Submarine

- 1 Marzo 2012

Lo so, non è una delle passioni più naturali del mondo, infatti credo di condividerla, oltre che con mia sorella e due amici parimenti nerd, con una decina di persone al mondo, ma oh, non posso farci niente: amo la suburbia britannica. Ma quella squallida proprio, tipo che Londra non mi ha mai detto granché, mentre quella specie di covo di squatter diroccato di fronte alla nostra fermata del bus a Liverpool, vuoi mettere? Vuoi mettere le casette con la tappezzeria marroncina? Vuoi mettere una passeggiata su una spiaggia desolata e ventosa mangiando fish’n’chips? Quanta ispirazione può arrivare da una tristezza di tal fatta? Tanta, ve lo dico io – ma che, c’è bisogno che ve lo dica io? Dove sono nati i Beatles e gli U2, nell’Upper East Side? Suvvia.

Tanta ispirazione dicevamo, e infatti Submarine, che trasuda ispirazione da tutti i fotogrammi, è ambiantato in Galles – la suburbia della suburbia. Casette marroncine, spiagge ventose e desolate, e loro: Oliver e Jordana, due fra gli adolescenti più simpatici della storia del cinema, britannici come non mai nei loro cappottini con gli alamari e quel nobile atteggiamento distaccato, lui buffo e cogitabondo, lei adorabile stronzetta. Sotto le nuvole basse e inquiete, i due si danno i primi baci, si fanno i filmini in super8, si rifugiano dentro vasche da bagno abbandonate sulla sabbia, affrontano piccoli e grandi drammi familiari. Soprattutto, cercano di capire chi sono, lei nascondendosi dietro l’aura da bulletta, lui sperimentando ogni giorno nuove identità (“ho provato a essere uno che ascolta solo cantanti francesi”). Sì, è solo un altro film sull’adolescenza, ma ha una tenerezza, un’ironia, un gusto surreale, una recitazione perfetta, una regia originale, una colonna sonora incantevole (Alex Turner io ti amo) che solo nella Little Britain.

Nota depressione: il film è del 2010, ha vinto premi, tar cui il gran premio della giuria al Giffoni Film Festival, e non si sa se e quando uscirà da noi. Forse fra cinque anni, modello This is England? Quant’è dura la vita di noi italiani per sbaglio.

I find that the only way to get through life is to picture myself in an entirely disconnected reality.

Submarine
Regia Richard Ayoade
Anno 2010

 

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