Folie à deux | Terza parte

- 22 Aprile 2012

Un mattino, dopo aver accompagnato la figlia a scuola, incamminandosi verso casa Laura nota una scritta enorme sul muro della scuola: ‘Lucrezia dove vai se pompini non ne fai?’

Osserva la scritta assorta, con la consueta disinvoltura scrolla la frangetta e, insieme a lei, ogni sorta di risentimento.

Il mondo è popolato da idioti e l’idiozia mi scivola di dosso.

Torna a casa barcollando, non si accorge di come quella scritta abbia agitato il colmo e raggiunto il limite.

Laura si lascia andare al consueto riposino pomeridiano ma si sveglia in angoscia. Non le capitava da quando era morta sua madre. Passa di continuo dal sonno alla veglia accompagnata da parole oscene e da un’ansia che non capisce. Si sforza di non pensare, si alza e si trucca. Le gira la testa.

Sarà la menopausa che inizia il suo strazio. Dio com’è stupido il corpo.

Si veste, non dice nulla a Lucrezia e tenendosi al muro scivola con lei fuori di casa decisa a non rinunciare alla sua manicure. Qualche passo incerto e la testa prende a girarle di nuovo.

“Lucrezia, mi sa che ho l’influenza, mi sento strana. Ce la fai ad andare da Loretta?”

La ragazza sgrana gli occhi. Non è mai uscita da sola.

“Se rimandiamo dobbiamo pagare ugualmente, è troppo tardi. Dille di farti le french e che poi passo a pagare.”

Torna a casa e piomba sul letto. Dorme svegliandosi di continuo; pensieri minacciosi che le parlano di pompini e fallimenti agitano i suoi risvegli, sogna strane persone condensate tutte in una che parlano con la voce della madre, si vestono come la figlia e camminano con le sue scarpe.

Lucrezia è spaventata, non è certa di ricordare dove si trovi il negozio. Sbaglia strada due volte, poi infila quella giusta; sente le gambe tremare, il cuore le prende a battere forte quando scorge in lontananza l’insegna dell’estetista. L’ultima canzone di Noemi alla radio, i discorsi di Loretta sul sole, sulle nuvole e sugli smalti di ultima generazione, lei lì da sola con le sue unghie limate a nuovo.

Tornando a casa cammina leggera, canticchia la canzone di Noemi, strappa alcune foglie dal cespuglio di una fioriera e si mette a spezzettarle senza pensieri mentre i suoi piedi giocano ad evitare le pozzanghere sul marciapiedi.

Trova la madre chiusa in camera, al buio.

“Mamma, ma lo sai che se anche qualche volta vado fuori da sola ce la faccio?”

“Certo che ce la fai ma non è forse più bello fare le cose insieme?”

“…”

“Mettiamo un film, cosa dici? La Hepburn ci tirerà su di morale.”

Laura si addormenta dopo le prime immagini, la figlia rimane lì in silenzio, con una strana sensazione nella pancia, un misto di colpa e desiderio. Non ha mai trovato simpatica Haudrey, la sua eleganza non la inganna, ha sempre sospettato che soffrisse di una malinconia senza tempo e a lei la malinconia non è mai piaciuta. Ma non sa bene cosa pensare, trova le sue idee poco affidabili, guarda il film fino alla fine e per un momento lo crede delizioso.

Prepara la cena, sveglia la madre con delicatezza e la aiuta ad alzarsi.

“Così facciamo le prove per quando sarò vecchia.”

“Tu non sarai mai vecchia, tu non morirai mai.”

“Amore, ho solo un’influenza, riserverei questo argomento al giorno in cui indosserò la mia prima dentiera.”

 

Un comment su “Folie à deux | Terza parte

  1. 1

    non vedo l’ora di vedere come finisce.