Di queste vite | Christian

- 8 Maggio 2012

Christian è un bambino.
È un pesciolino troppo piccolo per la scuola elementare, ancora nuota nella materna.
È pieno di capelli ricci in testa. Boccoli duri che sembrano inamidati, e chili di merendine e caramelle sopra i fianchi.
Ha gli occhi castani, ma di un castano che più bello al mondo non ce n’è.
Certe notti non riesce a dormire. Si mette col gomito sul cuscino e la mascella nella mano, e chiede alla mamma:
“Ma papà è in America?”
“No, amore mio.”
“E dove sta?”
“Qui, in Italia”.
“E perché non viene qua?”
“Papà ha da fare. Un giorno verrà”.

Christian non vuole le lacrime della mamma. Lui vuole sentire la storia che ha già raccontato ai suoi compagni di banco.
Vuole ascoltare mille volte che il suo papà è andato in America per fare l’astronauta, e prima o poi andrà sulla Luna. E lui guarda nel cielo se già si vede qualcosa.
Ma non è tra le stelle che il padre cerca i suoi sogni, perché gli basta una siringa per viaggiare, e viaggiare. Non è stato capace di regalare una favola ad un figlio al quale non ha regalato nemmeno un cognome.

“Ma un giorno mi verrà a prendere a scuola come tutti gli altri papà?”
“Certo che ci viene”.
“Ma è bello? Mi somiglia?”
“È il più bello di tutti. Come te. Uguale uguale.”

Christian da grande vuole fare l’Uomo Ragno. Se gli chiedi come fa, ti mostra le ragnatele ai polsi. E si arrampica, s’inerpica, combatte, e sconfigge tutti i cattivi del mondo, che per fare quello un papà non serve mica.
Ha già la maglietta, dell’Uomo Ragno. Per il resto è convinto che lo diventerà da grande: basterà solo crescere un altro po’.

La mamma ogni tanto gli presenta un fidanzato.
Lui se lo scruta, gli si avvicina, e fa:
“Sei tu, il mio papà?”
Quello di solito si vergogna un po’ e non sa proprio cosa rispondere. L’ultimo però ha preso la palla al balzo:
“E tu vuoi essere mio figlio?” gli ha chiesto.
“Magari!” ha detto Christian con gli occhi affacciati sul mondo. Ha incominciato a crederci:
“Mi accompagni alla Festa del Papà?”, gli ha chiesto, perché l’ultima volta al nonno gli è venuta la febbre e non è andato con lui a scuola a fare formine con la pasta di farina e sale.
Ma lui si è infilato tra due papà in prestito con la bocca a spicchio di luna e le formine le ha fatte lo stesso. E quando scattavano le foto ai bambini con i loro papà, si è rifugiato in bagno, che proprio proprio gli scappava.

Quando esce da scuola con la mamma per mano, si affaccia tra le macchine parcheggiate sollevandosi sulle punte dei piedi, per vedere se gli riesce di avvistare una faccia di quelle che di solito non vede mai là davanti, ma le conosce sempre tutte. Allora corre verso il camioncino dei gelati e urla:
“Fragola e pistacchio! E un chilo di panna!”
L’uomo del ghiaccio si rigira il cappellino con la visiera sulla nuca e gli para il palmo della mano dritta davanti:
“Batti cinque”.
“Cinque”, fa lui, con la mano veloce come un lampo.

Seduto sulla panchina a riguardarsi quel ben di Dio davanti, ha chiesto più di una volta alla mamma:
“Perché non ti sposi quello dei gelati?” immaginandosi come potrebbe essere la vita avendo a disposizione una delle cose più belle al mondo ogni giorno sotto casa sua.
“Perché poi ingrassiamo” ha scherzato la mamma che sta quasi sempre a dieta.

L’altra notte Christian s’è fatto coraggio e ha chiesto alla mamma:
“Ma perché se mi vuole così bene, papà non viene da me?”
La mamma gli ha messo una mano sulla pancia e gli ha detto:
“Papà è scappato perché s’è spaventato”.
“Perché, ero troppo brutto?”
Lei si è sganasciata dalle risate e lo ha rincuorato:
“Ma tu sei il più bello dell’Universo. È che lui ha avuto paura di non farcela a fare il papà”
“E tu diglielo che se ha paura ci penso io a difenderlo. Io sono l’Uomo Ragno!”
E si è addormentato pensando di arrampicarsi su un grattacielo che pende dalle nuvole.

 

3 commenti su “Di queste vite | Christian

  1. 1

    complimenti!!! è una storia bellissima…

  2. 2

    che bella, un modo per sorridere di fronte a un dramma…

  3. Alessandra
    3

    Mi avevano detto che era una storia molto bella e toccante, che qualche lacrima sarebbe scesa, che qualche sorriso avrebbe compensato. Una stretta al cuore e allo stomaco che servono a rendere più sensibili le persone incapaci di esserlo …poverine!!! … e un pensiero dolce anche per chi …purtroppo… ci si rispecchia. Grazie …1.000 volte!!! :-)