolla. :)

  8. Alicefelice
    8

    Vien voglia di andarla a trovare, la Tersilia, e di uscire a comperare tutti gli ingredienti per preparare la torta, anche di notte. Grazie!

  9. 9

    @Alicefelice gli ingredienti, come avrai visto, sono essenziali: più o meno tutti potremmo averli in casa in ogni momento e le mandorle potrebbero essere sostituite con scaglie di cioccolato o pinoli o noci e… quello che hai a disposizione o la tua fantasia ti detta! :)
    Se vuoi conoscere Tersilia ti accompagno volentieri. :)