Parole da adottare e da buttare: Marco Archetti

- 7 Marzo 2012

Che parola vuoi adottare?

Lavoro. Perché nobilita lo scrittore. Una volta passeggiavo sui fogli a seconda dell’umore, ora viaggio con più disciplina, tutt’al più che non credo nell’ispirazione, feticcio romantico piuttosto equivoco. Scrivo soprattutto nella cucina di casa mia, molto anche nei bar. Non c’è mattina in cui io non sia smanioso di cominciare. Alzo la saracinesca dell’officina, e via.

Che parola vuoi buttare?

L’avverbio assolutamente. In una lettera a Gorkij, Cechov sconsigliava di usare gli avverbi e suggeriva di rinunciarvi per sempre. Io sposo in pieno questo divorzio. Se poi “assolutamente” si accompagna a sí o no – assolutamente sí, assolutamente no – allora ecco, io ululo d’insofferenza.

Marco Archetti, scrittore.

 

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