Folie à deux | Prima parte

- 8 Aprile 2012

Laura e Lucrezia somigliano alle scimmie Rhesus di certi esperimenti di Harlow. Sceglierebbero senza esitare la madre di panno soffice che offre conforto, a quella in fil di ferro che fornisce nutrimento. Si attaccherebbero decise al pupazzo accudente che non appena lo avvicini tira fuori gli spilli. A loro piace la fusione, quella simbiotica che non cambia la qualità della rabbia e lascia appagati.

Indivisibili, annodano dipendenza e complicità mettendo alla porta l’umanità, invidiosa e opportunista. Con un delizioso rovesciamento del reale salvaguardano la loro eccellenza convinte che il mondo tutto sia da scartare.

Indossano sempre un broncio altezzoso per difendersi dagli sguardi esterrefatti dei passanti che, negli anni, vedendole sempre insieme, incipriate ed eccentriche, hanno preso a provare pietà per quella strana coppia che pare avvolta in una placenta ben chiusa. L’idea che i passanti le guardino impietositi non le sfiora, certe che si tratti di invidia.

Ogni mattina le si può incontrare, un po’ prima delle otto, alla pasticceria Rossini. Stanno sedute al tavolino d’angolo accompagnate da una smorfia sprezzante rosso Dior disegnata a cuore. Lucrezia ha gli occhi dolci e un viso rotondo a cui il tedio dell’adolescenza dona un’aria vagamente altera. Un’allure autistica inquieta i suoi tratti: fermandosi allo sguardo verrebbe l’ardire di avvicinarla ma il resto del viso se ne sta immobile, difende gli occhi dolci come un cane da guardia; zigomi guerrieri fanno da schermo allo sguardo regale, la bocca inespressiva respinge l’attrazione irresistibile che gli occhi diffondono pescando dall’anima, non si sa con quale residuo di autonomia.

Laura avrebbe voluto chiamarsi Lucrezia, così ha chiamato Lucrezia la figlia.

Laura è avanti mille vite, la sua cotonatura, tanto alta da confondere capelli e paesaggio, lo testimonia. Ha scelto il nero come colore di capelli, nero seduzione senza attenuanti. A impreziosire la sua immagine le ciglia finte molto folte, un neo vicino alle labbra, tacchi vertiginosi, calze con la riga e tailleur sciancrati.

 

Commenti chiusi.