Giacomino, poi | Seconda parte

- 9 Aprile 2012

Perché io e Giacomino ci si capiva al volo, e anche quel giorno maledetto bastò guardare fuori e poi guardarci in faccia per decidere che era una giornata da mare: cosa ci stiamo a fare in paese con un sole del genere? E così durante l’ora di Scienze smessaggiamo con Lucio, Sara e la Rosy e alle tre siamo in piazza belli pronti, e Giacomino fa salire Sara e la Rosy con lui sullo scooter, e io e Lucio gli andiamo dietro in bici, che tanto così carico va come una lumaca, e infatti non ci stacca nemmeno. Arriviamo sulla spiaggia e la Rosy in costume è meglio di tutti i gol del mondo meno uno, ma i suoi occhi non mi incrociano mai: o lo fa apposta o sono trasparente, penso, e va bene che io non sono tutta questa bellezza (sono più basso di lei e ho gli occhi marroni, che se c’è una cosa al mondo che fa poca bellezza è avere gli occhi marroni), ma insomma, dicevo, qualche occhiata di sfuggita potrebbe anche scapparle, no? Facciamo il bagno poi ci sdraiamo al sole e Giacomino per scherzo slaccia il reggiseno di Sara, e si ride come deficienti, e a me mi viene da pensare meno male che siamo arrivati noi su questa spiaggia, sennò cadeva in depressione, così sporca e abbandonata, piena di rami e di sacchetti, soltanto qualche pensionato a fare cruciverba e a ronfare sotto l’ombrellone, e un paio di gabbiani spennacchiati che se ne stanno sulla riva a petto in fuori ma non fanno paura a nessuno.

La Rosy ha portato pure la musica, un lettore mp3 con due casse minuscole che però pompano che è una bellezza e insomma qualche vecchietto lo svegliamo, e Lucio dice ragazzi facciamo piano, che lui è capace di aver fifa anche di questi tre ciucciadentiere con i pantaloncini e la pelle del corpo di due misure più grandi. Ma si può? Questa è una spiaggia libera, gli dice Giacomino, e allora DANCE!

La Rosy applaude e si mette a ballare e io la fisso imbambolato, quanto è bella, e l’ombra del suo corpo si sdraia e si dimena sopra il mio, e mi fa venire la pelle d’oca dal piacere. Quando finisce di ballare e si rimette giù penso che di lei mi piace proprio tutto: come si muove, il modo che ha di ridere, perfino quei brufoli che le spuntano dal costume, proprio lì, che ce li ha anche Sara. Forse hanno a che fare con l’adolescenza quei brufoli: a noi ragazzi vengono sulla faccia, alle ragazze lì.

Dopo facciamo un altro bagno e giochiamo a pallavolo in acqua, e Lucio colpisce per sbaglio un pensionato e diventa minuscolo e viola, ma il pensionato se la ride e ci lancia il pallone con una battuta niente male, e il sale sulla pelle e il sole cominciano a bruciare ma figurati se ci siamo portati la protezione. Quando usciamo dall’acqua alla Rosy arriva un messaggio e lei e Sara ridono come due sceme, poi si mettono a confabulare sottovoce e io torno verso il mare perché non mi va più di stare lì, e con la scusa di togliermi la sabbia dal costume mi allontano e faccio qualche bracciata a stile, così magari mi si allungano i muscoli delle gambe, che per gli occhi non posso farci niente, ma qualche centimetro d’altezza forse lo posso anche rimediare.

E chi ci pensava in quei momenti che Giacomino si sarebbe sentito male. Era tutto normale, come doveva essere: il sole che bruciava, l’acqua fredda ma ti ci abituavi, i pensionati con la penna in mano e la Rosy che non mi filava.

 

Un comment su “Giacomino, poi | Seconda parte

  1. 1

    Con poche parole hai descritto un mondo e un’età. Non vedo l’ora di leggere il seguito.