George Harrison. Living In The Material World

- 10 Maggio 2012

Quando su facebook andavano di moda i test tipo “che snorky sei?” (sembra un secolo fa, vero? Che nostalgia), al “che Beatles sei?” ero risultata essere George Harrison. Ovvio: schivo e meno considerato di J&P, ma alla fine il più figo di tutti. Ah ah.

Identificazioni personali a parte, come si può negare l’evidenza? George era caruccio, stiloso, intellettuale, connesso con l’altrove, ed era quello tra i Fabs che scriveva le canzoni più pucciose. Evidentemente il mio amico Martin condivide, visto che ha celebrato il cinquantesimo anniversario del primo singolo dei Beatles con un film-evento (nei cinema solo per un giorno. Indovinate nella città di chi non è stato proiettato? Bravi. Poi dice che uno…) che anche basta coi documentari su Lennon (con tutto il rispetto per carità, John è sempre John), parliamo un po’ (tanto: 3 ore) anche di quest’omino tranquillo tranquillo che oh, non avrà scritto Lucy In The Sky With Diamonds ma ingrippato con l’India e il sitar e i Maharishi com’era vuoi che non abbia dato il suo porco contributo a quei gran trip psichedelici? Il mio amico Martin lo sa e gli rende giustizia.

Pure troppo. L’effetto-santino c’è, diciamolo: quando la moglie racconta il momento in cui “ha lasciato il suo corpo. Non ci sarebbe stato bisogno delle luci per filmarlo. Ha illuminato la stanza”, ti viene un po’ da reagire con un Se, vabbè. Però anche un po’ con un Oh che bello, la stanza che si illumina e l’anima di George che si libra sorridente intonando “Here Comes The Sun”… Potere all’immaginazione Peace & Love Flower Power Hare Krishna Hare Hare e p.s. Ringo che si commuove è tenerosissimo.

George Harrison. Living In The Material World
Regia Martin Scorsese
Anno 2011

 

2 commenti su “George Harrison. Living In The Material World

  1. 1

    Ecco io voglio un film su Ringo invece. Da vivo. Io nel test su fb uscivo inequivocabilmente Ringo.

  2. 2

    Ringo rocks!