Le radici di Viola | Seconda parte

- 11 Aprile 2012

È la nostra vita,il nostro mestiere. Niente feste comandate, niente giorni di chiusura, al massimo qualche giorno di magra. Arrivi nel cuore della notte, manovre millimetriche per le diciotto ruote del rimorchio. Scarichi il camion, costruisci l’attrazione – e pronti, via. Qualche giorno di colori folla e rumore, poi si smonta tutto e si riparte con la carovana: altra fiera, altre facce, stessa musica.

Siamo sempre noi, ci ritroviamo di piazza in piazza. Alcuni ci chiamano la Gente del Viaggio; siamo giostrai da generazioni, anche se i più fanno prima a dire zingari.

Io sono nato a Rieti, non in qualche angolo estraneo del mondo. Registrato all’anagrafe italiana come i miei fratelli, le mie sorelle, mio padre, mia madre – tutti noi, insomma. Siamo sinti, facciamo i mestieri dello spettacolo viaggiante, non siamo ladri né truffatori: vendiamo qualche momento di festa, tutto qui. Poi ce ne andiamo.

Non lasciamo il cuore da nessuna parte, perché il nostro cuore è la strada.

È una spinta che non ha freno, come il vento che non puoi fermare con la forza di volontà: fa tutto da solo.

La mia famiglia ha cambiato tanti mestieri della festa, ma non ha mai smesso di viaggiare. Mio nonno le spingeva a mano, le giostre, che l’energia elettrica costava troppo cara e toccava fare tutto con i muscoli.

Prima della guerra avevamo le montagne russe di legno, quelle senza inversioni: a quei tempi, i vagoni che correvano giù in picchiata erano già un vero e proprio miracolo. Poi abbiamo avuto il trenino, due autopiste, i seggiolini volanti con le catene costellate di lucine viola e blu, l’ottovolante e oggi il Tagadà.

Bisogna accarezzare le “macchine”, volergli bene. Bisogna spaccarsi la schiena per montarle e smontarle, e tenerle sempre a lucido. Sono la nostra vita, senza di loro non si mangia.

Sono vanitose, le giostre.

Si lasciano guardare, ammiccano sogni, fanno i dispetti. Certe volte ci fanno sentire potenti, capaci di sfidare la natura, accarezzare il cielo, e poi ci riportano giù senza pietà.

 

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