Un meraviglioso declino, ovvero perdere gravità

- 28 Marzo 2012

Un meraviglioso declino è un titolo che mi fa pensare a due cose: le stelle cadenti e i fuochi d’artificio. Pensateci. Le stelle che cadono e i fuochi che esplodono danno spettacolo nel momento in cui stanno per esaurirsi. Nel disco non ci sono né stelle cadenti né fuochi d’artificio ‒ le cose giuste ‒ ma che cambia? È quello che arriva, no? L’idea di una fine imminente e meravigliosa.

Quindi per me Un meraviglioso declino cominciava bene fin dal titolo. Poi ascolto le canzoni, leggo i testi e trovo che Lorenzo Urciullo (sì, in arte Colapesce) sia riuscito in un’impresa difficilissima. Anzi, in due. Per prima cosa ha saputo privare le canzoni del loro peso. Traccia dopo traccia aumenta la sensazione che il disco sia un corpo fluttuante e indifferente alla forza di gravità, proprio come gli spazzolini e le tazze del video di Restiamo in casa. Non è minimalismo o rarefazione, è proprio un fatto di leggerezza. È come la carrozza della Regina Mab, trainata da un equipaggio di atomi impalpabili, o come Rabicano, il cavallo magico di Astolfo, tanto leggero da non lasciare impronte sulla neve.

Il secondo merito di Colapesce è quello di aver saputo raccontare l’amore quando non è ancora finito. A strapparci le vesti dopo siamo buoni tutti, ma essere innamorati senza essere banali è una sfida. Provate ad ascoltare M’illumino o Sottotitoli per capire di cosa parlo. O se vi regge il cuore mettete su Oasi, una canzone che appena la senti ti vengono le gambe molli. E infatti quando l’ha suonata alla Locanda Atlantide a Roma mi sono guardata intorno ed ero circondata da baci e occhi socchiusi. Le canzoni appannate / di una radio che prende / solo le interferenze, la spengo.// Con le guance infuocate / canti e scacci una mosca / con la mano sinistra. Sarà la sensualità lieve della scena, saranno le immagini sfocate e imprecise, o le consonanze che si perdono in bocca, ma Oasi è di una bellezza disarmante.

E sapete cos’altro è di una bellezza disarmante? Il modo in cui Colapesce lascia il palco alla fine del concerto. Sono le ultime battute di Sera senza fine e lui canta E stavolta sì, la sera è senza fine, e poi ancora, sempre lo stesso verso, la sera è senza fine, e ancora, e siamo tutti talmente storditi e incantati che quando s’interrompe e aspetta che completiamo noi la frase quelli che hanno la forza di rispondere sono forse quattro. Scarsissimi, rifacciamola. E la rifacciamo. E stavolta sì, la sera è senza fine.

Prossime tappe del tour:

07 aprile 2012 Catania – Mercati Generali
15 aprile 2012 Palermo – Teatro Montevergini

 

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