Somewhere

- 4 Marzo 2012

Se ti piace Sofia Coppola e vuoi conservarne un bel ricordo non vedere questo film.

Davvero, anche se sulla copertina c’è scritto Leone d’oro per miglior film a Venezia.

Somewhere sembra (ed è proprio) uno di quei film inutili fatti giusto perché: i soldi la produzione ce li aveva, io mi chiamo Sofia Coppola e come ben sapete so’ la fija de Francis Ford, quindi pure una scorreggia che porta il mio nome è foriera di beltà e credibilità (una specie de Mortadella Rigà); perché nun c’avevo gnente da fare e perché me piace andà a Venezia a rilascia’ interviste al Lido o sui vaporetti.

In Somewhere non sussiste alcuna storia (troppo difficile farsi ‘autore’ quando le immagini accoppiate a canzonette indie bastano da sole a fare un film, nevvero?). C’è Stephen Dorff, star hollywoodiana e papà di una bambina profondissima che ha capito già tutto dell’essenza della vita (ciò è ampiamente dimostrato dal suo leggiadro piroettare su pista di ghiaccio in pieno downtown L.A.) che si sbronza e si scopa le modelle alle feste con la sola imposizione del braccio ingessato (ingessato perché è caduto dalle scale ad una festa) e che vive in un famoso Motel losangelesiano. Egli non cucina, non proferisce parola con nessuno e non fa quasi niente a parte guidare la sua Ferrari nera.

Somewhere è un film che mi ha fatto riflettere e dire: “Oh, l’unica volta che c’era bisogno di una traduzione idiota per il titolo (di modo da togliere almeno una fetta di pubblico) gli hanno lasciato l’originale. Dio, che mondo crudele.”

Unica nota di merito è lo sprazzo ambientato in Italia e no, non farò il plauso all’analisi lucida e spietata dello star system italico di cui tutti parlano rappresentato come dicono dalla presenza di Valeria Marini e Simona Ventura che più idiote che mai consegnano un improbabile telegatto al protagonista, poiché essa, l’analisi lucida, non esiste. Ciò che porta equilibrio nell’Universo (e nella Forza) è il veder finalmente avverato un sogno covato nell’intimo da tempo (forse solo da me). Per la prima volta in un film infatti viene data a Laura Chiatti la parte che si merita: un cameo del cazzo.

Somewhere
Regia Soffiga Coppola
Anno 2010

Leone D’Oro (WTF?) come Miglior Film alla 67ª Mostra di Venezia

 

4 commenti su “Somewhere

  1. 1

    Condivido ogni singola parola!
    È un film vuoto, da qualsiasi parte lo si guardi; non regge neanche se lo si considera una mera masturbazione autobiografica.

  2. 2

    io vi ringrazio : l’ho guardato tempo fa con grandissima fatica … a spezzoni, dopo aver letto critiche entusiaste. Lo trovai incomprensibile, mi sentii idiota, una che “non ci arriva” …

  3. 3

    Tutto quello che ho sempre sostenuto su “Somewhere”, e a cui nessuno a cui l’abbia detto ha mai dato ascolto, madre sessantenne compresa. Con questo post mi rendi giustizia, grazie.